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20/05/09

Dipendenza da caffè


Na tazzulella 'e cafè...
e maje niente ce fanno sapé...


Non mi sono mai posta il problema della dipendenza da caffeina. Fra l'altro  il caffè per me non è "un piacere": lo bevo e basta. A colazione trangugio una moka da sei con il marito - spesso fatta la sera prima perché di mattina non connetto e rischio di far danni in cucina – dove la tazza più abbondante (mista a latte) è sempre la mia. A metà mattina c'è il macchiato in ufficio... dopo pranzo vado ancora di moka, per contrastare l'abbiocco catatonico del dopo pasto... e se la sera “tiro tardi”, spesso, alle cinque del pomeriggio si replica. Secondo voi sono troppi? A quanto dicono le statistiche potrei rischiare il trauma da dipendenza: irritabilità, agitazione, sonno disturbato - capirai, con la fibromialgia non ci faccio nemmeno più caso - vampate e palpitazioni cardiache. Senza contare poi il feroce mal di testa da astinenza.

Ma il caffè è davvero una droga? C'è chi dice sì, chi no. Ma nell'eventualità sono corsa ai ripari. Non amo le dipendenze, mi piace decidere in prima persona. Nel 2002 ho smesso di fumare. Così, di brutto. L'ho deciso la notte di Capodanno come proposito per l'anno nuovo. Veramente anche mio marito aveva fatto la promessa ma poi non l'ha mantenuta! Invece la sottoscritta è stata ligia al dovere. Da quel giorno nonostante fumassi “roba buona” - Davidoff, per intenderci, tabacco biondo aromatico. Si, insomma, bombe! - non ho più toccato una sigaretta.

E così, da una settimana ho calato la dose. La moka della colazione è diventata "acqua sporca" con latte e poi... solo uno strappo con l'espresso di metà mattina. Successo qualcosa? Il nulla. Niet! Nessun mal di testa, nessun effetto collaterale. Ne sono uscita illesa. Prossima tappa? Eliminarlo del tutto.

17/05/09

Si è concluso il corso per indossatrici

E' iniziato il tour de force dell'ingrasso.
Ogni anno in questo periodo si consumano le cene di fine corsi. Centottanta allieve, tutte donne, dai 18 ai 50 anni suddivise in tre scuole fra Veneto e Friuli. Non male, vero? Sabato sera c'è stata la sfilata-esame della scuola per indossatrici. Un marasma iniziato la mattina alle dieci e conclusosi alle tre del mattino della domenica dopo. Faticoso - quest'anno il caldo ci ha fisicamente steso - ma anche entusiasmante. Siete mai stati dietro le quinte di una sfilata di moda? No? Beh, una volta dovreste provarci. Ma nel caso è meglio mettersi in un angolino "strategico", buono per osservare ma anche per evitare di venir travolti dal vortice! C'è tanta confusione, modelle che si vestono e svestono a tempo zero, parrucchieri che ritoccano le acconciature, visagisti con la cipria in mano pronti a opacizzare nasi lucidi, fotografi che documentano il backstage, direttori di scena e assistenti che controllano la scaletta. Senza contare tutti gli addetti al fitting. Insomma, entri tranquillo (forse) ed esci adrenalinico. Ma il bello inizia dopo la sfilata quando si va tutti a cena, stanchi ma felici. C'è magia nell'aria ed è bello osservare la gente stupita al passaggio di quelle belle figliole. Molti chiedono se mi sento a disagio di fronte a quelle altezze, ma confesso che non ci ho mai fatto caso. Porto con disinvoltura in mezzo a loro i miei 165 cm. con tacco o senza tacco. Senza problemi. Sto bene così. Ho un buon rapporto con le mie ragazze, sono giovani è vero, anche belle ma non stupide. Devono solo crescere (in altezza no, lo sono già abbastanza) e fare esperienza. Amo strapazzarle, provocare riflessioni e so che loro mi vogliono bene proprio per questo. Fra noi c'è complicità e rispetto. Pretendo molto come insegnante ma anche loro lo fanno con me e questo mi aiuta a diventare ogni giorno migliore.

Sabato notte, uscendo dal ristorante, c'è stata qualche lacrimuccia e la promessa di non perderci di vista. Ma sappiamo entrambe che sarà difficile rivedersi. Sì, ci terremo in contatto i primi tempi, se avranno bisogno sanno che ci sono. Ma alla fine il quotidiano ci porterà altrove e a ottobre ci saranno altre ragazze pronte a iniziare il percorso. Di loro mi resterà un caro ricordo - e anche una bellissima collana nei miei colori preferiti - che indosserò con orgoglio e di quando in quando, accarezzando le pietre, penserò ai loro occhi pieni di sogni.

12/05/09

Riunione di condominio

L'esito


Tutto lasciava presagire che ci sarebbe stato conflitto. E invece...
Invece, tranquillo. Cioè, nessun diverbio, nessuna parola grossa, non si è alzato il tono di voce. Però. Però aleggiava nell'aria un non so che di strano, falsamente conciliante. All'ordine del giorno c'erano le solite cose: lo sfalcio del prato, gli spazi comuni, le aree condominiali, i parcheggi esigui... Cose già discusse, deliberate e per le quali sono state trovate possibili soluzioni. Che la maggioranza non ha voluto affrontare perché c'era da metter mano al portafogli. Tipico.

Ma poi l'amministratore ha ricordato che negli spazi comuni i cani vanno tenuti al guinzaglio. E' calato il silenzio. Io attendevo che dietro di me si alzasse una voce d'accusa. Ma tutti tacevano. Nessuna parola sul cane dei ragazzi. Lì per lì ci sono rimasta male. Ero partita con il colpo in canna pronta a sparare le mie riflessioni sul senso civile - ed eventualmente a discutere di sentenze della Cassazione - ma niente. Il discorso finiva lì. La mia dirimpettaia - più impulsiva - fremeva per prendere la parola ma l'ho invitata alla diplomazia: se nessuno dice nulla, lasciamo perdere. Si combatte quando c'è da combattere! Tutto sommato pensavo peggio, ma non avevo ancora fatto i conti con la casualità.

«Vorrei prendere la parola» dice una voce dietro me che non so ancora a chi appartiene.
«Vorrei far notare che negli ultimi mesi si sono registrati atti vandalici a danno di alcune auto». Mi giro perché l'argomento mi interessa: pensavo d'essere l'unica, con mio marito, ad aver subito danni. Chi parla è un padre di famiglia.
«Dentro il condominio?» chiede pronto l'amministratore.
«Dentro il condominio, nelle aree antistanti i garage».
Drizzo le orecchie e mi sento rispondere: «Anche noi abbiamo subito danni alle auto. Prima è stata sfregiata l'auto di mio marito e poi la mia».
«Nello stesso periodo?» L'amministratore adesso si fa più attento.
«No, lo scorso anno. Ma erano parcheggiate nello stesso posto!»
Nel giro di pochi minuti emerge che quasi tutti i condomini hanno subito danni alla carrozzeria delle autovetture. Chi una fiancata, chi entrambe, qualcuno pure il tetto!? Qui abbiamo un problema, grosso.

Ma la ciliegina sulla nostra torta è stata la domanda dell'amministratore: «Chi pensate possa essere?» E all'unisono la risposta dell'assemblea: «Uno di noi, ovviamente». Ecc'allà! Il dado è tratto. Adesso capite la tensione? Siamo tutti contro tutti. Il sospetto grava nell'aria. E' finita l'era conviviale; inizia l'era glaciale. E mò? Come ne usciamo? Qualcuno propone telecamere. Tempo perso. Fra privacy e costi da capogiro non è fattibile. Paghiamo un investigatore privato? Certo... discutiamo da anni se aumentare di uno sfalcio - 20 euro in più - e adesso vogliamo assumere "Tom Ponzi"??? Ma va'.

L'argomento muore per mancanza di soluzioni fattibili: della serie ce la facciamo bastare. Per ora. Ma è chiaro che finita la riunione, e dopo che se n'è andato un particolare condomino, qualcosa emerge. I sospetti si concentrano proprio su lui: quello che ha dato in escandescenze per la presenza del cane. Il gruppo dei condomini si stringe e vengono esposti i fatti che lo accusano. Io ho dei dubbi. E' vero che il soggetto è a casa tutto il giorno -  è in pensione - non c'ha un tubo da fare e osserva i nostri movimenti dalla finestra dell'appartamento... però, da lì a danneggiare le auto... No, qui c'è la mano di un folle. Che senso ha? Gli è stato fatto uno sgarbo? Qualche dispetto? Pare di no. E' sempre stato una persona tranquilla. Allora mi chiedo: perché una persona, di punto in bianco, inizia a fare dispetti ai suoi vicini? Quegli stessi vicini con cui va' d'accordo? Quegli stessi vicini che gli danno il "buongiorno" e la "buonasera"? Eppoi, la moglie ne è al corrente? E' sua complice? Oppure dorme tranquilla essendo all'oscuro di tutto?

Ci lasciamo così, con tante domande alle quali non ci sono ancora risposte - ma anche con un senso di angoscia nel cuore - e ci avviamo verso casa. In me una sola certezza: il senso di "casa" ha subito un forte cambiamento.


La riunione di condominio - 22.04.2009

E vabbè, quest'anno mi tocca la riunione di condominio. Di solito ci vado volentieri perché è l'unico momento in cui posso incontrare i condomini che normalmente non vedo mai, o quasi mai, a causa degli orari sballati di tutti.

Vivo in una palazzina composta da quattro ingressi indipendenti, venti famiglie in tutto. Gente tranquilla, molti giovani, qualche single, nessun problema rilevante. Fino a gennaio scorso, quando nella nostra parte di casa sono arrivati di botto due nuclei familiari nuovi: una coppia di fidanzati e una signora anziana.  Li abbiamo accolti con gioia perché portavano un po' di "vita" in quel silenzio. Del resto siamo tutti giovani lavoratori stacanovisti e nessuno di noi rientra mai prima delle nove/dieci di sera. Tutti felici quindi. Ma con i nuovi vicini sono arrivati anche i problemi. La signora Lella, vedova, sulla settantina, è una persona molto dolce. Parla con un filo di voce e si muove lenta. Ha la passione per le piante e i fiori da balcone (finalmente qualcuno con cui condividere l'amore per il verde) e nel tempo libero suona musica classica al pianoforte. Penso: che bello, un po' di buona musica per rilassare le tensioni. Ma per qualcuno non è così. In meno di due settimane dal suo arrivo compare "magicamente" un avviso dell'amministratore che ricorda il regolamento di condominio nel quale si cita che "è severamente vietato durante le ore di riposto - pausa pranzo e dopo cena - tenere alto il volume di apparecchi radiotelevisivi o suonare strumenti musicali". Oh, tu guarda, non ricordavo che ci fossero anche gli strumenti musicali in quel regolamento... Che strano. Eppure io rientro sempre per pranzo e non ho mai sentito musica ad alto volume. Ogni tanto un po' di Chopin in lontananza, come leggero sottofondo, ma da lì a denunciare un fastidio, ce ne corre. Decido di lasciar perdere.

Ma il giorno dopo la signora Lella suona alla mia porta e chiede se può sistemare il suo Ibisco in fiore nell'ingresso, per ripararlo dal freddo. Per me non ci sono problemi, anch'io ho delle piante sul pianerottolo. Se non dà fastidio faccia pure, ma parli anche con gli altri (quando li trova...). La pianta è molto bella: un tripudio di fiori gialli. Ma nell'ingresso ci resta poco meno di una settimana perché scopro che il mio vicino single gliel'ha fatta spostare. Gli dava fastidio. Poverino a lui dà fastidio tutto ma sappiamo perché: non fa sesso da due anni (la morosa l'ha piantato in asso) e il suo unico passatempo è la pulizia frenetica della casa. Si sveglia alle 7 e batte i tappeti sul balcone. Da curare! A questo punto è chiaro che c'è il suo zampino anche in quell'avviso condominiale... Bastardo.

Nel frattempo i due fidanzati portano a casa una cagnetta, uno strano miscuglio fra un bigle e un cane da caccia. Tipica razza bastarda: buonissima e docilissima. Me ne innamoro all'istante. Vengo a sapere che l'hanno presa in un canile e che è stata abbandonata dal padrone. Hanno fatto un bel gesto, magari potessi farlo anch'io, ma con tutti gli impegni di lavoro sarebbe impossibile. La cagnetta nei giorni seguenti non si sente, non c'è. Nessun latrato, nessun rumore può far capire che in quella palazzina c'è un cane. Nulla. E se la si incontra nel giardino - quando Enzo la porta a passeggio - si fa accarezzare felice senza il minimo "bau bau". Pare finta. Eppure a qualcuno dà fastidio. Arrivano addirittura a minacciare l'intervento della polizia. Resto allibita. Ma chi è quel pazzo??? Scopro che nella scala a fianco - avete capito bene, nella scala a fianco - c'è una persona allergica al pelo dei cani. Ma che dico, scherziamo?  Facciamo sparire tutti i cani del vicinato perché tu sei allergico? Ma fatti curare e in fretta, perché sei fuori di testa! Mio marito m'invita alla calma e alla moderazione. Meglio non inasprire i rapporti con i vicini, ma io m'infiammo. Soprattutto quando compare un altro avviso dove si ricorda che "è severamente vietato tenere animali domestici di qualsiasi tipo negli appartamenti". E no! Quest'anno vado io alla riunione di condominio a dirgliene quattro. Quel regolamento è da rivedere al più presto. Ho comprato una casa, mica un lager!

11/05/09

Colori base per il guardaroba della primavera


Uscire dal nero dell'inverno si può. Anzi, si deve. In primavera ci sono  molti colori da osare. Se volete rimanere su tinte neutre di base sia per quanto riguarda il guardaroba dell'uomo che per quello della donna potete provare il classico blu - ad esempio nella tinta navy che snellisce, dona a tutte le carnagioni e non invecchia come il nero - e il grigio (in tutte le gradazioni) entrambi indispensabili nelle occasioni formali.

In alternativa ci sono le diverse tonalità calde e fredde del marrone - tinta adatta al giorno e abbastanza sportiva, soprattutto per quanto riguarda l'abbigliamento uomo - le gradazioni del beige, dal chiaro sabbia fino al tortora (o fango, come volete chiamarlo), oppure il verde polveroso, nelle tinte caki o militare. Ma vediamo come si possono abbinare questi colori.

Abbinamenti per l'uomo

abito blu - di giorno con accessori marroni (scarpe e cintura)
colore camicia: tono su tono, bianco, azzurro, borgogna, lavanda, rosa in tutte le sfumature, verde pastello

abito blu scuro - di sera con accessori rigorosamente neri
colore camicia: bianco per tutte le occasioni formali

abito grigio (o Principe di Galles grigio) - di giorno con accessori marroni oppure bordeaux molto scuro
colore camicia: tono su tono, bianco, azzurro in tutte le gradazioni, così come anche a righe sottili, rosa

abito grigio scuro (antracite, fumo di Londra) - di sera con accessori neri
colore camicia: bianco per tutte le occasioni formali

abito marrone - (non adatto alle occasioni formali) di giorno e di sera con accessori marrone scuro
colore camicia: bianco, beige, azzurro in tutte le tonalità, rosa

abito beige - (non adatto alle occasioni formali) di giorno e di sera con accessori marroni, testa di moro, coloniale, nero
colore camicia: azzurro, rosa, avorio, tortora, bordeaux, nero, antracite

Nota bene: il colore del calzino - sempre rigorosamente lungo e mai corto - va' sempre abbinato al colore della scarpa o del pantolone. Per quanto riguarda la cravatta, invece, non sbaglierete scegliendo una fantasia che richiama il colore della camicia, della giacca o dell'abito.


Abbinamenti per la donna

tailleur blu, pantalone o gonna - di giorno con accessori blu, bicolore bianco-blu, marroni, ma volendo osare anche rosso scuro o bordeaux
colore abbinato: tono su tono, bianco, tutti i colori pastello così come tutti i colori brillanti, rosso, bordeaux, borgogna, lavanda, fucsia, verde mela e giallo ocra
tailleur grigio, pantalone o gonna - di giorno con accessori neri, marroni, bordeaux; di sera solo nero!
colore abbinato: tono su tono, tutti i colori pastello così come tutti i colori brillanti, bianco e rosso - anche per le occasioni formali - turchese, fucsia

tailleur marrone, pantalone o gonna - (non adatto alle occasioni formali) con accessori marroni, coloniale
colore abbinato: bianco, beige, avorio, azzurro e rosa (in tutte le tonalità), giallo, arancio, geranio

tailleur beige, pantalone o gonna - (non adatto alle occasioni formali) con accessori marrone, testa di moro, neri, coloniale, grigio antracite
colore abbinato: tono su tono, bianco, rosa, salmone, rosso, fucsia, lavanda, giallo (in tutte le gradazioni), blu, azzurro, turchese, marrone e verde (in tutte le gradazioni, sia brillanti che polverose)

tailleur verde caki o militare, gonna o pantalone - (non adatto alle occasioni formali) di giorno con accessori tinta coloniale, cognac, marrone
colore abbinato: tono su tono, bianco, beige, verde acido, giallo ocra, salmone, rosa chiaro


Nota bene: alcuni di questi abbinamenti di colore dipendono molto dal colore (caldo o freddo), dal gusto personale, ma soprattutto dai vostri colori di occhi, carnagione e capelli.

10/05/09

Maggio è il mese più bello

Maggio è per me il mese più bello dell'anno e anche quello più denso di significato. Lo studio si riempie di nuovi sorrisi: sono le future spose. Bellissime, raggianti, emozionate. Hanno mille domande da fare, molti dubbi da sciogliere. I preparativi sono incalzanti, la scaletta lascia poco spazio all'improvvisazione: abiti, cerimonia, ricevimento, luna di miele. Per tante una nuova vita, una nuova casa. Per altre la conferma di una scelta fatta qualche anno prima: la convivenza. E per tutte ci sono dettagli importanti per un giorno importante. Che non dimenticheranno mai.

Mi piace seguire queste donne nel periodo più emozionante della loro vita. Mi commuove e mi esalta. Vivo con loro ogni istante, con partecipazione, come fosse nuovamente il mio grande giorno. Ogni donna ha un sogno da realizzare che si porta dietro sin da quando era bambina o che è maturato con l'esperienza. E sono pochissime quelle con le idee confuse. Qualche volta spunta al loro fianco una mamma, emozionata e trepidante che tutto sia perfetto. Più spesso sono accompagnate dal futuro marito. Ma gli uomini stanno in disparte consci che le vere protagoniste, chi decide cosa come e quando, sono sempre loro, le spose.

07/05/09

Strani discorsi

Capita a volte di sentire strani discorsi al supermercato.

«...sì, sono appena entrata nel quarto mese e non c'avevo palle di andare al lavoro con questo bel pancino.»
«Hai fatto bene. Così riposi. E intanto lo stronzo si rode...»
«Beh, non può dire nulla, perché ho la carta del medico. Così ha finito di rompere le balle: Tiziana di qua, Tiziana di là. Fottiti. Ci rivediamo fra un bel po' di mesi. Forse.»
«Ah, ah ah. Ben gli sta. Ma il medico l'ha bevuta?»
«Figurati. Lo conosco bene. Gli ho detto che mi sentivo debole, che avevo sempre mal di testa e vomito e proprio non ce la facevo a stare in piedi. E lui mi ha fatto subito le carte. Quello non ti guarda nemmeno in faccia!»
«Che figata!»
«Tu invece? Come sei con il lavoro?»
«Confermata la cassa integrazione per due anni.»
«Vabbe' non ti lamentare. Ti becchi comunque lo stipendio no?
«Si, l'ottanta per cento.»
«Niente male per stare a casa a grattarsi.»
«Si ma mi sto rompendo di stare senza far niente. Mi annoio.»
«Non dire stronzate, vuoi fare cambio?»
«Comunque mi sono data un po' da fare e la prossima settimana inizio un nuovo lavoro
«Rinunci alla cassa?»
«Macché. Integro lo stipendio: ottocento di cassa e seicento a nero per sei ore al pomeriggio.»
«Ma che vai a fare?»
«La commessa. Sai quel negozio in centro... (ometto per ovvie ragioni
«Ah! E' un bel posto. Ma non pensavo che prendessero a nero...»
«Scherzi? Prendono, prendono. Non sono l'unica, siamo in tre.»
«Bella mossa. Ma con la cassa non ci sono controlli, che so, tipo quelli dell'INPS? Non devi restare a casa in certi orari?»
«Ma va'. Mica sono malata.»
«Quindi per due anni ti prendi due stipendi... Niente male.»

Quando sento certi discorsi mi sale una rabbia... Penso alle donne che vanno a lavorare con il pancione. Alle imprenditrici che non si possono permettere una "malattia" o una gravidanza difficile perché nessuno le può sostituire. Ai disoccupati cronici che sognano un lavoro vero. A quanti come me lavorano dieci, dodici ore al giorno sudando il proprio pane quotidiano. Che vergogna! Che indecenza! Se fossi io lo stato... altro che cassa integrazione trascorsa al cazzeggio. Basta mangiare pane a ufo. Li metterei tutti a fare lavori socialmente utili. Ad esempio con gli anziani. Ce ne sono parecchi nei comuni, malati e non autosufficienti, che hanno bisogno di tutto, anche di piccoli aiuti quotdiani come fare la spesa, andare in farmacia, scambiare due chiacchiere per combattere la solitudine. Vedi poi come gli torna il senso civico. Altro che stare a casa. A questi gli fuma il cervello già dopo qualche giorno, figurati dopo due anni.

05/05/09

Un collant speciale

C'è un collant che ogni donna dovrebbe conoscere. Si chiama Segreta 70 modello speciale e fa parte della linea di calze Ibici. E' un collant in maglia di rete trasparente opaca, senza punta e senza tallone, che aderisce al corpo come una seconda pelle restituendo una linea invidiabile. L'ho scoperto parecchi anni fa' quando ballavo in RAI - adesso sapete perché le ballerine hanno gambe perfette - e da allora l'ho sempre indossato in ogni occasione di lavoro o di svago. Il risultato? Gambe leggere e defaticate.

Oltre al modello 70 esiste anche il 140, adatto a chi soffre di varici e vene varicose, ma se non avete problemi particolari il 70 den è più che sufficiente. Rispetto ad altri collant di pari caratteristiche è molto resistente - difficilmente smaglia -  e ha un prezzo contenuto. Uno stimolo in più per fare prevenzione e favorire la salute delle nostre gambe!

Se state tante ore in piedi...
se cercate un collant  a compressione graduata con l'aspetto di un collant normale...
se siete in sovrappeso e avete bisogno di nascondere i rotolini...
se amate le minigonne ma non avete le gambe toniche...
se volete ventre piatto e sedere sodo...

questo è il collant che fa per voi!


Commenti:


06 Maggio 2009 - 13:23

Senti per piacere puoi raccontare sta cosa alla mia doce metà, che non ci crede che le varie Canalis/Satta e chi per esse hanno le gambe belle perchè "truccate"?Te ne sarei molto grata :D(intanto me le compro......) Jersey

06 Maggio 2009 - 14:41
Ehm, Gin, tesoro, meglio avvertire anche che la prima volta che le indossi sembra di entrare in una armatura del 700. Ci vogliono 10 minti per infilarle fino alle caviglie, altri 10 per le ginocchia e poi veloci verso le chiappe perché se resti a mezzasta ti si ferma la circolazione e ti vengono le tette blu! comunque a parte glis cherzi nonostante la fatica sono favolose. :-| Anna

09 Novembre 2009 - 01:27
Un pò perché con la terapia estrogenica le vene vanno a farsi benedire,un pò perché ho sempre fatto attività di ricerca,non a caso ho anche un blog dall'evocativo titolo scienziata pazza-sta nel mio blogroll-ho sempre usato collan a compressione graduata,dai 40 denari in su..sino ai 120,quando a causa di antiandrogeni dannosi m'è venuta una terribile tromboflebite!..vero è che quelle più pesanti per metterle ci vuole il cacciacopertoni,come per le ruote delle biciclette:)comunque io le compravo in farmacia,le dr schools per esempio,a me piacevano le classiche della lycia,colore castoro,da 70..ma anche le calze,sempre contenitive,con reggicalze che fa tanto sexy..ma ora non le vendono più,almeno in farmacia..poi non so..tu mia cara amica hai notizie di contenitive così? kisses,your jackie;)
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