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28/01/10

Un tuffo nel passato

Ci son cose... che voi uomini non potete capire.
Ma le donne sì.
Come quello che mi è capitato oggi, ad esempio. Ero in fila in farmacia e davanti a me vedo una figura maschile che m'è familiare. Oddio, son passati quanti... ventanni? Forse di più. Erano gli anni dell'esordio come ballerina di Rita Pavone. Lavoravamo insieme. Lui era un bravo ballerino caratterista. Che tempi.
Allungo la mano e gli tocco la spalla.
«Alfredo? Ti ricordi di me?»
La figura si gira e un volto segnato dal tempo s'illumina stupito.
«Gin? Gin??? Sei tu?» mi chiede incredulo «oddio, non è possibile?! Ma sei stata in una teca di cristallo tutti questi anni?»
Mi viene da ridere all'idea di me dentro una teca.
«Una teca?»
«Ma si, devono averti ibernata, perché non è possibile... Ma quanti anni son passati?»
«Tanti...»
« Be', sei uguale ad allora, non sei cambiata affatto.»
«Sei troppo gentile Alfredo»
Mi studia attentamente il viso: «però hai un'aria diversa, c'è una luce particolare nello sguardo... mi sembri serena, molto più serena d'allora.»
«Sarà il matrimonio che mi fa bene». Il pensiero vola a quegli anni travagliati e difficili dell'adolescenza.
«Ti sei sposata alla fine... »
Ed è così che vengo a sapere che nonostante gli anni siano volati, si è sempre tenuto in contatto con amici comuni e di me sa tutto, o quasi. Quello che ho fatto negli anni seguenti, che mi sono sposata, che adesso vivo fissa a Udine e che continuo a fare il diavolo a quattro fra mille attività e interessi.
Alfredo... come fare un tuffo nel passato in una frazione di un secondo. E rendersi conto che forse fuori... no, non sono cambiata molto - per fortuna ho dei geni resistenti alla vecchiaia - che ho la stessa grinta e determinazione d'allora, ma che in fondo sono una donna diversa. Più ricca dentro, consapevole della fortuna che ha avuto, e ringraziando Dio, finalmente serena. Mentre di lui, non si può dire altrettanto. La vita gli ha riservato molti colpi di scena e sofferenze che hanno scavato il suo giovane viso come un'autostrada. Però anche lui ora è sulla strada della serenità ritrovata. Meno male.

Ma il punto è che quando me ne vado... lui non lo sa, ma io cammino due metri sopra il marciapiede.

20/01/10

Pubbliche relazioni

Non scrivo da un po' di giorni, è vero. Ma non sono le idee a mancare, anzi. Sto seguendo la campagna stampa per il blog "Belle oltre la 46!" e fra un'intervista e l'altra riesco appena a tirare fiato. L'altro giorno ho incontrato la mia vicina, mentre scendevo a razzo per le scale, che con sguardo stupito mi chiedeva cosa ci facessi con due uova sode in mano: sopravvivo! E certo. Mica si può andare avanti ad aria... Ma non mi lamento. Queste cose mi divertono, fanno parte del gioco. Si tratta solo di riprenderci un po' la mano perché da quando mi sono sposata, nel 2007, ho rallentato molto le pubbliche relazioni dedicando più tempo all'insegnamento e alle consulenze d'immagine.

E così, stamattina ho concesso un'intervista a Sabrina Vidon di Radio Fantasy che fino ad allora non avevo mai avuto mai il piacere di conoscere. Ah, la radio. Com'è il detto? Il primo amore non si scorda mai. Ed è vero. Tante volte mi hanno chiesto di tornare ai microfoni, di condurre un programma, come facevo anni fa. Mi piacerebbe, eccome, ma dove troverei il tempo? Fra lo studio, le lezioni serali, le consulenze, il canto, il ballo e i blog... non resta molto. Senza contare che al piacere di incontrare gli amici non rinuncio davvero. La vita è fatta di scelte e per ora la scelta è questa. Ma torniamo a noi. Vi stavo raccontando dell'intervista. Conoscete la solidarietà femminile? Nooo? In rete esiste e non solo in rete. Sarà che frequento donne da mattina a sera, sarà che con loro vado molto d'accordo per affinità e simpatia (e non è poco)... sarà, sarà. Sarà che sto incontrando un bel po' di signore e signorine che all'iniziativa ci credono. Pur appartenendo a una taglia di parecchio sotto la 46. Evvai! Sono convinta che ci sono tante donne insoddisfatte, stanche di passare in secondo piano e di discutere con le commesse di taglie che non trovano o che non hanno ancora inventato, che non vedono l'ora di unirsi ad altre per dare voce a una grande campagna: la rivincita delle donne con le curve! Così come ce ne sono tantissime orgogliose di portare ingiro le loro forme generosamente femminili. Ne stavo parlando giusto un attimo fa con una giornalista che mi chiedeva se ho intenzione di fare anche qualcosa dal vivo, tipo incontri o conferenze sul tema. E perché no? Se c'è richiesta ci sto. Sono aperta a ogni tipo di iniziativa purché sia intelligente e utile a qualcuno. E a chi mi chiede perché dedico così tante energie al mio prossimo a differenza di altre consulenti d'immagine che si espongono solo nel loro studio, a pagamento, rispondo: "Ognuno riceve dei doni, delle capacità. Sta a noi metterle a frutto. Perché ciò che ci viene concesso non è esclusivamente per nostro diletto o guadagno, ma anche per aiutare gli altri. Un giorno saremo chiamati a renderne conto, ed io mi sto dando da fare perché nessuno mi tiri le orecchie. Questo è ciò che voglio fare della mia vita, ciò che ne fanno gli altri non mi riguarda".

09/01/10

E l'ottavo giorno esultò

Stamattina ho fatto una cosa innaturale: mi sono pesata. Sì, innaturale perché solitamente il primo pensiero che mi viene appena alzata è quello del caffè. Non parlatemi, non chiedetemi nulla prima del caffè perché ruggisco come i leoni nella Savana. Stop. Prima moka poi discutere, ja? Così, quando sono salita sulla bilancia - una di quelle con i piedoni, morbidosa, color rosso fuoco (a mio marito è piaciuta subito) - dicevo, quando sono salita sulla bilancia ero ancora mezza addormentata e con gli occhi semi chiusi. Ho abbassato lo sguardo distratta. Ho alzato la testa stupita. Ho riabbassato lo sguardo. Sono scesa e sono risalita. Nessun errore, la bilancia era esatta. Ho acceso la luce ed ho sgranato tanto d'occhi: - 2 chili. Cicciaburiccia! Due chili in meno in una settimana? Correggo, otto giorni? Non sapevo se esultare, preoccuparmi o disilludermi. Due chili. Saranno due litri d'acqua immagino...

dietsRicapitolando, questa dieta non è stretta...
un pasto lo faccio regolare...
pensare che dovevo perdere da mezzo a un chilo al massimo a settimana...
ed io che credevo al peggio...
mai avrei immaginato di calare così...

Frastornata sono andata in cucina a farmi un caffè e pensavo: allora è vero che chi segue una dieta iperproteica, proteica o chetogenica, come cavolo la vuoi chiamare, perde tanti chili a settimana. Pazzesco. Sì, ma anche terribile. Per l'organismo, o no? Mando un sms alla dottoressa che mi segue, comunicando la perdita. I defunti sono due; e se sono due ora cosa accadrà al termine dei 15 giorni? Risponde che potrei fermarmi lì, ma secondo lei scenderò ancora. Meglio quindi rivederci in studio per parlarne. Finisco di bere il mio caffè e felice (meglio perderli che prenderli, no?) chiamo il maritozzo al cellulare.

«Amore! Ho una fantastica notizia da darti».
«Si? Ecco perché mi disturbi mentre lavoro...»
«Amore... sono due!»
«Due gemelli?????»
«Macchè, scemo. Non sono incinta... Due chili. Ho perso due chili.»
«Ah, meno male. Allora si festeggia.»

08/01/10

Quinto, sesto e settimo giorno

Il quinto giorno scorre veloce. L'Epifania si porta via tutte le feste ed io mi sento più sollevata. Non ci sono più dolci e panettoni che girano per casa; nessuna tentazione in vista. Perché non solo la gola ma anche l'occhio...

La fame è pochissima, l'intestino - dopo uno squaraus provocato da dosi massicce di magnesio - ha ripreso a funzionare regolarmente. Sia ringraziato Dio. Fra una busta gradevole e una un po' meno, tiro avanti facendo sogni orgiastici degni d'un Re. La trama è simile per tutti: tripudi di frutta fresca, fra cui ciliege grosse e croccanti, ananassi dal profumo intenso, angurie gocciolanti e meloni carnosi, mi vengono portati su vassoi d'argento. Ovunque mi giri c'è frutta dai colori tropicali. Capiamoci, mica sogno la mela della Valgardena, io!

E in mezzo a tutto questo delirio, come se non bastasse, ecco grosse forme di formaggio latteria che camminano davanti ai miei occhi. Giuro, non ho fumato nulla, anche perché non fumo. Tutto vero: sogni autentici. Sì, lo confesso. Non sono normale. Io non sbavo davanti ai dolci, chessò, alle torte alla crema o a un vaso di nutella. Non salivo nemmeno con cibi salati ed elaborati. Per me il massimo dell'orgasmo è un panino con il formaggio, fresco. Tutt'al più mezzano, va'. Adoro il pane caldo appena sfornato (e non posso più mangiarlo, cazzo), la pizza fatta in casa e i panini caserecci. Sissignora! Datemi un panino e mi farete felice. Ehm, cioè... adesso è diverso: datemi un panino e mi farete venire il cagotto. Già, le farine bianche, tempo mezzora, poco meno, mi fanno effetto purga. Così, sono ormai solo un miraggio godurioso. Ma com'è bello sognare!

Il sesto e il settimo giorno sono simili ai precedenti, con la sola variante che avendo ripreso il normale tran tran quotidiano, fra lavoro, scuola, corsi e palestra, sono così presa che al cibo non penso più. L'allenamento con il PT (leggasi personal trainer) non ha avuto intoppi, anzi. Mi sentivo piena d'energia. Ma non esulto ancora perché dopo sei giorni di riposo mi meraviglierei del contrario. Aspettiamo di arrivare in fondo alla dieta e poi vediamo come sto a forza muscolare.

Qualcuno di voi ha scritto chiedendo se prendo qualcosa per "stare su". Se per "su" intendete integratori, posso dire che nei prodotti che sto assumendo ci sono già tutte le vitamine, gli antiossidanti e i minerali di cui ho bisogno. Ma aggiungo, comunque, del potassio cloruro - datomi dal medico, con ricetta - per non affaticare troppo i reni e bevo sempre molta acqua. Inoltre, nell'unico pasto "umano" che mi è concesso cerco di mangiare come contorno almeno 700 gr. di verdura, sia cruda che cotta. Non bisogna dimenticare che l'intestino ha bisogno di fibre per funzionare bene.

06/01/10

4° giorno di dieta

Per la cronaca, il racconto sulla dieta proteica è successivo all'inizio perché la dieta è cominciata il 2 gennaio.

E' il quarto giorno e mi sveglio ancora senza fame. Per colazione c'è l'immancabile caffè accompagnato da una busta al cappuccino. Ha un sapore gradevole con un leggero retrogusto alla liquirizia. Lo butto giù un po' controvoglia ma conscia che ieri ho fatto casino; quindi, oggi dovrò comportarmi in modo più disciplinato e seguire la dieta come mi è stato indicato. La sete è sempre tanta e visto il silenzio ostinato del mio intestino cerco di bere più acqua che posso. L'umore è sempre alto e stasera avrò anche l'occasione di testare la resistenza muscolare. E' la vigilia della Befana e si va tutti a ballare la salsa. Meglio fare scorta di proteine. A pranzo mi preparo un'ottima zuppa di cipolla (stavolta è davvero buona). Il maritozzo gira per casa ripetendo il mantra "che pappa buona" (burlone) ma per il resto la giornata procede regolare.

dieta-iperproteicaNel pomeriggio ho un po' di languorino e faccio un break con una barretta al caramello (i miei sensi ringraziano); a cena cucino del salmone ai ferri con verdure al vapore. Mentre mi preparo per andare a ballare addocchio la bilancia. No, non credo proprio che l'ago si sia spostato dal mio peso abituale, ma tanto per scrupolo - e una curiosità barbina - mi fiondo sopra. Niente. Ma che pensavo? D'aver perso un chilo in soli quattro giorni? Eppure c'è chi seguendo questa dieta in modo stretto ne ha persi anche tre! Cos'avrà provato? Gioia? Sollievo? Ma quello che mi chiedo poi, è giusto perdere tanto peso in così poco tempo? Credo di no. Sono fermamente convinta che il modo giusto e più sano per dimagrire sia di perdere non più di tre, massimo quattro, chili in un mese. Anche di meno se si è superata la soglia dei 40. Perché a quell'età i tessuti contengono meno elastina e collagene e con un dimagrimento troppo rapido si rischia di veder crollare tutta l'impalcatura. Orrore! Aspetta un po'... Stasera doppia razione di crema per il corpo al germe di grano: è elasticizzante, no? Meglio prevenire.

05/01/10

3° giorno di dieta

Mi sveglio senza fame e sono appena le 10.30 del mattino. Sì, mi sono alzata prima del solito perché c'ho un po' di cosette da fare in casa. Essere in ferie non significa vivere come selvaggi e dopo le feste in casa regna il disordine. Ma prima di tirarmi su le maniche e darmi da fare mi preparo il caffè. Domanda: devo mangiare per forza quel buonissimo budino a colazione anche se non ho fame? E se lasciassi perdere e mi godessi in pace il caffè? Sì. Farò così, sperando di non fare troppi danni.

Dopo tre ore di ribaltamenti per casa sono stanca morta, ma di fame neanche l'ombra. Solo tanta, tantissima sete. Non ho mai bevuto tanta acqua come in questi giorni. Fra l'altro, non ho notizie nemmeno del mio intestino, che di solito è regolare. E sì che il magnesio l'ho preso... Mi sa che stasera aumento la dose, a scanso di equivoci. La stipsi in questi casi è assicurata perché le fibre introdotte dalla verdura non sono sufficienti a far funzionare bene l'intestino. Che palle. Ho ancora un forte desiderio di frutta e vedere il maritozzo che ne mangia a quintalate mi crea un vero stillicidio mentale. Nel matrimonio si condivide tutto, perché non condividere anche la dieta? Lui mi guarda torvo e non approva, eppure ha dei rotolini sui fianchi che non gli farebbe male buttar giù. La panzetta del quarantenne? No, non direi... eppure, eppure la nostra cucina è sana, senza grassi e senza fritti. E' proprio vero che dopo i 40 il metabolismo cambia. Anche se è un uomo sportivo e due, tre volte a settimana si lancia nei vortici della salsa cubana con me, sudando come un beduino nel deserto, non riesce a tornare snello come prima. Ma io lo adoro anche così. Decido di non pranzare regolare. Si è fatto tardi e devo andare a fare un paio di commissioni urgenti. Mi porterò dietro quattro biscotti iperproteici al cioccolato a mo' di snack e dopo, quando rientro, mi farò una zuppa.

E invece, quando ormai è ora di cena, il maritozzo mi preleva e mi porta a mangiare il kebab. Evvai. A una cena gustosa non si dice mai di no. E' carne di pollo mista a carne di tacchino e verdure. L'ideale per restare nei range e non sgarrare la dieta. Ma l'improvvisa gola che scuarcia il mio stomaco me ne fa mangiare due piatti. Mi sento in colpa. Miii, che glielo devo dire alla dietologa che mi sono sbafata due piatti di kebab??? Noooo.

2° giorno di dieta

Vi siete persi qualcosa?
Leggete i post precedenti: La dieta proteica, 1° giorno di dieta.

Ieri sera, colta dai sensi di colpa, ho tolto la zuppa di pollo dal frigo e l'ho finita. Ah, che penitenza. Per consolarmi poi ho cucinato delle verdure al vapore, carote, broccoli e cavolfiore, e me li sono pappati di gusto. Ma, ahimè,  un'ora dopo il mio stomaco languiva e reclamava ancora cibo. Che fare? Forse mezza zuppa non era sufficiente a saziarmi, è vero. Così ho aperto la confezione delle barrette rompifame e ne ho mangiata una al caramello. Deliziosa... Finalmente qualcosa di gustoso. Felice e contenta me ne sono andata a letto.

Oggi è il secondo giorno. Mi alzo sempre tardi (sono ancora in ferie), bevo il mio caffè e provo un budino ai cereali e miele. L'odore è decisamente troppo dolce per il mio naso sensibile ma il sapore è meno intenso. Passata, via. Ma rimpiango la mia fetta wasa quotidiana cosparsa di marmellata fatta in casa senza zucchero. Vabbè, meglio non pensarci. Due ore dopo apro una zuppa di funghi e la metto nel minipimer. Devo riuscire a capire perché la polvere si amalgama così male con l'acqua e il latte. C'è scritto di mettere prima la polvere e poi i liquidi... e se provassi a metter prima l'acqua? In effetti, questa volta il composto riesce meglio e la zuppa è decisamente gradevole. Si sentono persino dei pezzetti di funghi sotto i denti.

diet-protein-300x190Qualche ora dopo ecco che si scatena la sete. Ho la bocca arsa, asciutta: è una sensazione strana. So che devo bere almeno due litri di acqua al giorno ma a fine giornata ne avrò scolati almeno tre. Considerazioni? La fame è diminuita, ma la sete è considerevole (ma sto prendendo sia potassio che magnesio, quindi sono tranquilla) tanto che per uscire sono costretta a portarmi dietro una bottiglietta da mezzo litro nella borsa. Voglie non ne ho - quando si è a dieta vengono delle voglie pazzesche, soprattutto di ciò che non si può mangiare - ma mi manca da morire la frutta e la verdura. Adoro la verdura; la mangio in quantità industriale e non capisco proprio chi viva senza. Ma come si fa? E' così buona e colorata che quand'è nel piatto mette subito di buon umore. La frutta poi, non ne parliamo. A parte le banane, che per me sono veleno e alcune graminacee a cui sono allergica, sono sicura che potrei vivere di sola frutta e nient'altro. L'umore è buono, ma il mio lo è sempre. Non ho cali di pressione né giramenti di testa. Tutto procede bene a parte gli scherzi di mio marito che mi mangia caramelle sotto il naso e mi propone tentazioni al cioccolato. Bastardo. Per punizione l'ho portato a fare shopping con me tutto il pomeriggio e al mio rientro preparo subito la cena: scotto il petto di pollo sulla piastra e preparo l'insalata. Adesso ho proprio fame. Credo sia importante durante una dieta di questo tipo inframezzare tutte quelle minestre e zuppe liquide con qualcosa di solido. E' una questione psicologica ma soprattutto di stomaco. Con così tanti liquidi nello stomaco mi sembra di sentir saltare le rane. No, no. Non sopporterei una dieta così stretta, darei i numeri. Anzi, ora che ci penso, mi sbafo anche due biscotti al cioccolato. Tiè!
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