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30/07/08

Lavoro: quale look?

Come dicevo nell'articolo sulla "prima impressione", l'immagine lavorativa è molto importante, soprattutto se volete fare carriera! Vediamo allora insieme qualche look professionale per il mondo del lavoro. Il completo che vedete nell'immagine qui sotto è costituito da colori sobri e neutri. Il pantalone è a vita alta quindi slancia e snellisce anche "le piccoline" e quelle con i fianchi "pienotti". E' un modello classico, che non va' fuori moda, quindi se li trovate anche in colori diversi, come nero, blu e marrone, acquistateli con tranquillità perché fate un affare! Da evitare per l'ufficio - soprattutto se lavorate a certi livelli, come ad esempio in banca - i modelli a vita bassa che lasciano fuori l'ombelico così come i "pinocchietti" alla Brigitte Bardot, molto fashion ma poco adatti al contesto. Meglio indossarli nel tempo libero. Il giacchino corto contribuisce a slanciare la figura e il colore dona molta luce al viso. La camicetta con collo a jabot rende il tutto elegante senza eccessi. Perfetta la manica lunga o a tre quarti e lo scollo all'americana che lascia scoperta una parte di spalla. Se al posto della camicetta volete portare un top molto scollato, o una canotta, ricordate che per essere "formali" non potrete togliere la giacca. Quindi se fa molto caldo, occhio agli abbinamenti.

Immagine tratta da Spiegel

Anche il robe manteaux  - abito usato in inverno e in primavera, diritto o sciancato, abbottonato sul davanti, o a doppiopetto, con collo e revers a uomo - è un classico da ufficio spesso sottovalutato. E' un capo che pur essendo molto femminile comunica efficienza e professionalità. Non passa mai di moda e se non lo trovate nei negozi è comunque facile farselo fare da una buona sarta.

Fonte sconosciuta

Fonte sconosciuta

29/07/08

Il tacco che dà scacco!

Le scarpe con il tacco alto hanno un grande potere seduttivo; sono sexy, slanciano e rendono molto femminile il nostro incedere. Alzi la mano chi non ha mai "sbavato" davanti a un paio di Manolo Blahnik? Be' sbavato forse no, ma svenute sì, visti i prezzi.
E allora a noi. Se siete dotate di gambe piuttosto "in carne", con caviglia forte e polpaccio da terzino, ci sono alcune regole che dovete tener presente prima lanciarvi nello shopping. La regola è semplice: gambe forti tacco forte (cioè largo), gambe sottili tacco sottile. In questo modo le proporzioni fra tacco e gamba si compenseranno mimetizzando gli eccessi. Per quanto riguarda l'altezza invece, il tacco minimo è 5 cm. - ebbene sì, spiacente per le amanti del "rasoterra" ma la salute della schiena richiede un tacco minimo fisiologico - mentre il massimo è 7-8 per il giorno e 9-10 per la sera.

Simbolo di femminilità e seduzione, la scarpa con il tacco alto è da sempre presente nell'immaginario erotico maschile. Noi donne lo sappiamo bene. Ma quello che spesso ignoriamo è ciò che gli uomini pensano del tacco e cioè che, da amico fedele, può diventare all'improvviso nemico acerrimo e comunicare al mondo un messaggio preciso: sono una signora - cioè over 40 - e mi piace la comodità, sono una donna di classe e lo sottolineo con un incedere elegante, oppure sono un troione (e non lo sapevo!). E' risaputo che il tacco slancia. Slancerebbe anche una zampa di porco! Ma quanta fatica si fa per quella manciata di centimetri in più? Senza rendersi conto, fra l'altro, che sono proprio quei centimetri a fare la differenza.


La "signora" (a prescindere dall'età anagrafica) porta sempre scarpe con tacco medio di 4 o 6 centimetri di altezza e sufficientemente largo per dare conforto alla postura. La punta è comoda, spesso arrotondata o quadrata; il modello - sia decolleté, sia sandalo - abbastanza sobrio. La "donna di classe", invece, predilige altezze dagli 8 ai 10 centimetri e tacchi rigorosamente a spillo. Questo conferisce alla camminata un movimento ondeggiante che evidenzia il fianco e che costringe alla lentezza del passo. I modelli sono originali, scelti con grande cura e ovviamente abbinati alla borsetta.

E il troione? Apriamo un capitolo pietoso. Il troione indossa sempre modelli inadatti, sia alla sua andatura che al momento della giornata. Più che camminare direi che si "arrampica" sui tacchi alti con incertezza e pendenze pericolose. Sceglie sempre scarpe di altezze vertiginose, sopra i 10 centimetri, corredate di plateaux. Si muove sgraziata, con le ginocchia piegate, e non brilla certo per classe ed eleganza.


Sono il must dell'inverno 2009! Le francesine - da non confondere con le calze autoreggenti, che adoro - sono scarpe sportive stringate tipicamente maschili. Si presentano accollate e con la mascherina che si allaccia sul collo del piede. Proprio grazie a questa forma sono molto stabili per la camminata e perfette per la stagione invernale, ma non sono adatte a tutte! Richiedono infatti caviglie sottili e gambe slanciate, soprattutto se abbinate alla gonna. Se non appartenete a questa fortunata categoria di donne, meglio indossarle sotto i pantaloni. In tutti gli altri casi, via libera a francesine di tutte le fogge e pellami - dal vitello spazzolato per il giorno, al camoscio, alla vernice per la sera - abbinate a calze opache e coprenti in tinta.


E voi, che tipo di donna vi sentite? Ah, precisiamo: per qualsiasi controversia sul suddetto articolo, non prendetevela con me. Io ho solo riportato il pensiero maschile. Però amerei sentire un vostro parere spassionato.

22/07/08

Consigli per una buona impressione

Come già accennato, gli abiti, lo stile personale, i colori che indossate, sono elementi che rivelano il carattere e la vostra personalità. E i codici di comunicazione cambiano se li accostiamo al mondo del lavoro - dove i codici gerarchici dell’immagine sono ben definiti - oppure al tempo libero. Se poi uniamo una forma fisica "procace" e tutta curve (mi riferisco alle donne) ad una bellezza appariscente, le cose si complicano. Facciamo un esempio concreto? L'ambiente lavorativo è costituito all'80% da uomini. Voi, siete ragazze giovani, carine e spesso vi fanno i complimenti per la vostra avvenenza. Bene! Se volete esser prese sul serio e dimostrare quanto siete professionali, dovrete "mortificare" (perdonatemi il termine) la vostra femminilità a favore di un'immagine "asettica", rigorosa e decisamente maschile.


Quindi, niente decolleté con tacco vertiginoso a spillo e in colori sgargianti - ricordo a proposito una puntata molto divertente di Dr. House nella quale il nefrologo criticava una giovane dottoressa, molto professionale e competente, per le sue decolleté verdi, asserendo che una donna che lavora indossando scarpe alte, alla moda, e di quel colore, è troppo frivola e poco pratica. Infatti avrebbe dovuto portare scarpe più basse e pratiche per comunicare efficienza - sì a scarpe con il tacco basso come i mocassini, da scegliere nelle tinte classiche: nero, blu, marrone, beige.  In estate e nei periodi caldi scegliete sempre sandali a punta chiusa oppure modelli che raccolgono il piede, lasciando infradito e ciabatte al tempo libero! Eviterei anche accostamenti particolarmente modaioli come questi "Piedi in frac" di Ohmyshoes.






No alle chiome gonfie e boccolose - così femminili - sì alla coda di cavallo legata bassa (perché alta fa troppo studentessa del college) sì ai raccolti come lo chignon (rivisitato a corretto però, non acconciatevi come nonna Abelarda!), sì a tutto ciò che prevede i capelli legati. Cliccate qui per vedere come creare dei perfetti chignon. La parola d'ordine sarà ordine ed efficienza!

Abituatevi ad indossare colori neutri e scuri perché proiettano autorità. Bene quindi i colori come blu, grigio e marrone. Ok ai tailleur pantalone o a quelli con gonna (rigorosamente al ginocchio o qualche centimetro sotto) con giacca mono o doppio petto portati con una camicetta o una maglietta non troppo scollata (più pelle mostrate, più potere perdete). Sì ai tessuti rigidi, no ai golfini di cachemire che suscitano voglia di tenerezza. Se vi piacciono i pullover sceglieteli con collo alto "dolce vita" che che comunicano: inavvicinabile, distante, indifferente, e agiscono da "barriera", soprattutto se di colore nero. Evitate i bijoux troppo vistosi e alla moda; meglio optare per orecchini punto luce che vi valorizzano senza frivolezza o un filo di perle che fa' subito "bon ton". 

21/07/08

Controfigure

Detesto la banalità di certe frasi buttate lì... mi fanno incazzare. Non capisco perché certe persone debbano infastidirsi se ho voglia di festeggiare il compleanno. Ma cosa gli tolgo? Ecco un esempio dell'altro giorno, parlando con un conoscente.

- Venite a bere qualcosa venerdì?
- Ti ringrazio, ma venerdì ho il compleanno e faccio una festa a casa.
- Ma come, festeggi ancora il compleanno?
- ? Certo! Perché non dovrei? C'è un'età limite per festeggiare?
- No, no. Dicevo così. Io è una vita che non festeggio...


Cavoli tuoi. Cavoli tuoi se hai una vita triste e banale. Se non hai motivi per rallegrarti. Ma io che c'entro? Ho voglia di far festa, sì. Ho voglia di condividere il giorno in cui sono nata con gli amici più cari. Perché sono felice d'essere nata. Perché sono felice d'essere viva. Perché ho tanti motivi per ritenermi fortunata. Dio mi ha dato grandi doni e solo per questo dovrei ringraziare tutta la vita! E tu continua pure a vivere come un fantoccio, lamentandoti di ciò che non hai, lamentandoti del lavoro che ti pesa perché non lo ami, lamentandoti della famiglia che ti stressa, della noia che ti attanaglia. Se ti piace vivere senza passione, come la controfigura di te stesso, fallo pure! Ma fallo in silenzio.


17/07/08

E' tornata la Gin!

L'altra sera davanti al computer.

- Cosa stai digitando in modo frenetico sulla tastiera? Sto guardando la tv e mi arrivano i ticchettii delle tue dita fino al cervello.
- Sto aggiornando il mio blog.
- Stai aggiornando cosa?
- Il mio blog. Blog: deriva da weblog, log in rete. Ma non sai mai niente?
- Faccio il commercialista, io!
- E' un neologismo... Si, vabbe'. (che fatica) Praticamente è un diario elettronico su web. O come scrive Luisa Carrada è "Un luogo per pensare."
- E quindi??
- Quindi, scrivi dei post, li pubblichi online e gli altri commentano.
- Gli altri chi?
- Quelli che si prendono la briga di leggere.
- E tu cosa scrivi?
- Di me, della mia vita. Di quello che ho vissuto. Rifletto insomma: ho un sacco di cosa da raccontare.
- Non durante le ore di lavoro, spero.
- Ovviamente. Butto giù delle bozze sul bloc-notes e poi la sera incollo nei post. Il problema è fare ordine nelle idee. Ti faccio vedere. Ecco questa è l'homepage.
- Ma guarda come passa il tempo mia moglie. E chi ha fatto tutto questo?
- Indovina? Io, no? Vedi, qui incollo il testo...
- Ah, ma scrivi usando il tuo nome!
- E certo! Ricordi le parole di Stefano? E la Gin? Che fine ha fatto la Gin? Ecco: la Gin è tornata! E ha una gran voglia di scrivere.
- Vedo, vedo. Quindi scrivi... Occhio a quello che fai però, Topo. Non vorrei portarti le arance in carcere!
- Ma va'. Cosa vuoi che scriva? Roba mia, no? Potrò raccontare la mia vita... o no?
- Qui mi sembra che stai facendo nomi e cognomi però.
- Sì ma li ho cambiati per non renderli riconoscibili.
- Continuo a non vedere l'utilità di questa cosa... Guarda che ti tengo d'occhio, Topo. Se mi trascuri il lavoro per questa roba...
- Che palle! Va'! Vai a vedere la tv, che ho da fare! Mi fai perdere la "vena creativa".

Mio marito è perplesso. Lui è così poco tecnologico che non capisce queste mie necessità. "Ma il blog, come dice la Carrada, è un palcoscenico che sembra fatto apposta per il gioco delle identità. Si può essere se stessi anche indossando una maschera, chiamandosi con un altro nome... " Ed io è già troppo tempo che sto in "astinenza da palco"...


16/07/08

Fitball vs fibromialgia

A gennaio 2008 ho cambiato fisioterapista (è stato un cambio di emergenza che poi si è rivelato vantaggioso) e contemporaneamente mi sono messa alla ricerca di un insegnante di Pilates. Avevo letto in rete che questa disciplina è utile in caso di fibromialgia. Ma sembrava che nella mia città si fossero messi tutti a fare Pilates contemporaneamente! Non c'era un buco libero. Da nessuna parte! Tutti fibromialgici? Oppure, solo una nuova moda da seguire? Chiedendo a destra e a manca trovai un'alternativa al metodo Pilates:  la pancafit che iniziai a fare una volta alla settimana, in pausa pranzo, con una osteopata e terapista della riabilitazione molto brava. Lo scopo era quello di allungare i muscoli utilizzando il metodo dell'allungamento muscolare globale decompensato combattendo così le tensioni e le contratture. Nel giro di due settimane la situazione iniziò nettamente a migliorare. Le sedute diventarono due e al pancafit affiancammo anche esercizi di ginnastica posturale metodo Mezieres. Il mio corpo reagiva bene ma era chiaro che non avrei potuto fare queste sedute nel suo studio per tutta la vita. Bisognava trovare il modo di proseguire il programma anche a casa, da sola. A quella santa donna venne in mente di insegnarmi una serie di esercizi di rilassamento e allungamento utilizzando il fitball. Che fra l'altro producono qui in Friuli ad Osoppo.

Cos'è il Fitball?

"
Il fitball - dice Arrigo Giombini, responsabile del Servizio di riabilitazione e ricondizionamento dell'Istituto di Scienza dello Sport del CONI - è in pratica un pallone di PVC ripieno di aria... che sfrutta in modo dinamico l'assetto posturale più utilizzato nelle attività quotidiane: la posizione seduta. La palla, infatti, restituisce all'individuo la spinta derivante dal peso corporeo sotto forma di energia e questa viene utilizzata per muovere tutte le masse muscolari del corpo, quasi in assenza di gravità. Questo aspetto è molto utile perché le articolazioni possono essere "sciolte" senza i sovraccarichi derivanti dal peso e la loro mobilità può essere recuperata oppure ampliata senza rischi di lesioni o microtraumi". "L'elasticità che il fitball ridona a tutto il corpo - prosegue l'esperto - è un toccasana anche per coloro che, costretti a passare parecchie ore al giorno seduti davanti a una scrivania o in macchina, lamentano infiammazioni, tensioni e contratture dolorose della colonna vertebrale, quali ad esempio il "colpo della strega", l'infiammazione del nervo sciatico o, più semplicemente, il comune mal di schiena ". Leggi qui se vuoi approfondire.




Questa palla mi ha ridato finalmente il sorriso. Me ne sono comprate due, di grandezze diverse. Adesso, quando mi sento tesa e dolorante - in qualsiasi momento del giorno - mi stiracchio come un gatto sulla schiena o sulla pancia cercando i doloretti da tensione e mi allungo. Nel giro di cinque, dieci minuti, le tensioni passano ed io mi sento "a posto". Sto pensando di acquistarne una anche per l'ufficio, in sostituzione della classica sedia. Pare sia un toccasana per la vita lavorativa. Guardate un po' questa palla-sedia, sembra un oggetto di design!

10/07/08

L'importanza del sonno

Dopo giorni passati a consultare pagine web mi ero fatta un'idea precisa della "bestia". Per prima cosa avevo capito che la stanchezza diurna era causata dai disturbi del sonno. Praticamente la fibro impedisce ai centri nervosi di "staccare" mantenendo uno stato costante di sonno leggero senza entrare nella fase profonda, dove il corpo si rilassa. Avevo disperatamente bisogno di dormire con qualsiasi mezzo!


magnesio_supremo2Il primo fitocomplesso che ho preso, sotto consiglio medico, è stato Neurapas con il quale mi sono subito trovata bene. Prendevo due compresse il pomeriggio e la notte dormivo bene. Sono andata avanti così alcuni mesi, integrando con forti dosi di magnesio. Perché il magnesio? Perché è un elemento indispensabile per l'equilibrio nervoso e per la trasmissione degli stimoli elettrici. Agisce inoltre da catalizzatore per i muscoli: in carenza di questo minerale i muscoli si contraggono producendo spasmi e crampi. Comunque, se fate una semplice ricerca su Google troverete moltissime informazioni utili al proposito. Io lo prendo da moltissimi anni, sin da quando danzavo a livello professionale. Quello con cui mi trovo meglio e che posso dosare con facilità è Magnesio Superemo di Natural Point. Lo prendo sempre, tutti i giorni: un cucchiaino sciolto in un po' d'acqua tiepida. Nei casi gravi - quando mi irrigidisco e ho dolore - arrivo anche a due o tre cucchiaini. L'organismo lo assorbe subito e quello che non serve lo elimina attraverso l'intestino. Quindi occhio alle dosi se non volete passare la serata al bagno!

08/07/08

Rimini 1988 - capitolo 2

Il caso volle che capitasse da quelle parti una giovane ventenne romana, ebrea, scappata di casa per fuggire da un matrimonio combinato dai genitori. Si presentò nel locale in cerca di lavoro. La presero subito come aiuto barista. Così senza nemmeno provarla. Perché? Presto detto. Esther (così disse di chiamarsi, ma era ovviamente un nome inventato) era un concentrato di curve che sprigionavano sesso. Alta un metro e cinquanta (beh, alta è un eufemismo) aveva capelli mossi, rosso fuoco e gli occhi verdissimi. Somigliava alla Dellera quand'era giovane. Aveva un sorriso malizioso ed invitante e un corpo morbido dietro un'ottava di seno che sbordava da ogni parte. Anche lei, in cerca di libertà. Ma soprattutto di nuove esperienze. Fu subito chiaro a tutti che avrebbe alloggiato da noi. A me non dispiaceva, ma fu quasi un'imposizione da parte dei titolari. Forse era il loro modo per tenerci d'occhio.

del2 Esther aveva un carattere mite. Sempre sorridente ed allegra. Ci affiatammo presto, tutte e tre. I ritmi di casa erano buoni. Barby iniziava a lavorare alle 19:00 e rientrava alle 05:00 del mattino; io lavoravo dalle 21:00 all'01:00 di notte, poi attendevo che Esther finisse il suo per rientrare insieme alle 04:00. La mattina verso le 10:00 ci alzavamo tutte e tre come delle zombi e andavamo a finire il sonno in spiaggia, fino alle 17:00 e così via praticamente tutti i giorni. Insomma, era una vitaccia! In spiaggia era uno spasso. La voglia di libertà si rifletteva anche nell'esibizionismo: il topless di Esther mandava in visibilio i turisti, i riminesi, e faceva restare a bocca aperta tutti i bambini. Lei godeva di queste attenzioni e rincarava la dose creando dei numeri particolari sotto la doccia. Il sapone accarezzava le sue curve e scendeva schiumoso lungo le cosce...

La sua era una presenza che creava scompiglio: l
a voglia di evasione era incontrollabile. Io non conoscevo il suo mondo e bevevo ogni parola come acqua fresca in mezzo al deserto. Già il fatto di sapere che c'erano ancora matrimoni combinati dai genitori mi mandava nel pallone. Com'era possibile? E l'amore dove lo mettiamo? Ma io non vivevo nel ghetto ebraico di Largo Argentina e non sapevo nulla del loro modo di vivere. Fu così che vidi Esther andare in visibilio mangiando mortadella e salame, godere addentando una pesca matura (lei la frutta doveva mangiarla con il coltello) sbrodolandosi con il succo che colava fra le tette prosperose. Assistetti inerte alla sua prima canna, poi alla sua prima riga, alle sue sbronze libertine e al crescendo di uomini con i quali amava praticare molti, molti esercizi di sesso. Aveva bisogno di fare esperienza. Del resto sapeva che prima o poi sarebbe tornata all'ovile. Quindi, sotto a chi tocca. Non lo capii subito, ma mi bastò un mesetto di convivenza stretta per rendermi conto che la sua voglia di sesso non era normale. Non ero così sprovveduta, avevo vissuto a Roma, frequentato l'ambiente dello spettacolo dove il sesso è libero... ma qui il discorso era diverso.

Una sera mi capitò bella! Mi disse che aveva un randez vouz con un tipo e voleva portarlo a casa dopo il lavoro. Fin qui nessun problema, bastava mettersi d'accordo... Purtroppo verse le 02:00 di notte mi venne una colica improvvisa (avevo preso freddo) e dovetti tornare a casa precipitosamente. Una volta a casa mi dimenticai del tutto dell'accordo e andai a letto. Non ricordo esattamente come fu, ma lei rientrò con il tipo, chiuse la porta della camera da letto dove stavo dormendo e si diede alla pazza gioia sul divano del salotto! Mi svegliai all'improvviso sentendo sospiri e gemiti MOLTO ELOQUENTI. La situazione era a dir poco imbarazzante. Non potevo svignarmela perché ero bloccata nella stanza. Che fare? Provai a riaddormentarmi. Mhm, sì, sì, così, così, passami la lingua lento, sì bello vai, succhia forte... che bello! come sei bravo! adesso però mettimelo dentro che te lo divoro... Sì, sì, così, così, spingi forte dai, fammi sentire quanto sei porco! Ah, bello... sì, dai che vengo.

I miei pensieri erano azzerati... Charlie, il mio neurone cerebrale, era concentrato sull'amplesso! Uh, Signur! NO, NO, NO. Così non poteva continuare...  Ero nell'imbarazzo più feroce della mia vita. Mi feci piccola, piccola sotto le coperte, cercando di tapparmi le orecchie per non sentire gli orgasmi multipli e le prodezze di Ester che, a questo punto, aveva messo in SERIA discussione tutta la mia vita sessuale.
Ok, era ninfomane. La prima ninfomane con cui entravo in contatto nella mia vita. E non era un problema mio, ma poteva diventarlo. E infatti lo diventò. Il guaio era che conoscendo lei, gli uomini davano per scontato che anche Barby ed io... insomma... Fu dura cercare di far capire ad Esther che così non andava. Stava dando scandalo. Fra l'altro usava gli uomini a suo piacimento e poi li scaricava senza ritegno. E questi poverini... disperati, venivano da me a chiedere di metterci una buona parola. Ma roba da matti!

Continua: Rimini 1988 - capitolo 3

07/07/08

Fibromialgia: i primi sintomi

Ho iniziato ad aver i primi sintomi a maggio 2007. Avevo crampi continui alle spalle con contratture improvvise che mi causavano dolori intensi. Giravo la testa e mi si bloccava il collo, infilavo una maglietta e sentivo delle fitte lancinanti. Poi ha iniziato a farmi male la schiena con dolori diffusi e lombalgia. Mi bloccavo nelle situazioni più strane. Non sono nuova al mal di schiena perché ho una protrusione fra le vertebre lombari che ogni tanto si fa sentire, ma questi dolori erano diversi... Sono arrivata al punto di smettere di guidare perché anche una normale manovra di parcheggio mi faceva vedere le stelle! Il medico diceva che probabilmente era stress e che dovevo cercare di riposare. Chissà perché quando non sanno cosa dire tirano fuori lo stress! Mi ha prescritto antidolorifici, analgesici e mi ha mandata a casa. Ma a me questa tesi non convinceva. Ho voluto quindi sentire il parere di un amico fisioterapista. Lui è stato il primo ad avanzare l'ipotesi che potesse essere fibromialgia. Abbiamo iniziato a fare delle sedute settimanali per sciogliere le tensioni e mi ha consigliato un miorilassante.

Poi ad ottobre è arrivata la stanchezza: mi sentivo stanca, sempre. Stanca a stare in piedi, stanca a star seduta, ma stanca anche a stare a letto.
E la mattina ero più stanca di quando andavo a dormire! Dormivo male ma non lo sapevo. Questo è un altro sintomo della malattia. La vita quotidiana stava diventando faticosa; andare a fare la spesa richiedeva una buona dose di energia, soprattutto per spingere il carrello pieno e per portare le borse; non parliamo poi di fare i "lavori di casa". Ho dovuto prendere una persona che mi aiutasse. A novembre all'improvviso il corpo è diventato rigido, ma di una rigidità innaturale per una come me che fa tanto movimento. Mio marito si è spaventato e mi ha portata subito dal fisioterapista ma i trattamenti non facevano miracoli e nemmeno i farmaci. Per una settimana sono andata a lavorare con il deambulatore: non sono una che si arrende io! Nemmeno con quel tipo di dolori. Ma il morale era in fondo ai piedi. Ho iniziato a temere il peggio. Perché quando ti trovi in una situazione come quella, con il corpo che fa quello che vuole e che non controlli più, ti senti impotente. E per la testa ti passa ogni tipo di pensiero.

Sono tornata dal medico per sentire un suo parere, ma l'approccio "tradizionale" ti prescrive un sacco di farmaci ed un unico percorso: quello reumatologico. Mi ha quindi consigliato, visto che la sintomatologia era appena iniziata, di provare con un approccio "alternativo" più leggero e naturale. Sì, ma quale? Omeopatico? Fitoterapico? L'unica cosa era provare perché non c'erano ancora studi validi da poter consultare e il percorso era molto personale. Che bello! Così ho aperto Internet e ho iniziato a farmi una cultura.





Fibromialgia: una malattia che molte donne ignorano di avere di Luigi Gori L'autore è responsabile dell’Ambulatorio di Chiroterapia del Centro Clinico di Medicina Naturale (Dir. Dr. Fabio Firenzuoli, Az USL 11 - Ospedale San Giuseppe, Empoli (Firenze)



"La fibromialgia è una malattia che solo di recente è stata definita come entità patologica. E oggi comincia ad avere una certa rilevanza sociale, perché sono sempre di più i nuovi casi diagnosticati e colpisce quasi esclusivamente le donne, a partire dalla terza decade di età.

Il nome richiama alla mente una malattia infiammatoria dei muscoli e dell’apparato fibroso scheletrico, in realtà la fibromialgia dal punto di vista della fisiopatologia (il processo di formazione di una malattia), l’eziopatogenesi (la causa) e l’anatomia patologica (le lesioni visibili al microscopio) è stata molto poco caratterizzata , a differenza invece degli aspetti clinico e sintomatologico. Il principale sintomo è il dolore che compare soprattutto durante i primi movimenti che seguono un periodo di inattività muscolare (per esempio la mattina al risveglio); un muscolo o un gruppo di muscoli diventano dolenti, soprattutto dopo esposizione al freddo o a un trauma, ma a volte non vi è nessuna causa discernibile.

Le zone più frequentemente colpite sono il collo, le spalle e il tronco. In taluni casi, ma non sempre, compaiono nei muscoli i cosiddetti noduli fibrosi, che alla palpazione sono particolarmente dolenti. A questi disturbi si associa molto spesso un senso di spossatezza fisica e mentale, che di frequnete induce a pensare e a diagnosticare uno stato di depressione, che invece con la fibromialgia non ha niente a che fare. La malattia può avere un andamento acuto e subacuto e durare poche settimane, oppure essere cronica e durare tutta la vita. Purtroppo la diagnosi di fibromialgia è una diagnosi difficile ed è spesso sottodiagnosticata.

Quasi sempre, dopo vari cicli di terapie antinfiammatorie, a cui difficilmente la paziente risponde con un miglioramento, alla fine viene classificata come un problema psichico, anche per il particolare atteggiamento delle donne affette dalla fibromialgia. Queste pazienti sono infatti facilmente irritabili, hanno uno stato di stanchezza cronica che le induce alla malinconia, hanno un habitus astenico, e si associano frequentemente disturbi mestruali e sindrome del colon irritabile. La fibromialgia con la tipica debolezza muscolare che la caratterizza e la continua assunzione di posizioni scorrette a causa del dolore, provoca in molte donne alterazioni della normale cinetica delle articolazioni vertebrali, per cui quasi sempre riferiscono anche dolori e disturbi riconducibili alla colonna vertebrale.

La chiroterapia rappresenta una terapia complementare della fibromialgia, in quanto si possono risolvere i problemi derivanti dalle articolazioni vertebrali, ossia alleviare parte del dolore provocato dalla fibromialgia, ma non può essere risolto il problema alla radice in modo definitivo. La chiroterapia può accelerare la guarigione nella fibromialgia acuta, che comunque tende a risolversi spontaneamente; mentre nella malattia cronica il suo ruolo è limitato, nelle pazienti che rispondono positivamente, a risolvere il sintomo doloroso e di questo dev’essere messa a conoscenza la paziente. Spesso infatti la donna affetta fibromialgia è esasperata dal dolore continuo e con facilità si illude di aver trovato una cura definitiva, in realtà in questi casi sono necessari trattamenti delicati, eseguiti con continuità (bimestralmente) e per molti anni." Tratto da Kataweb Salute

Automaquillage da sposa, cap. 2

Per ciglia a prova di lacrime, non posso che consigliarvi due case cosmetiche: Rubinstein e Dior. Il mascara di Rubinstein che preferisco è Extravagant Waterproof; quello di Dior è Diorshow waterproof. Entrambi donano agli occhi un look naturale lasciando le ciglia separate, voluminose e di un nero brillante. Peccato per il prezzo che è un po' troppo alto per i miei gusti. Ricordate che il mascara resistente all'acqua va steso generoso e solo sulle ciglia superiori. Truccate sempre un occhio alla volta, prima uno e poi l'altro, senza andare di qua e di là a casaccio, perché essendo resistente all'acqua si secca velocemente sulle ciglia e poi non lo lavorate più!



extrarubinstein diorshow
Rubinstein Dior


Come dicevo nella sezione Make Up, sulle labbra consiglio sempre un trucco dall'effetto naturale ed opaco. Si ottiene utilizzando polveri e matite labbra appena più scure o più vivaci rispetto al colore naturale delle mucose. Un rossetto che mi sento di consigliarvi,  perfetto per l'occasione, è Juicy Wear Duo di Lancome, tenuta estrema, nella nuance 272 payful beige. Il colore è discreto, abbastanza neutro - quindi va bene sia per le castane, le rosse, che per le bionde - ed ha una buona tenuta, senza seccare troppo le labbra. La matita per il contorno sarà appena più scura; ottima quella della Prestige della linea Classic Lip Liner, colore L 83 sand.

03/07/08

Dubbi e incertezze sulla maternità

I dubbi e le incertezze della maternità accompagnano una donna per tutta la vita. Ti assalgono brutali quando scopri che sono arrivate le prime mestruazioni verso i 10, 12 anni. Tua madre sorride e ti dice con evidente sguardo d'orgoglio: "Adesso sei una signorina!" E tuo padre rientrando a casa ti regala dei fiori... Ma che significa?  "Che se non stai attenta nasce un bel bambino..." Ma che, scherziamo? Un bambino? Ma io gioco ancora con la Barbie... lasciatemi in pace!

Poi, passa qualche anno e tua madre, mentre esci per andare in discoteca, con una minigonna inguinale, ti urla dietro: "Vedi di rientrare ad un'ora decente e non portarti a casa un bastardo..." Mamma, guarda che non ce l'ho ancora il fidanzato... E lei di rimando: "Non fare la scema. Hai capito benissimo!" E all'improvviso realizzi che un figlio è un grave problema. La gravidanza è un grave problema. Peccato che coincida con le tue prime esperienze sessuali. E che cavolo! E ti cresce l'angoscia... l'incubo del figlio che arriva tradimento. Ma se bacio Matteo con la lingua, resto incinta? E se invece ci tocchiamo e basta? Questa sera è meglio che gliene parlo... Ah, il concepimento è un gran bel mistero. Eppoi ognuna dice la sua... ma nessuna sembra avere le idee chiare. Purtroppo. E quel tale Ogino Knaus di cui si parla tanto? Un tipo strano con il potere di controllare le nascite... Un giorno di questi gli ci devo parlare.

babyE quando succede che la tua migliore amica resta davvero incinta, in famiglia scoppia una tragedia. Urlano tutti: "E' un disonore". Ma disonore di che? Sono anch'io una figlia! E non la vedi più fino al momento del parto. Di ciò che è accaduto in quell'ospedale non ti è dato di sapere nulla. Sembra una cospirazione. L'unica cosa certa è che lui, il padre, ancora non lo sa e non dovrà mai saperlo. Perché è persona sgradita ai genitori. Maronn. Quindi un figlio si fa solo se piace a mamma e papà??? Sarà dura! A mia madre non piace nessuno dei miei amici... li trova insipidi. Il nascituro è un bel maschietto di 4 chili. Alla faccia! Ma è passato veramente da lì? Qualcuno parla di matrimonio riparatore. Ma cosa bisogna riparare? Cosa si è rotto? Niente, ma un figlio deve nascere dentro ad un matrimonio, perché così si fa... perché così è giusto. Ok. Ricapitolando: un figlio può essere una bella cosa, ma anche una cosa brutta. Può arrivare fra capo e collo come una malattia e se capita ci si deve sposare subito. Troppo complicato per me. Meglio il tennis.

Passano ancora gli anni. Tu sei single e alla ricerca dell'uomo giusto. La tua migliore amica, separata e fidanzata con uno che ancora non conosci, parla di figli. Desidera un bimbo prima dei 30 anni. E lui cosa dice? Lui? Chi, Paolo? Lui non c'entra, il figlio è una cosa mia, mica sua? Ma come? Il figlio non si fa in due? Devo essermi persa qualcosa. Qualche giorno dopo, a una cena di amici, incontri una coppia che non vedevi da un po'. Lei ha in braccio un bel pupo di pochi mesi. E' raggiante. Ma non erano quelli che non volevano figli? Com'è strana la gente. E lei, con un sorriso sornione ammicca: "Sai, è capitato...!" E' capitato? Ma come, questa donna non sa che esiste la pillola? Poverina. Che dramma... Meno male che lui è un ottimo partito. Ha un buon lavoro. E pure la casa al mare. A quel figlio non mancherà nulla.

E poi viene il tuo turno. Hai incontrato l'uomo giusto e vi siete sposati. Un figlio è un vostro desiderio condiviso, ma si fa attendere. E ancora i dubbi ti assalgono prepotenti: "Forse ho aspettato troppo. O forse Dio mi punisce perché mi sono comportata male: per anni ho preso la pillola." Non ci dormi la notte, mentre lui ronfa sereno. Certo, i figli non sono un problema degli uomini. Appartengono alle donne. E' un dato certo, altrimenti perché le madri avrebbero inventato la frase: "Io ti ho fatto e io ti distruggo?" Un figlio è una nostra proprietà, un nostro diritto sacrosanto. E non importa se il giorno prima non lo volevi e facevi di tutto per non farlo nascere. Adesso ti urla dentro le viscere un desiderio prepotente... E che cavoli, cos'ho io di diverso dalla mia vicina che ne ha tre?

Il consulente d'immagine

Un mestiere che da qualche anno sta spopolando sui giornali e sul web. Ma di chi e di cosa si occupa esattamente il consulente d'immagine? Di persone normali, di professionisti del lavoro - così come dello spettacolo - e di aziende. Le persone che mi contattano - nell'80% donne - lo fanno perché non sono soddisfatte della loro immagine sociale, lavorativa e privata. Ma quali sono gli elementi dell'immagine sui quali si può intervenire? Vediamoli insieme: 

  • Postura, portamento e gestualità
  • Forma del corpo e peso
  • Voce ed eloquio
  • Acconciatura e Make Up
  • Abbigliamento
  • Colorimetrie
  • Autostima
  • Energia ed entusiasmo
  • Autorità e autorevolezza
  • Bellezza
inoltre:
  • La prima impressione
  • La comunicazione

E ancora, secondo una mia personale teoria: 
  • Di ciò che si ha: cioè di quello che madre natura o Dio ci ha dato
  • Di ciò che si è: che si traduce nel carattere, nella personalità e nel temperamento
  • Di ciò che si rappresenta: il ruolo che ricopriamo, non solo nella vita lavorativa, ma anche in quella privata, familiare e sociale.

Il mestiere di consulente d'immagine a prima vista potrebbe sembrare un lavoro di superficie; ma è molto più "profondo e psicologico" di quanto sembri. Io cerco l'anima e provvedo a "tirarla fuori". Certo, se dentro non c'è nulla, il lavoro diventa difficile... Ma è raro, perché se vengono con un problema si trova sempre la causa. Capita spesso che le persone non si conoscano minimamente e con qualche seduta scoprano un potenziale sorprendente, recuperando la voglia di sperimentare e di mettersi in gioco.

Quindi, entrando nell'aspetto pratico, posso lavorare su tutta la persona, o per settori. Ad esempio, molte donne non sanno come truccarsi: non hanno la benché minima idea di cosa significhi valorizzare il proprio viso. In quel caso propongo di fare un'analisi di make up e lezioni di automaquillage, che tradotto in parole semplici consiste nello studio della forma del viso, dei suoi punti forti e nell'equilibrio delle proporzioni. E poi, nello studio di un trucco personalizzato, dei colori di base e dei prodotti da usare con relativa applicazione ed esecuzione pratica. In pochi incontri diventano bravissime!

A volte incontro persone che non hanno il senso del colore e chiedono un'analisi personalizzata sulle colorimetrie, cioè i colori che valorizzano il look, dal metodo delle quattro stagioni, all'influenza dei colori sul colore dei capelli, sui vestiti, sugli accessori, ecc. Spesso, invece - e soprattutto se ci sono esigenze lavorative - c'è bisogno di una consulenza più globale e approfondita. In quel caso faccio un consultation look, cioè analizzo la personalità proponendo un piano personalizzato - e piuttosto laborioso - per valorizzare tutta l'immagine. E ancora, intervengo sul guardaroba - gli abiti rivelano agli altri la nostra professionalità e credibilità  - suggerendo quali sono i capi da tenere o da buttare; propongo una giornata di shopping personalizzato per imparare a scegliere i capi che valorizzano; oppure elaboro l'acconciatura e studio un colore di capelli più appropriato, ecc. Ovviamente non mi occupo di tutto personalmente, ma mi avvalgo di consulenti e professionisti esterni per completare il mio lavoro, come parrucchieri, estetiste, stilisti, ecc. E' un lavoro estremamente creativo, fatto di tanta pazienza e sensibilità.

La prima impressione

Dovete sapere che ancora prima che abbiate aperto la bocca per salutare, le persone vi hanno già giudicato. La prima impressione si forma nei primi istanti dell'incontro e se è negativa, saranno necessarie parecchie successive impressioni positive per rimediare. Ma spesso non c'è una seconda possibilità... Prendete ad esempio il colloquio di lavoro. Incontrate una volta il selezionatore e se quella volta va' male... Amen! Gli abiti, lo stile personale, i colori che indossate, il modo di agire, la gestualità, il tono di voce, sono tutti elementi che rivelano la vostra personalità; così come il trucco e i capelli rendono visibili l’autostima e la fiducia che avete in voi stesse.

Le persone ricordano di voi:

- il 7% di ciò che dite
- il 38% di come lo dite
- il 55% di tutto il resto non verbale: postura, gesti, abiti, ecc.

Vi sembra incredibile? Eppure è così, gli studi lo dimostrano. L'immagine comunica sempre, quando parlate ma anche quando state zitte! Quando comunicate, ciò che conta non è l’intenzione che avete, ma il risultato che ottenete. Non importa ciò che dite ma ciò che rimane all’interlocutore! Ovvero, la prima impressione!

Di tutte le vostre parole, di tutti i vostri pensieri, che riuscirete ad esprimere:

- il 40% verrà ascoltato
- il 20% verrà recepito
- il 10% verrà ricordato


Premesso tutto ciò, cosa si può fare per far sì che la prima impressione sia positiva? La cosa fondamentale per dare una buona impressione di noi è l'ordine e la pulizia. Dico cose scontate? Meno di quanto pensate, purtroppo. La cosa che ricorderemo subito di una persona è l'odore... adesso che fa' caldo, capite cosa intendo. Le ascelle vanno tenute sotto rigoroso controllo! Devono essere sempre "asettiche" cioè senza odore, nemmeno da deodorante! Meglio optare per quelli senza profumo. Soprattutto se poi usate un profumo. Le miscele fra deodorante e profumo ottengono un risultato olfattivo ributtante.

L'ordine si vede da questi elementi:

- capelli: devono essere sempre puliti, freschi di shampoo, curati e con il colore brillante. Questo significa che i biondi non devono avere la ricrescita scura, i rossi non devono essere sbiaditi e virare sul rosa, i crespi devono essere domati, le punte rovinate vanno tagliate e via dicendo;

- viso e make up: pelle luminosa e curata, trucco leggero ma presente (le statistiche rivelano che una donna senza trucco viene accusata di trascuratezza);

- denti: credo sia inutile dirvelo... ma la pulizia dei denti è fondamentale per un bel sorriso franco e sincero, oltre che per l'alito;

- unghie: lunghe o corte che siano devono essere curate, non rosicchiate fino all'osso o peggio spellate da pellicine meglio se con una mano di smalto trasparente.


L'ordine si vede anche da:

- abiti: che devono sempre essere puliti, freschi di pulitura, non rammendati, non macchiati;

- scarpe: gli abiti possono anche essere "datati": le scarpe mai! Pulite, in ordine e soprattutto ben tenute. Se siete in dubbio, scartatele a favore di un nuovo paio. Ricordate che un vecchio paio di scarpe fa' sembrare vecchio anche l'abito più nuovo!

- calze: intese come collant, sempre in ordine e mai, mai, smagliate (ricordo un'amica che usciva con le calze rotte facendo finta di averle smagliate al momento). Meglio averne un paio di scorta...

- profumo: solitamente un mezzo di fascino e seduzione, se troppo "invadente" può suscitare un'impressione negativa. Vi è mai capitato di entrare in un ascensore affollato carico di profumo tanto da non riuscire a respirare? Mette voglia di scappare all'aria aperta! Quindi andateci caute con le essenze. In linea di massima il profumo dovrebbe esaltare il vostro carattere, non offuscarlo!

bulgariDi giorno, soprattutto in ambito lavorativo e sociale, saranno da preferire profumi leggeri e freschi con prevalenza di note floreali, pacatamente verdi, soavemente fruttate o leggermente muschiate; mentre per la sera si potrà scegliere fra profumi con un carattere deciso e pieno, oppure profumi intensi e corposi, composti da note legnose, floreali e fruttate esotiche. Dove e come metterlo? A gocce, sulle tempie, nuca, incavo tra i seni, incavo del gomito, polsi, reni, incavo delle ginocchia, caviglie. Da evitare invece i punti in cui ci sono ghiandole sebacee, come le ascelle, dietro alle orecchie e sulla superficie centrale della schiena. Lo spray va vaporizzato in alto per poi lasciarlo cadere sul corpo. Consiglio: per caratterizzare al meglio la vostra personalità scegliete non più di due profumi: uno leggero e l'altro più intenso che userete tutto l'anno! Volete sapere che profumo uso io? Eau Parfumée Au Thé Vert di Bulgari: una delicata fragranza al thè verde combinata con estratti di gelsomino e acqua distillata di fiori d'arancio.

02/07/08

Make up: gli attrezzi del mestiere

Indispensabili per la buona riuscita del maquillage, gli attrezzi del mestiere possono diventare un investimento importante per il beauty-case. Vediamo insieme quali sono e a cosa servono:

  • Pennelli di diverse misure sintetici o in pelo naturale
  • Applicatori piccoli in spugna per ombretto
  • Spugnetta in lattice per il fondotinta
  • Piumino di velluto per la cipria
  • Bastoncini di cotone "cottonfioc" per correggere le sbavature
  • Veline detergenti
  • Veline per tamponare
  • Temperamatite in due misure
  • Spazzolino per sopracciglia
  • Fissatore trucco
  • Collirio vegetale ad azione calmante e astringente

pennelli

I pennelli per il trucco non possono assolutamente mancare! Per chi è alle prime armi vanno bene anche quelli sintetici, che hanno un costo medio. In seguito sarà meglio acquistare pennelli in setole naturali che durano una vita e non perdono il pelo. Io mi trovo bene con la martora, ma nei negozi specializzati troverete anche visone, vajo e zibellino. Un buon compromesso fra qualità e prezzo lo trovate nei pennelli del The Body Shop. Peccato che spesso manchi il riassortimento dei pezzi. Il prezzo medio di un pennello? In martora dai € 15,00 ai € 30,00; quelli sintetici costano circa la metà. Ogni pennello ha una numerazione progressiva che ne indica la grandezza; più basso è il numero, maggiore è la definizione del tratto. Nell'immagine soprastante ho cercato di inserire quei pennelli che potete acquistare anche singolarmente per comporre il vostro personale kit. A partire da sinistra:

  1. pennello per la terra (sezione della base rotonda)
  2. pennello per la cipria (sezione della base rotonda o piatta) serve per togliere gli eccessi
  3. pennello per il fard (sezione della base piatta)
  4. pennello occhi a "lingua di gatto" (sezione della base piatta) uno per i colori chiari ed uno per quelli scuri
  5. pennello occhi taglio obliquo (sezione della base piatta) per sfumature
  6. pennello per correttore
  7. pennello per contorno labbra o eye-liner
  8. pennello labbra (rossetto)
  9. pennello labbra per lucidi e gloss
  10. spazzolino per sopracciglia
  11. sfumino di lattice per matite occhi

Sembrano tanti? Non lo sono. Ma per iniziare con un kit base vi consiglio di acquistarne subito uno per la terra, uno per il fard, due pennelli occhi (n. 4), un pennello labbra (n. 8) e un pennello per le sfumature (n. 11). Per contenerli andrà bene un piccolo beauty-case oppure un grande bicchierone in plastica da tenere sul mobile del bagno o dove preferite, l'importante è che sia a portata di mano. E ricordate di tenerli puliti! Una volta al mese - o anche di più se li usate tanto - potete lavarli con un po' di sapone neutro o shampoo per capelli (a gocce in un catino di acqua tiepida). Agitate le setole facendo dei cerchi concentrici in modo da scaricare tutte le polveri colorate, cambiando più volte l'acqua fino a quando resterà pulita. A quel punto, se i pennelli sono in setole naturali potete passare anche un velo di balsamo per capelli e infine sciacquare. Fate sgocciolare bene l'acqua dalle setole e poi mettete ad asciugare all'ombra, avendo cura di girare i pennelli di tanto in tanto per non fargli prendere "una brutta piega".

Piumini in velluto di cotone

piuminoServono per distribuire la cipria in polvere su viso e collo. Il materiale che preferisco è il velluto di cotone; la grandezza da 8 a 12 cm. In commercio troverete piumini in velluto sintetico che costano poco, ma non vanno bene perché non permettono un  fissaggio ottimale delle polveri. Si usano tamponando delicatamente fino ad ottenere un viso perfettamente asciutto, fissando così il fondotinta per molte ore. Anche i piumini, come gli altri attrezzi, vanno tenuti puliti lavandoli - almeno una volta al mese - con del sapone detergente e facendoli asciugare (rimettendoli in forma dopo averli strizzati) lontano da fonti di calore.

01/07/08

Automaquillage da sposa

Capita spesso durante le mie lezioni di Make Up, che le allieve chiedano se è possibile truccarsi da sole il giorno del proprio matrimonio. Direi che è possibile certamente se:
  • sapete truccarvi bene e avete una mano "felice" per le sfumature,
  • conoscete le regole del trucco da sposa,
  • avete i prodotti giusti,
  • sapete reggere la tensione di quel giorno così importante.
Premesso questo e assodato che i requisiti ci sono, veniamo ai prodotti giusti da usare che dovranno aderire perfettamente alla pelle, non ossidarsi (cioè non cambiare colore) e reggere fino a sera. Il fondotinta che vi suggerisco è Continuous Coverage di Clinique.


cliniqueOltre ad avere una tenuta eccezionale, minimizza le imperfezioni e rende la pelle compatta e perfettamente opaca. La scorsa estate dovevo truccare degli attori che recitavano sotto il sole d'agosto. Il trucco è rimasto miracolosamente perfetto, come appena fatto. Vi consiglio di acquistarne in due colori - uno mezzo tono più chiaro e l'altro mezzo tono più scuro rispetto alla vostra pelle - che mischierete insieme per ottener un colore quanto più verosimilmente vicino al vostro. Sotto questo fondo dovrete utilizzare una crema base per il trucco piuttosto ricca, sia di acqua che di grasso, perché la pasta è dura da stendere. Meglio fare prima qualche prova con diverse creme per poi decidere quale avrà la resa migliore. Sotto la crema base consiglio di utilizzare un prodotto beauty aggiuntivo: Biotherm bio-effet, in fiale. Un concentrato di bellezza rapida del viso che rende la pelle luminosa, distende i lineamenti e rende il trucco uniforme e duraturo. Basta mezza fiala.

Veniamo ora alla cipria in polvere che deve fissare il trucco e renderlo perfettamente opaco. Quelle che vi consiglio sono:



La cipria va applicata in dosi generose con un piumino di velluto di cotone tamponando sino a che il viso risulti perfettamente asciutto (fate una prova toccando la pelle con il dorso della mano). La povere in eccesso verrà via con l'applicazione del fard o delle polveri scure per creare i contrasti.

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