Perché non si può trascorrere tutte le giornate a piangere...
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07/04/09
30/12/08
Riciclo natalizio
Leggo su Newsway: "In due anni è più che triplicato il numero dei regali non graditi rimessi in vendita su eBay.it a pochi giorni dal Natale... Sarà per via del periodo economico particolarmente difficile o perchè riciclare i regali di Natale non graditi sta diventando un'abitudine sempre più diffusa in Italia, fatto sta che sono in aumento gli italiani che trovano nella rete la soluzione perfetta per guadagnare qualche soldo vendendo i doni indesiderati".
Suvvia, chi non ha mai riciclato un regalo scagli la prima pietra. C'è poco da fare, riciclare è pratico, anti-consumistico ed economico. Di questi tempi un vero e proprio "must". Vuoi mettere la gioia di girare ad un altro quello che per leggerezza è stato regalato a te? Non parlo del riciclo bastardo... no, no. Non potrei mai regalare una schifezza ad un amico o amica... però se l'oggetto che ho fra le mani potesse piacere ad un altro, perché no? Non facciamoci prendere dalle convenzioni del "non si fa" o dalle regole del galateo.
Così, se vi regalano...
... soprammobili rustici o dei centrini fatti a mano molto vintage per la vostra casa minimalista
... un completino intimo 2 taglie più piccolo
... una borsetta viola quando amate il verde
... dei sughi al peperoncino al quale siete allergiche
... l'ennesimo cesto con zampone, lenticchie, melassa e affini
... il libro di quell'autore palloso che avete usato per pareggiare le gambe del tavolo
... riciclate sereni.
10/09/08
Partenze
Le partenze stanno a me come una dose di caffè trinciato forte sparato direttamente in vena. Valigia a parte (perché prepararle mi genera ansia) l'idea di andare in un posto che non conosco mi mette in corpo una tale agitazione (positiva) da non riuscire a star ferma. Figuriamoci dormire. Ma ormai mi conosco (sono sempre stata così) e so come porvi rimedio. Cioè, credevo di sapere come porvi rimedio, perché la partenza per l'Elba ha smentito categoricamente ogni mia previsione.
Giovedì l'eccitazione era già iniziata ed era così forte che non era possibile tenere a freno le mani per condurle a digitare qualcosa di comprensibile sulla tastiera. Quindi, ho mollato il blog per dedicarmi ai preparativi. Saggia decisione. Con paziente meticolosità ho spuntato voce per voce le mie liste, ho preparato l'abbigliamento per il viaggio - una bella tuta comoda color turchese acceso tanto per non dare nell'occhio - controllato per la centesima volta che non mancasse nulla dalla borsa dei medicinali - è pur vero che all'Elba ci sono farmacie, ma perché spendere soldi per farmaci nuovi quando ne hai una scatola piena a casa? (regge, vero?) - e infine ,messo insieme un piccolo kit - sano e calsalingo - per le emergenze da "stomaco vuoto" (si sa, guidare mette fame e la fame rende nervosi).
Alle 17:00 di venerdì non sapevo più come tenermi occupata. La partenza era prevista per le 05:00 del mattino di sabato: quindi, sveglia alle 04:00! Meglio andare a dormire presto. Bene, facendo un rapido calcolo, se mi alzo alle quattro, tenendo presente che devo dormire almeno otto ore altrimenti divento una iena... è meglio coricarmi alle 20:00. Ma con la fibro dormire è una scommessa, figuriamoci con l'eccitazione da partenza! Ok. Nessun problema: in casi estremi si usa l'Escolzia. Uno, due, tre... dieci, undici... ventitre, ventiquattro, venticinque... trenta... quaranta... cinquanta gocce. Basteranno? Di solito sì, ma questa volta è meglio tenersi di manica larga: cinquantuno, cinquantadue, cinquantatre... sessanta, via! E non se ne parla più. Dormirò come un sasso ma starò serena per tutto il viaggio.
Ah, ahahah. Alle 21:00 ero sveglia come un grillo! Mi sono alzata dal letto e ho raggiunto mio marito in soggiorno che guardava la tv.
- Ma come? Non vieni a dormire?
- Vengo dopo. Ma lo sai che ora è?
- Ora di andare a dormire, che domani ci alziamo presto. Sarai mica agitato anche tu?
- Agitato io? Ma va'. Adesso finisco di vedere qui. Vengo dopo, dai. Torna a letto.
Bevo un bicchiere d'acqua e ritorno in camera. Forse è il caso di leggere due paginette per conciliare il sonno. Ma un'ora dopo il mio cervello sta dando una festa, tipo veglione di Capodanno. Di dormire non se ne parla. Capito? Che cazz! Torno in soggiorno. Lui mi guarda con aria interrogativa.
- Non riesci a dormire?
- Non dire altro, sono già incazzata di mio! Ho preso una dose mega di Escolzia e non mi fa un tubo. Adesso mi prendo anche l'R14.
- Non ti farà male tutta quella roba?
- Ma no. Tutt'al più domani io dormo e tu guidi.
- Ecco, sapevo che c'era la fregatura. Vabbe' dai, vengo a letto anch'io. Prendilo come un incoraggiamento.
- Come no. Tu appoggi la testa sul cuscino e parti... Mi fai una rabbia.
- Sei sicuro di non voler prender le gocce per dormire?
- No. Non sono mica agitato. E' che non ho sonno: di solito spegniamo la luce all'una.
- Ecco una bella idea! Perché non spegni e proviamo a riposare la carcassa? Magari il buio concilia...
Al buio. Non so che ora è ma temo sia ancora presto. Ho la sensazione di aver pisolato cinque minuti. Sento lui che si agita nel letto: si gira e si volta in modo innaturale. E' chiaro che non dorme. Allungo una mano e guardo la sveglia: 01:30. Porca paletta! Al mio fianco la voce squillante e poco assonnata di mio marito: - Hai visto l'ora?
Mi viene da ridere, ma non c'è nulla da ridere: - E' l'una e mezza. (silenzio) E se anticipassimo la partenza?
- Sai che ho avuto lo stesso pensiero? Però se partiamo adesso, arriviamo a Piombino di mattina presto. E poi, che cazzo facciamo?
- Già. Forse è meglio aspettare ancora un po'. Ma ti rendi conto che ho preso delle bombe e sono ancora sveglia?
- Certo che anche tu... porti sfiga! Io non ho mai avuto problemi a dormire. E guarda qui come sono ridotto.
La risata è contagiosa. Di dormire non se ne parla proprio, così accendo la luce. Lui torna in soggiorno a guardare la tv. Io riapro il mio libro. Che palle!
Sento un forte rumore in lontananza. Che diavolo è? Un boato interrompe quello che stava diventando un sonno profondo e ristoratore. Salto sul letto. Accidenti al vicino single. Potrebbe imparare una buona volta a chiudere la porta come tutti i cristiani senza sbatterla?! E che cavolo. Capisco che è un bel po' che non batte un chiodo, ma io che c'entro?? Guardo l'ora... Che cazz! Sono appena le 03:00. Quando lo vedo lo strozzo con le mie mani. Mi giro nel letto ma sono sola. Possibile che sia ancora davanti alla tv? Mi alzo in punta di piedi e vado verso il soggiorno. Lui sta dormendo sul divano ma appena raggiungo il centro della stanza apre gli occhi.
- Che ora è? Mi chiede con voce impastata.
- Sono le tre. Che facciamo?
- Partiamo. E non se ne parli più!
Alle 17:00 di venerdì non sapevo più come tenermi occupata. La partenza era prevista per le 05:00 del mattino di sabato: quindi, sveglia alle 04:00! Meglio andare a dormire presto. Bene, facendo un rapido calcolo, se mi alzo alle quattro, tenendo presente che devo dormire almeno otto ore altrimenti divento una iena... è meglio coricarmi alle 20:00. Ma con la fibro dormire è una scommessa, figuriamoci con l'eccitazione da partenza! Ok. Nessun problema: in casi estremi si usa l'Escolzia. Uno, due, tre... dieci, undici... ventitre, ventiquattro, venticinque... trenta... quaranta... cinquanta gocce. Basteranno? Di solito sì, ma questa volta è meglio tenersi di manica larga: cinquantuno, cinquantadue, cinquantatre... sessanta, via! E non se ne parla più. Dormirò come un sasso ma starò serena per tutto il viaggio.
Ah, ahahah. Alle 21:00 ero sveglia come un grillo! Mi sono alzata dal letto e ho raggiunto mio marito in soggiorno che guardava la tv.
- Ma come? Non vieni a dormire?
- Vengo dopo. Ma lo sai che ora è?
- Ora di andare a dormire, che domani ci alziamo presto. Sarai mica agitato anche tu?
- Agitato io? Ma va'. Adesso finisco di vedere qui. Vengo dopo, dai. Torna a letto.
Bevo un bicchiere d'acqua e ritorno in camera. Forse è il caso di leggere due paginette per conciliare il sonno. Ma un'ora dopo il mio cervello sta dando una festa, tipo veglione di Capodanno. Di dormire non se ne parla. Capito? Che cazz! Torno in soggiorno. Lui mi guarda con aria interrogativa.
- Non riesci a dormire?
- Non dire altro, sono già incazzata di mio! Ho preso una dose mega di Escolzia e non mi fa un tubo. Adesso mi prendo anche l'R14.
- Non ti farà male tutta quella roba?
- Ma no. Tutt'al più domani io dormo e tu guidi.
- Ecco, sapevo che c'era la fregatura. Vabbe' dai, vengo a letto anch'io. Prendilo come un incoraggiamento.
- Come no. Tu appoggi la testa sul cuscino e parti... Mi fai una rabbia.
Ma alle 23:00 eravamo in due a non dormire. Io non so più che pesci pigliare e lui legge nervosamente.
- Sei sicuro di non voler prender le gocce per dormire?
- No. Non sono mica agitato. E' che non ho sonno: di solito spegniamo la luce all'una.
- Ecco una bella idea! Perché non spegni e proviamo a riposare la carcassa? Magari il buio concilia...
Al buio. Non so che ora è ma temo sia ancora presto. Ho la sensazione di aver pisolato cinque minuti. Sento lui che si agita nel letto: si gira e si volta in modo innaturale. E' chiaro che non dorme. Allungo una mano e guardo la sveglia: 01:30. Porca paletta! Al mio fianco la voce squillante e poco assonnata di mio marito: - Hai visto l'ora?
Mi viene da ridere, ma non c'è nulla da ridere: - E' l'una e mezza. (silenzio) E se anticipassimo la partenza?
- Sai che ho avuto lo stesso pensiero? Però se partiamo adesso, arriviamo a Piombino di mattina presto. E poi, che cazzo facciamo?
- Già. Forse è meglio aspettare ancora un po'. Ma ti rendi conto che ho preso delle bombe e sono ancora sveglia?
- Certo che anche tu... porti sfiga! Io non ho mai avuto problemi a dormire. E guarda qui come sono ridotto.
La risata è contagiosa. Di dormire non se ne parla proprio, così accendo la luce. Lui torna in soggiorno a guardare la tv. Io riapro il mio libro. Che palle!
Sento un forte rumore in lontananza. Che diavolo è? Un boato interrompe quello che stava diventando un sonno profondo e ristoratore. Salto sul letto. Accidenti al vicino single. Potrebbe imparare una buona volta a chiudere la porta come tutti i cristiani senza sbatterla?! E che cavolo. Capisco che è un bel po' che non batte un chiodo, ma io che c'entro?? Guardo l'ora... Che cazz! Sono appena le 03:00. Quando lo vedo lo strozzo con le mie mani. Mi giro nel letto ma sono sola. Possibile che sia ancora davanti alla tv? Mi alzo in punta di piedi e vado verso il soggiorno. Lui sta dormendo sul divano ma appena raggiungo il centro della stanza apre gli occhi.
- Che ora è? Mi chiede con voce impastata.
- Sono le tre. Che facciamo?
- Partiamo. E non se ne parli più!
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