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02/12/11
Work in progress
Benvenuti sul nuovo blog. Come potete vedere sono ancora in fase di trasloco da un dominio all'altro. Purtroppo, a differenza di altri che si sono già piazzati, i lavori qui procedono lenti. Infatti, spostare 4 anni di post da Splinder a questo dominio non è un'operazione indolore. Soprattutto quando ti rendi conto che il file di back-up pesa più di 5 mega! Quindi, mi sto copiando e incollando tutto a mano, pezzo per pezzo. Un lavoraccio. E mentre la fidata Adele sta sistemando la grafica del template per adattarla a Blogger, rimugino sul salvataggio dei commenti. Credo che terrò solo quelli più significativi perché trasportarli tutti sarebbe assurdo, da fuori di testa. Nel frattempo ricordate che su Facebook c'è sempre la mia pagina dove potete seguire i lavori e restare aggiornati con le ultime news. A presto!
15/04/11
Critiche, insulti e minacce
Non ho l'abitudine di scendere di livello mettendomi a discutere con gli stupidi. Ma a volte è necessario spiegare perché nel mio blog ci sono alcuni commenti anonimi che non passano, non vengono pubblicati, rimanendo in standby dietro al semaforo giallo.
Mettiamo che bussano alla porta di casa vostra, voi aprite e uno sconosciuto o sconosciuta inizia a criticarvi e insultarvi. Voi che fate? Chiudete la porta, reazione più che naturale. E vaffà. Ma mettiamo che questo/a insiste e periodicamente bussi alla vostra porta reiterando lo stesso comportamento. Che fate? Lo fate entrare e gli offrite un caffè? A meno che non siate un ente assistenziale o un paramedico non credo... Vi infastidite? Probabile. Perdete le staffe e chiamate la polizia? Più che probabile. Ho visto gente perdere le staffe per molto meno di questi tempi...
Vi dirò cosa faccio io. Anche su suggerimento della Polizia postale. Non cancello niente. Ma non pubblico. Lascio che i commenti scritti dai loro autori restino lì. Perché potrebbero anche servire in futuro. Perché ultimamente su questo blog non solo si insulta e si sbeffeggia, ma anche si minaccia. E allora adesso dico io qualcosa a tutti quegli utenti che restano anonimi e si permettono di infamare il lavoro e la rispettabilità degli altri.
Questa è casa mia. In alto, nella grafica, c'è la mia faccia - sì, proprio la mia - e il mio nome, che vi piaccia o meno. Questo è il mio blog e fino a prova contraria decido io come, chi e se pubblicare qualcosa. Ed è perfettamente inutile scrivere: "...tanto so che non pubblicherai questo post, si è già notato. vediamo!"
La provocazione è inutile quando si rimane dietro la sicurezza dell'anonimato.
Se ci sono dei professionisti dell'immagine, del ballo o di altro, che vogliono discutere i miei scritti, non c'è problema. Non temo confronti né critiche perché sono una persona seria e in quello che scrivo ci metto la faccia. Quindi, sono i benvenuti. Purché però abbiano un nome e cognome. Una faccia anche loro. Un sito internet con nome a dominio registrato, come la sottoscritta. E che scrivano sul web da qualche anno, come la sottoscritta che lo fa dal 2000, tanto da avere un certo accreditamento, che non gusta mai. Non so se mi spiego.
Allora sì che il confronto sarebbe alla pari. E sarebbe certamente costruttivo e potrebbe anche interessare i lettori e le lettrici. Ma fino a quando si continua a insultare, infangare la mia persona e a travisare le mie intenzioni, niente da fare. Anonimi, per tutti voi c'è e ci sarà sempre la porta chiusa. E non dimenticate che anche se Splinder vi permette di rimanere "sconosciuti", si può sempre risalire al vostro indirizzo IP e ai files di log del server. E diventare all'improvviso CONOSCIUTISSIMI.

Commenti:
Mettiamo che bussano alla porta di casa vostra, voi aprite e uno sconosciuto o sconosciuta inizia a criticarvi e insultarvi. Voi che fate? Chiudete la porta, reazione più che naturale. E vaffà. Ma mettiamo che questo/a insiste e periodicamente bussi alla vostra porta reiterando lo stesso comportamento. Che fate? Lo fate entrare e gli offrite un caffè? A meno che non siate un ente assistenziale o un paramedico non credo... Vi infastidite? Probabile. Perdete le staffe e chiamate la polizia? Più che probabile. Ho visto gente perdere le staffe per molto meno di questi tempi...
Vi dirò cosa faccio io. Anche su suggerimento della Polizia postale. Non cancello niente. Ma non pubblico. Lascio che i commenti scritti dai loro autori restino lì. Perché potrebbero anche servire in futuro. Perché ultimamente su questo blog non solo si insulta e si sbeffeggia, ma anche si minaccia. E allora adesso dico io qualcosa a tutti quegli utenti che restano anonimi e si permettono di infamare il lavoro e la rispettabilità degli altri.
Questa è casa mia. In alto, nella grafica, c'è la mia faccia - sì, proprio la mia - e il mio nome, che vi piaccia o meno. Questo è il mio blog e fino a prova contraria decido io come, chi e se pubblicare qualcosa. Ed è perfettamente inutile scrivere: "...tanto so che non pubblicherai questo post, si è già notato. vediamo!"
La provocazione è inutile quando si rimane dietro la sicurezza dell'anonimato.
Se ci sono dei professionisti dell'immagine, del ballo o di altro, che vogliono discutere i miei scritti, non c'è problema. Non temo confronti né critiche perché sono una persona seria e in quello che scrivo ci metto la faccia. Quindi, sono i benvenuti. Purché però abbiano un nome e cognome. Una faccia anche loro. Un sito internet con nome a dominio registrato, come la sottoscritta. E che scrivano sul web da qualche anno, come la sottoscritta che lo fa dal 2000, tanto da avere un certo accreditamento, che non gusta mai. Non so se mi spiego.
Allora sì che il confronto sarebbe alla pari. E sarebbe certamente costruttivo e potrebbe anche interessare i lettori e le lettrici. Ma fino a quando si continua a insultare, infangare la mia persona e a travisare le mie intenzioni, niente da fare. Anonimi, per tutti voi c'è e ci sarà sempre la porta chiusa. E non dimenticate che anche se Splinder vi permette di rimanere "sconosciuti", si può sempre risalire al vostro indirizzo IP e ai files di log del server. E diventare all'improvviso CONOSCIUTISSIMI.
Commenti:
17 Aprile 2011 - 08:30
Si sa che la gente dà buoni consigli
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.
(Bocca di rosa - Fabrizio De André)
Traduzione: nella maggior parte dei casi, dietro l'anonimato si nascondono persone invidiose, che anziché impiegare le proprie energie per realizzare qualcosa di personale (qualsiasi cosa, anche un minimo pensiero) le utilizzano per sfogare le proprie frustrazioni inveendo contro altri.
Come scriveva Sciascia ci sono uomini, ominicchi e quaquaraqua.... purtroppo gli ultimi sono la maggior parte. Fedifrago
sentendosi come Gesù nel tempio,
si sa che la gente dà buoni consigli
se non può più dare cattivo esempio.
(Bocca di rosa - Fabrizio De André)
Traduzione: nella maggior parte dei casi, dietro l'anonimato si nascondono persone invidiose, che anziché impiegare le proprie energie per realizzare qualcosa di personale (qualsiasi cosa, anche un minimo pensiero) le utilizzano per sfogare le proprie frustrazioni inveendo contro altri.
Come scriveva Sciascia ci sono uomini, ominicchi e quaquaraqua.... purtroppo gli ultimi sono la maggior parte. Fedifrago
17 Aprile 2011 - 15:46
Ciao Gin e vaiiii finalmente!!! Nella mia profonda ignoranza mi sono sempre chiesta perchè pubblichi commenti idioti pansavo non potessi toglierli e invece...ps il blog è tuo potrai farci quello che ti pare o no?! ciao Vale
17 Aprile 2011 - 17:43
l'invidia, brutta bestia eh.
addirittura le minacce, pensa come stanno! Fallenangel
addirittura le minacce, pensa come stanno! Fallenangel
18 Aprile 2011 - 15:08
Guarda a me è successo in messenger!!
Sai i soliti pipparoli che se nn arrivano al formaggio sei una stronza ecc..ec.... poi parlano di amicizia!! Si per farsi una pugnetta!! Ciao! Nonnalibera
Sai i soliti pipparoli che se nn arrivano al formaggio sei una stronza ecc..ec.... poi parlano di amicizia!! Si per farsi una pugnetta!! Ciao! Nonnalibera
18 Aprile 2011 - 16:23
Cara Gin,
come immaginavi il tuo post mi ha interessato molto...e ti assicuro che si può traqnuillamente risalire a coloro che, vigliacchi, si fanno scudo di un fasullo anonimato... Sono ormai giunta alla conclusione che di idioti ed invidiosi il mondo abbondi, e le donne interessanti, tenaci e in gamba li innervosiscano!!! Non sei sola, lo sai!!!
e non mollare!!! lollina79
come immaginavi il tuo post mi ha interessato molto...e ti assicuro che si può traqnuillamente risalire a coloro che, vigliacchi, si fanno scudo di un fasullo anonimato... Sono ormai giunta alla conclusione che di idioti ed invidiosi il mondo abbondi, e le donne interessanti, tenaci e in gamba li innervosiscano!!! Non sei sola, lo sai!!!
e non mollare!!! lollina79
18 Aprile 2011 - 17:38
Quando non si ha nerbo o niente di interessante da dire, si deve sminuire chi lo fa. E' una cosa vecchia come il mondo, purtroppo. Pensa che certuni scrivono i blog imperniati sul parlare male di un altro blog. Gin, è la misura del tuo successo che ha questi effetti collaterali ^^ Thundersword
18 Aprile 2011 - 20:31
cavoli. non mi è mai successo.
penso ci rimarrei malissimo.
sono abituata al confronto diretto.
(a sapere chi c'è dall'altra parte)
uhm... con te non si scherza...!!! violapensiero
penso ci rimarrei malissimo.
sono abituata al confronto diretto.
(a sapere chi c'è dall'altra parte)
uhm... con te non si scherza...!!! violapensiero
20 Aprile 2011 - 11:08
Il silenzio uccide di più, il rispondere è dare soddisfazione a chi non merita.
baci baci iry
baci baci iry
16/11/10
Malati di socialnetwork?
Pare che al Policlinico Gemelli di Roma si stiano ingrossando le fila. Di cosa? Di malati di socialnetwork. Intossicati, rete-dipendenti. "...Gli italiani sono fra i frequentatori più assidui di Faccialibro". Sai che novità. Gli italiani sono assidui in tutto, dai reality tv al fumo. Senza discriminazioni fra fumo e "fumo". E i ragazzini sono al primo posto. Be', vista l'età non più classificabile come "ragazzina" direi che ne sono del tutto fuori. Anche se la mia multimedialità a volte rasenta l'impallamento da troppe finestre aperte. No, non quelle di casa. Quelle del browser. Lavorando 10, 12 ore al giorno al PC, ho urgenza di tenere molte cose... sotto controllo. Così, fra Skype, Facebook, forum di discussione, Twitter, Splinder e Blogger sono sempre in costante contatto con il mondo virtuale. Ma da lì ad affermare che sono dipendente, no. I dipendenti sono quelli che non ne possono fare a meno. Che se non hanno la connessione vanno in totale sbattimento. Io alle 19 in punto stacco la spina. Della rete e della corrente. Sia mai che un fulmine mi fa partire il gruppo di continuità (già successo). Si chiude e si va. A vivere la vita di tutti i giorni. Allievi, corsi, convegni, lezioni mie e del maritozzo. E poi gli amici, la famiglia. Le serate. E adesso pure il cane. Però, sì. C'è una cosa di cui sono dipendente... Non del fumo, non dell'alcol. Nemmeno della Nutella. Che palle, eh? Son proprio precisina, io. No, niente di tutto questo: io sono una vera e propria tossica della vita. Quella vissuta.
08/12/09
Facebook: Belle oltre la 46!
Così, mentre il gruppo su Facebook cresce, a breve nascerà anche il blog Belle oltre la 46! Grazie all'aiuto di Adele di Blografando e alla mia carissima amica Laura di Scoperteinattese - che ha creato la pupa del logo - la grafica del blog sta prendendo forma e presto ci saranno mani di collaboratori pronti a dare una mano a chi vorrà riceverla. Un esempio? Dritte su alimentazione e dieta, tipi di sport per tenerci in forma, consigli di bellezza, storie e interviste a chi della taglia ne ha fatto una professione e molto altro ancora. Rimanete sintonizzati per non perdere le news e nel frattempo iscrivetevi al gruppo.
25/09/09
Assistenza tecnica Asus Italia: pessimo servizio
Uno ha il diritto d'incazzarsi? Sì.
Sono trascorsi otto giorni da quando ho contattato Asus Italia per mandare il mio EeePC 1000H in assistenza. Il computer è in garanzia essendo stato acquistato di recente: gennaio per la precisione. Dopo essermi accorta del guasto - hard disk difettoso - sono andata dritta dal negoziante che me l'ha venduto e lì mi sono sentita dire che "era meglio se chiamavo il numero a pagamento personalmente, da privata, perché avrei impiegato meno tempo per attivare la pratica." Vabbe' mi son detta, se si tratta di risparmiare tempo - visto che il pc mi serve per la scuola - diamoci da fare!
Rientrata in ufficio ho subito contattato il numero a pagamento 199 400 089 (12 centesimi di euro al minuto) per attivare la RMA: procedura di reso in riparazione. Niente di difficile. Rispondi a qualche domanda sul guasto, ti chiedono il numero di serie e spediscono subito l'e-mail per la pratica. Dopo qualche minuto eccola nella mia casella di posta elettronica. Wow! Penso, che velocità. Il messaggio mi inoltra a un modulo online da compilare dove, fra le altre, leggo: "Qualora l'intervento non fosse da ritenersi in garanzia, si accetta fin d'ora l'addebito del diritto fisso d'intervento che varia da 62 Euro + IVA 20% a 93 Euro + IVA 20%, a seconda del componente sostituito e si riserva di accettare il preventivo per la riparazione che verrà formulato dall'ufficio tecnico. Nel caso in cui non vengano riscontrati vizi e/o difetti (prodotto regolarmente funzionante) si accetta ugualmente il pagamento di un diritto d'intervento pari a 35 Euro + IVA 20%." Be' io non corro rischi, credo, perché il mio PC non parte proprio.
E più sotto: "Si prende atto che gli invii non sono assicurati e ASUSTEK ITALY SRL non risponderà in nessun caso di furti, perdite, avarie, nonchè dei danni al materiale trasportato, una volta che questo verrà preso in consegna dal corriere. Ne consegue che nel caso in cui si desidera assicurare il collo, le spese di assicurazione sono a proprio carico e si dovrà dare comunicazione compilando gli appositi spazi prestampati e contattando il Centro Assistenza Autorizzato ASUS. Nel caso in cui si volesse avvalersi di un altro corriere tale comunicazione non sarà necessaria." Ah, però. Mica come Acer, che mi ritira i monitor dello studio gratuitamente e si assume tutte le responsabilità. Qui si chiede l'obolo di € 18,60! IVA compresa però. Va bene, resto calma. Il PC mi serve, quindi pago anche questa spesa.
Spunto le caselle e invio il modulo. Ma, attenzione! Dopo il mio click compare un messaggio d'avviso in maiuscoletto: "LA PREGHIAMO DI FORNIRE PROVA DELL'AVVENUTO PAGAMENTO ASSICURAZIONE ENTRO 48 ORE DAL RICEVIMENTO DEL NUMERO DI RMA. IN MANCANZA DI TALE COMUNICAZIONE IL TRASPORTO VERRA' RICONOSCIUTO COME STANDARD." Va bene, va bene. Mandami 'sto accidenti di modulo indietro e dimmi come te li devo dare 'sti soldi e siamo a posto. Chiudo la pagina e aspetto. Aspetto. Aspetto. A fine giornata niente. Ma quando scadono le 48 ore? Contano anche il week end? Passano il sabato e la domenica. Lunedì mattina Asus mi manda un'e-mail per sapere se ho gradito il servizio. Quale servizio? Accidenti a te! Mandami il modulo per pagare l'assicurazione che iniziamo la pratica, non 'ste pippe. A me 'sta storia delle 48 ore mi mette ansia, capito?
Martedì in preda all'agitazione chiamo di nuovo il numero a pagamento. Occupato. Poi non suona. Poi ancora occupato. Poi suona, mi mette in attesa per un operatore libero (e io pago!!!). Mercoledì finalmente riesco a parlare con un operatore che mi rassicura sulle 48 ore di scadenza - a quanto pare problema loro interno e non mio (boh?) - e mi dice di attendere con fiducia il ticket. Ok, aspettiamo.
Oggi che giorno è? Venerdì. Dopo otto, dicasi otto giorni, Asus Italia ancora non inizia la pratica di ritiro prodotto in garanzia. Ho esaurito la pazienza. E la prossima volta che mi verrà in mente di comprare un loro prodotto mi picchio da sola.
Sono trascorsi otto giorni da quando ho contattato Asus Italia per mandare il mio EeePC 1000H in assistenza. Il computer è in garanzia essendo stato acquistato di recente: gennaio per la precisione. Dopo essermi accorta del guasto - hard disk difettoso - sono andata dritta dal negoziante che me l'ha venduto e lì mi sono sentita dire che "era meglio se chiamavo il numero a pagamento personalmente, da privata, perché avrei impiegato meno tempo per attivare la pratica." Vabbe' mi son detta, se si tratta di risparmiare tempo - visto che il pc mi serve per la scuola - diamoci da fare!
Rientrata in ufficio ho subito contattato il numero a pagamento 199 400 089 (12 centesimi di euro al minuto) per attivare la RMA: procedura di reso in riparazione. Niente di difficile. Rispondi a qualche domanda sul guasto, ti chiedono il numero di serie e spediscono subito l'e-mail per la pratica. Dopo qualche minuto eccola nella mia casella di posta elettronica. Wow! Penso, che velocità. Il messaggio mi inoltra a un modulo online da compilare dove, fra le altre, leggo: "Qualora l'intervento non fosse da ritenersi in garanzia, si accetta fin d'ora l'addebito del diritto fisso d'intervento che varia da 62 Euro + IVA 20% a 93 Euro + IVA 20%, a seconda del componente sostituito e si riserva di accettare il preventivo per la riparazione che verrà formulato dall'ufficio tecnico. Nel caso in cui non vengano riscontrati vizi e/o difetti (prodotto regolarmente funzionante) si accetta ugualmente il pagamento di un diritto d'intervento pari a 35 Euro + IVA 20%." Be' io non corro rischi, credo, perché il mio PC non parte proprio.
E più sotto: "Si prende atto che gli invii non sono assicurati e ASUSTEK ITALY SRL non risponderà in nessun caso di furti, perdite, avarie, nonchè dei danni al materiale trasportato, una volta che questo verrà preso in consegna dal corriere. Ne consegue che nel caso in cui si desidera assicurare il collo, le spese di assicurazione sono a proprio carico e si dovrà dare comunicazione compilando gli appositi spazi prestampati e contattando il Centro Assistenza Autorizzato ASUS. Nel caso in cui si volesse avvalersi di un altro corriere tale comunicazione non sarà necessaria." Ah, però. Mica come Acer, che mi ritira i monitor dello studio gratuitamente e si assume tutte le responsabilità. Qui si chiede l'obolo di € 18,60! IVA compresa però. Va bene, resto calma. Il PC mi serve, quindi pago anche questa spesa.
Spunto le caselle e invio il modulo. Ma, attenzione! Dopo il mio click compare un messaggio d'avviso in maiuscoletto: "LA PREGHIAMO DI FORNIRE PROVA DELL'AVVENUTO PAGAMENTO ASSICURAZIONE ENTRO 48 ORE DAL RICEVIMENTO DEL NUMERO DI RMA. IN MANCANZA DI TALE COMUNICAZIONE IL TRASPORTO VERRA' RICONOSCIUTO COME STANDARD." Va bene, va bene. Mandami 'sto accidenti di modulo indietro e dimmi come te li devo dare 'sti soldi e siamo a posto. Chiudo la pagina e aspetto. Aspetto. Aspetto. A fine giornata niente. Ma quando scadono le 48 ore? Contano anche il week end? Passano il sabato e la domenica. Lunedì mattina Asus mi manda un'e-mail per sapere se ho gradito il servizio. Quale servizio? Accidenti a te! Mandami il modulo per pagare l'assicurazione che iniziamo la pratica, non 'ste pippe. A me 'sta storia delle 48 ore mi mette ansia, capito?
Martedì in preda all'agitazione chiamo di nuovo il numero a pagamento. Occupato. Poi non suona. Poi ancora occupato. Poi suona, mi mette in attesa per un operatore libero (e io pago!!!). Mercoledì finalmente riesco a parlare con un operatore che mi rassicura sulle 48 ore di scadenza - a quanto pare problema loro interno e non mio (boh?) - e mi dice di attendere con fiducia il ticket. Ok, aspettiamo.
Oggi che giorno è? Venerdì. Dopo otto, dicasi otto giorni, Asus Italia ancora non inizia la pratica di ritiro prodotto in garanzia. Ho esaurito la pazienza. E la prossima volta che mi verrà in mente di comprare un loro prodotto mi picchio da sola.
14/12/08
Internet e la diffamazione
Tratto da Punto-informatico
a cura della dott.ssa Valentina Frediani
ConsulenteLegaleInformatico
"Roma - Le statistiche comprovano come tra i reati commessi sulla rete, spicchi, assieme alle violazioni in materia di diritto di autore e privacy, la diffamazione.
a cura della dott.ssa Valentina Frediani
ConsulenteLegaleInformatico
"Roma - Le statistiche comprovano come tra i reati commessi sulla rete, spicchi, assieme alle violazioni in materia di diritto di autore e privacy, la diffamazione.
Ex art. 595 codice penale: "Chiunque, fuori dai casi indicati nell'articolo precedente (ovvero salvo trattarsi di ingiuria, cioè una offesa con la presenza dell'interessato) comunicando con più persone, offende l'altrui reputazione, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa sino a lire due milioni (circa 1032 ?). Se l'offesa consiste nell'attribuzione di un fatto determinato, la pena è della reclusione fino a due anni, ovvero della multa fino a lire quattromilioni (circa 2065 ?). Se l'offesa è arrecata col mezzo della stampa, o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, ovvero in atto pubblico, la pena è della reclusione da sei mesi a tre anni o della multa non inferiore a lire un milione (circa 516 ?). Se l'offesa è recata ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una Autorità costituita in collegio, le pene sono aumentate."
Ciascuno di noi è titolare del diritto di espressione della propria opinione (diritto costituzionalmente garantito dall'art. 21: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione?") ma tale diritto incontra dei limiti ben specifici qualora l'opinione espressa giunga a ledere l'altrui onore e reputazione. La diffamazione è un reato strettamente connesso alla persona, al diritto all'onore ed alla reputazione di cui ciascuno di noi è titolare.
Il legislatore ha scelto di porre come aggravante del reato, la diffamazione che abbia ad oggetto l'indicazione di un fatto determinato. Ciò perché ovviamente qualora si attribuisca ad una persona un fatto con riferimenti tali da renderlo più credibile, la portata offensiva del reato diviene maggiore, proprio perché capace di rafforzare la attendibilità di colui che ne parla. La diffamazione on line può compiersi in due modi, o mediante il mezzo della stampa telematica o mediante il semplice mezzo di internet.
Nel primo caso possiamo far riferimento alla giurisprudenza che da anni si pronuncia sui casi connessi alla stampa cartacea e radiotelevisiva, e che dunque non pone eccessivi interrogativi. Di nostro interesse, invece, la diffamazione mediante internet, al di fuori della stampa telematica.
Lo stesso articolo 595 codice penale, contempla l'ipotesi della diffamazione on line, laddove prevede che si possa ritenere consumata la diffamazione anche laddove si realizzi mediante un mezzo di pubblicità. Nella percezione normativa consolidatasi, internet costituisce proprio un mezzo di pubblicità, in quanto idoneo e sufficiente affinché una notizia o espressione diffamatoria raggiunga una pluralità di soggetti. Si pensi ad esempio, ad una opinione diffamatoria espressa in un forum, o in una mailing list o mandando un messaggio mediante posta elettronica ad una pluralità di soggetti.
In questo ultimo caso, ovvero in tema di diffamazione mediante posta elettronica, è intervenuta la Corte di Cassazione, sottolineando che anche se le comunicazioni diffamatorie non sono percepite simultaneamente dai destinatari, il reato di diffamazione è da ritenersi integrato dovendosi ritenere irrilevante l'intervallo di tempo più o meno lungo tra l'una e l'altra comunicazione, poiché sono comunque prodotti i medesimi effetti della diffamazione".
...
"A tutela del soggetto che si ritiene diffamato, non solo la normativa penale, ma anche un diritto al risarcimento del danno prodotto dall'autore del reato. In tal senso occorre analizzare tutte le conseguenze connesse alla diffamazione: i danni che possono andare dalla perdita di clientela e di guadagni, nel caso di persona che ha denigrato la operatività commerciale di un soggetto, ha diffuso notizie in merito alla sua insolvenza o comunque ha accusato un soggetto di essere inaffidabile; ma anche danni prettamente morali, consistenti nella offesa alla reputazione che può provocare un grave impedimento a sentirsi ben accetti nella propria comunità, o che può costringere un soggetto a doversi discolpare dalle accuse diffamatorie e quindi subire un grave danno alla reputazione ed all'onore, quantificabile secondo il grado di offesa, tenendo conto dei fatti narrati (entra in gioco l'aggravante alla quale accennavamo sopra in merito all'attribuzione di un fatto determinato), della quantità e qualità dei soggetti destinatari di tali narrazioni (ad esempio diffamare una persona con il datore di lavoro, può pregiudicargli il posto) nonché del mezzo mediante cui la diffamazione è compiuta (immettere in internet una notizia negativa attribuendola ad un soggetto, può trovare una eccessiva ripercussione nei confronti del soggetto diffamato).
Internet, dunque, quale mezzo esemplare di diffusione di una notizia, talvolta sottovalutato da colui che si esprime in merito ad un terzo, talvolta utilizzato con il preciso intento di diffondere un'offesa.
Difetto o "pregio" della rete?"
Ulteriori approfondimenti
La diffamazione online: cosa succede se qualcuno offende su internet.
Ciascuno di noi è titolare del diritto di espressione della propria opinione (diritto costituzionalmente garantito dall'art. 21: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione?") ma tale diritto incontra dei limiti ben specifici qualora l'opinione espressa giunga a ledere l'altrui onore e reputazione. La diffamazione è un reato strettamente connesso alla persona, al diritto all'onore ed alla reputazione di cui ciascuno di noi è titolare.
Il legislatore ha scelto di porre come aggravante del reato, la diffamazione che abbia ad oggetto l'indicazione di un fatto determinato. Ciò perché ovviamente qualora si attribuisca ad una persona un fatto con riferimenti tali da renderlo più credibile, la portata offensiva del reato diviene maggiore, proprio perché capace di rafforzare la attendibilità di colui che ne parla. La diffamazione on line può compiersi in due modi, o mediante il mezzo della stampa telematica o mediante il semplice mezzo di internet.
Nel primo caso possiamo far riferimento alla giurisprudenza che da anni si pronuncia sui casi connessi alla stampa cartacea e radiotelevisiva, e che dunque non pone eccessivi interrogativi. Di nostro interesse, invece, la diffamazione mediante internet, al di fuori della stampa telematica.
Lo stesso articolo 595 codice penale, contempla l'ipotesi della diffamazione on line, laddove prevede che si possa ritenere consumata la diffamazione anche laddove si realizzi mediante un mezzo di pubblicità. Nella percezione normativa consolidatasi, internet costituisce proprio un mezzo di pubblicità, in quanto idoneo e sufficiente affinché una notizia o espressione diffamatoria raggiunga una pluralità di soggetti. Si pensi ad esempio, ad una opinione diffamatoria espressa in un forum, o in una mailing list o mandando un messaggio mediante posta elettronica ad una pluralità di soggetti.
In questo ultimo caso, ovvero in tema di diffamazione mediante posta elettronica, è intervenuta la Corte di Cassazione, sottolineando che anche se le comunicazioni diffamatorie non sono percepite simultaneamente dai destinatari, il reato di diffamazione è da ritenersi integrato dovendosi ritenere irrilevante l'intervallo di tempo più o meno lungo tra l'una e l'altra comunicazione, poiché sono comunque prodotti i medesimi effetti della diffamazione".
...
"A tutela del soggetto che si ritiene diffamato, non solo la normativa penale, ma anche un diritto al risarcimento del danno prodotto dall'autore del reato. In tal senso occorre analizzare tutte le conseguenze connesse alla diffamazione: i danni che possono andare dalla perdita di clientela e di guadagni, nel caso di persona che ha denigrato la operatività commerciale di un soggetto, ha diffuso notizie in merito alla sua insolvenza o comunque ha accusato un soggetto di essere inaffidabile; ma anche danni prettamente morali, consistenti nella offesa alla reputazione che può provocare un grave impedimento a sentirsi ben accetti nella propria comunità, o che può costringere un soggetto a doversi discolpare dalle accuse diffamatorie e quindi subire un grave danno alla reputazione ed all'onore, quantificabile secondo il grado di offesa, tenendo conto dei fatti narrati (entra in gioco l'aggravante alla quale accennavamo sopra in merito all'attribuzione di un fatto determinato), della quantità e qualità dei soggetti destinatari di tali narrazioni (ad esempio diffamare una persona con il datore di lavoro, può pregiudicargli il posto) nonché del mezzo mediante cui la diffamazione è compiuta (immettere in internet una notizia negativa attribuendola ad un soggetto, può trovare una eccessiva ripercussione nei confronti del soggetto diffamato).
Internet, dunque, quale mezzo esemplare di diffusione di una notizia, talvolta sottovalutato da colui che si esprime in merito ad un terzo, talvolta utilizzato con il preciso intento di diffondere un'offesa.
Difetto o "pregio" della rete?"
Ulteriori approfondimenti
La diffamazione online: cosa succede se qualcuno offende su internet.
15/10/08
Internet non ci rende liberi
Cosa significa gestire la propria immagine?
L'immagine occupa un aspetto importante della nostra vita. E' il mezzo con il quale comunichiamo agli altri ciò che siamo, ciò che proviamo per noi stessi, qual'è il nostro ruolo nella vita sociale e lavorativa. E' un linguaggio attraverso il quale affermiamo la nostra professionalità, serietà e credibilità: in pratica un certificato di buona reputazione. Ma vale anche in Internet?
L'altra sera leggevo un articolo su Ventiquattro (magazine mensile del Sole24ore) nel quale Daniel Solove - un'autorità nella legge della privacy dell’informazione - nel suo libro "The Future of Reputation: Gossip, Rumor, and Privacy on the Internet" introduce il concetto di "Generazione Google".
L'immagine occupa un aspetto importante della nostra vita. E' il mezzo con il quale comunichiamo agli altri ciò che siamo, ciò che proviamo per noi stessi, qual'è il nostro ruolo nella vita sociale e lavorativa. E' un linguaggio attraverso il quale affermiamo la nostra professionalità, serietà e credibilità: in pratica un certificato di buona reputazione. Ma vale anche in Internet?
L'altra sera leggevo un articolo su Ventiquattro (magazine mensile del Sole24ore) nel quale Daniel Solove - un'autorità nella legge della privacy dell’informazione - nel suo libro "The Future of Reputation: Gossip, Rumor, and Privacy on the Internet" introduce il concetto di "Generazione Google".
"E' il termine con cui descrivo il gruppo di giovani, oggi alle scuole superiori e all'università, che riversano dettagli della loro vita personale in blog e network sociali (ndr. come Facebook e Myspace) e che dovranno convivere per sempre con tutti i pettegolezzi e le informazioni personali che emergeranno ogni volta che il loro nome verrà cercato con Google." Le conseguenze? "Sono serie. Potrebbero essere eternamente incatenati a un vecchio sbaglio, impossibilitati a liberarsene. Quando il gossip è off-line viene dimenticato in fretta... Ma quando è on-line è più duraturo e può essere scoperto da qualsiasi punto della terra..." Internet, territorio di libera espressività, ci sta rendendo meno liberi, trasformando la nostra reputazione in un'arma a doppio taglio. E voi, siete consapevoli dell'immagine che state veicolando attraverso la rete? Avete detto o fatto qualcosa di cui un domani potreste pentirvi?
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