Finalmente! Le aspettavo da luglio scorso. Sono le mie scarpe da ballo, regalo del maritino per il compleanno. Avevo perso le speranze - non sto qui a raccontarvi tutta la storia, sappiate solo che avevo ordinato un paio dall'America che non sono mai arrivate - quando sabato pomeriggio in un piccolo negozio specializzato, in quel di Trieste, ho avuto una folgorazione per Paoul. No, non mi sono fatta l'amante! Paoul sta per Paolo Pizzocaro, italianissimo creatore e produttore di calzature da ballo dal 1976 (vedi il sito). Ne avevo già sentito parlare ma non avevo ancora trovato il modello giusto per me. Ebbene, sono un guanto. Tanto che ne ho prese due paia: queste in camoscio nero e un paio in vitello con il plateaux. Stasera finalmente ho l'occasione di indossarle. Vamos a bailar la salsa amigos! Ahi, que guapa!
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30/10/08
Stasera le provo!
Finalmente! Le aspettavo da luglio scorso. Sono le mie scarpe da ballo, regalo del maritino per il compleanno. Avevo perso le speranze - non sto qui a raccontarvi tutta la storia, sappiate solo che avevo ordinato un paio dall'America che non sono mai arrivate - quando sabato pomeriggio in un piccolo negozio specializzato, in quel di Trieste, ho avuto una folgorazione per Paoul. No, non mi sono fatta l'amante! Paoul sta per Paolo Pizzocaro, italianissimo creatore e produttore di calzature da ballo dal 1976 (vedi il sito). Ne avevo già sentito parlare ma non avevo ancora trovato il modello giusto per me. Ebbene, sono un guanto. Tanto che ne ho prese due paia: queste in camoscio nero e un paio in vitello con il plateaux. Stasera finalmente ho l'occasione di indossarle. Vamos a bailar la salsa amigos! Ahi, que guapa!
21/10/08
Accostamenti di colore
Vivy di Milano mi scrive una lunghissima e-mail nella quale espone i dubbi sugli accostamenti di colore del suo fornitissimo guardaroba. Le giacche e i cappotti colorati, soprattutto quando trattasi di tinte accese, diventano i protagonisti del nostro look; è quindi indispendabile non accostare più di due tinte insieme. Nella foto sotto, a sinistra, possiamo vedere - presa dallo shop online di Nordstrom una giacca gialla abbinata al nero: accordo perfetto. Per completarla andrà bene una pashmina ed una borsetta nera, anche di vernice. Nella foto a destra, invece, lo shop online di Spiegel propone una giacca in pelle blu pavone accostata al bianco sporco. La borsetta nella stessa tonalità conferisce eleganza e luminosità all'insieme ed è adatta ad ogni stagione. L'alternativa? Solo in primavera, un'elegante pochette bianca.
Vediamo ora altri due esempi di colore proposti da Spiegel. Un classico di tutti i tempi è il binomio bianco-nero che vediamo nella foto a sinistra. Se la borsa bicolore vi sembra eccessiva andrà bene anche una nera - opaca o lucida - o, in alternativa, optare per uno stacco di colore con una borsetta rosso lacca! Vedi esempio nella foto accanto dove l'accostamento grintoso rosso e nero non ha bisogno di commenti.
Vediamo ora altri due esempi di colore proposti da Spiegel. Un classico di tutti i tempi è il binomio bianco-nero che vediamo nella foto a sinistra. Se la borsa bicolore vi sembra eccessiva andrà bene anche una nera - opaca o lucida - o, in alternativa, optare per uno stacco di colore con una borsetta rosso lacca! Vedi esempio nella foto accanto dove l'accostamento grintoso rosso e nero non ha bisogno di commenti.
Rimini 1988 - capitolo 5
L'estate di Rimini è uno dei ricordi più intensi della mia vita. In due mesi divenni molto popolare e non solo perché ero la ragazza dell'autobus: il mio carattere espansivo ed esuberante piaceva molto alle donne! Di questo mi accorsi subito. No, non in quel senso... Volevo dire che non c'era rivalità di alcun tipo. Non mi sono mai considerata una bomba sexy - tipo Ester - anche se mi difendevo bene. La mia è sempre stata una bellezza carismatica. Ricordo, infatti, che uno dei due titolari - quello con la lingua più lunga - si arrovellava per capire il segreto del mio successo. A suo parere non ero figa... come lo intendeva lui, ovvio, però notava che c'erano tanti ragazzi che mi gironzolavano intorno e non riusciva a spiegarselo. Carino eh?
Il mio fascino attraeva soprattutto le straniere: le avvicinavo in spiaggia, al bar, per strada, praticamente ovunque. Non c'era lingua inglese, tedesca o francese che mi frenasse. Io mi facevo capire sempre e dove non arrivavo con i termini linguistici mi esprimevo a gesti. Ero una calamità naturale! La mia verve agiva da catalizzatore e le fanciulle mi adoravano. Tanto che la sera venivano a ballare tutte nel mio locale, lasciando i PR delle altre discoteche a bocca asciutta. Per divertirle avevo inventato una specie di gioco delle coppie. Mi ero procurata degli adesivi neri, rotondi, con stampata in bianco la B di Barcelona. Spiegavo loro che con quel bollino, attaccato sull'abito o sulla camicetta, avrebbero incontrato tanti altri ragazzi. Fu un successone! Quando rientravo dal mio giro all'una di notte mi divertivo a fare da "Cupido" in discoteca mettendo insieme le coppie e facilitando le amicizie. E qualche volta, anzi piuttosto spesso... veniva fuori qualcuno di interessante anche per me.
Assaporavo la libertà totale. Ero al centro dell'attenzione. Ed ero popolare, così popolare che i turisti mi fotografavano mentre mi dimenavo cantando sull'autobus! Vestivo in modo eccentrico, molto colorato, esprimendo la mia creatività e la gente si divertiva e si godeva lo spettacolo. Per i miei 23 anni era una situazione davvero elettrizzante. Però ebbi anche molti fastidi. Soprattutto con i gestori degli altri locali. Non ero a conoscenza del loro codice di comportamento non scritto perché nessuno si era mai preso la briga di spiegarmelo. Diciamo che ognuno aveva il proprio territorio per fare le pubbliche relazioni e secondo loro, io con la mia energia così vitale stavo invadendo quel territorio. In realtà, io lavoravo sempre e solo nei luoghi che mi erano stati assegnati dai titolari e non era certo colpa mia se la notorietà acquisita rompeva quei confini. Ma per evitare questioni venni esortata a "darmi una calmata". Facile a dirsi. Meno facile a farsi... Avete presente un vulcano in eruzione? Provate a fermarlo!
Tutta questa notorietà e gioia di vivere mi procurò anche molte invidie, soprattutto nel gruppo di ragazzini con cui lavoravo la sera. Come raccontavo all'inizio ci davano mille lire per ogni persona pagante che portavamo nel locale. Avevamo in dotazione delle cartoline con le quali il cliente riceveva uno sconto sul biglietto d'ingresso. Su queste cartoline c'era il timbro di riconoscimento di chi aveva fatto le PR. I miei incassi andavano bene, ma in agosto - periodo piuttosto intenso sotto il profilo lavorativo - mi accorsi che alcune delle mie cartoline erano state gettate nei bidoni della spazzatura proprio accanto il locale. Era ovvio che qualcuno cercava di farmi le scarpe! Protestai con i titolari, rivendicando i miei soldi e i miei diritti, ma erano sordi da entrambe le orecchie. Secondo loro stavo esagerando. Anche perché guadagnavo già tanto, cos'era qualche cartolina in meno? Avevano diritto anche loro di fare qualche soldino... Sti cazzi! Io con quei soldi ci vivevo e ci pagavo l'affitto di casa, mentre quei disgraziati vivevano con mamma e papà. Ma avevo capito l'antifona: io ero straniera, una friulana, mica una riminese! Prima di me sarebbero sempre venuti i loro figli. Era ora di svegliarsi dal sogno e affrontare la realtà.
Il mio fascino attraeva soprattutto le straniere: le avvicinavo in spiaggia, al bar, per strada, praticamente ovunque. Non c'era lingua inglese, tedesca o francese che mi frenasse. Io mi facevo capire sempre e dove non arrivavo con i termini linguistici mi esprimevo a gesti. Ero una calamità naturale! La mia verve agiva da catalizzatore e le fanciulle mi adoravano. Tanto che la sera venivano a ballare tutte nel mio locale, lasciando i PR delle altre discoteche a bocca asciutta. Per divertirle avevo inventato una specie di gioco delle coppie. Mi ero procurata degli adesivi neri, rotondi, con stampata in bianco la B di Barcelona. Spiegavo loro che con quel bollino, attaccato sull'abito o sulla camicetta, avrebbero incontrato tanti altri ragazzi. Fu un successone! Quando rientravo dal mio giro all'una di notte mi divertivo a fare da "Cupido" in discoteca mettendo insieme le coppie e facilitando le amicizie. E qualche volta, anzi piuttosto spesso... veniva fuori qualcuno di interessante anche per me.
Assaporavo la libertà totale. Ero al centro dell'attenzione. Ed ero popolare, così popolare che i turisti mi fotografavano mentre mi dimenavo cantando sull'autobus! Vestivo in modo eccentrico, molto colorato, esprimendo la mia creatività e la gente si divertiva e si godeva lo spettacolo. Per i miei 23 anni era una situazione davvero elettrizzante. Però ebbi anche molti fastidi. Soprattutto con i gestori degli altri locali. Non ero a conoscenza del loro codice di comportamento non scritto perché nessuno si era mai preso la briga di spiegarmelo. Diciamo che ognuno aveva il proprio territorio per fare le pubbliche relazioni e secondo loro, io con la mia energia così vitale stavo invadendo quel territorio. In realtà, io lavoravo sempre e solo nei luoghi che mi erano stati assegnati dai titolari e non era certo colpa mia se la notorietà acquisita rompeva quei confini. Ma per evitare questioni venni esortata a "darmi una calmata". Facile a dirsi. Meno facile a farsi... Avete presente un vulcano in eruzione? Provate a fermarlo!
Tutta questa notorietà e gioia di vivere mi procurò anche molte invidie, soprattutto nel gruppo di ragazzini con cui lavoravo la sera. Come raccontavo all'inizio ci davano mille lire per ogni persona pagante che portavamo nel locale. Avevamo in dotazione delle cartoline con le quali il cliente riceveva uno sconto sul biglietto d'ingresso. Su queste cartoline c'era il timbro di riconoscimento di chi aveva fatto le PR. I miei incassi andavano bene, ma in agosto - periodo piuttosto intenso sotto il profilo lavorativo - mi accorsi che alcune delle mie cartoline erano state gettate nei bidoni della spazzatura proprio accanto il locale. Era ovvio che qualcuno cercava di farmi le scarpe! Protestai con i titolari, rivendicando i miei soldi e i miei diritti, ma erano sordi da entrambe le orecchie. Secondo loro stavo esagerando. Anche perché guadagnavo già tanto, cos'era qualche cartolina in meno? Avevano diritto anche loro di fare qualche soldino... Sti cazzi! Io con quei soldi ci vivevo e ci pagavo l'affitto di casa, mentre quei disgraziati vivevano con mamma e papà. Ma avevo capito l'antifona: io ero straniera, una friulana, mica una riminese! Prima di me sarebbero sempre venuti i loro figli. Era ora di svegliarsi dal sogno e affrontare la realtà.
17/10/08
Tre colori per fare un look
Io vedo cose che voi umani non potete immaginare... Ogni mattina mentre percorro la strada che da casa porta al mio studio osservo la gente e penso che il mio lavoro non conoscerà mai crisi! C'è uno sciattismo dilagante: accostamenti di colore improponibili, stili mischiati senza alcun criterio, forme che non si adattano al corpo, corpi che strabordano dalle forme. Qui urge correre ai ripari insegnando alcune regole di buon senso per sopravvivere ai dettami della moda!
Partiamo quindi con un argomento semplice, semplice: quanti colori si possono indossare nel proprio look senza diventare ridicoli? Presto detto. Tre colori in tutto fra abiti, capi spalla - giacconi, cappotti o spolverini - e accessori. Non uno di più! A lato potete vedere un esempio da non seguire: l'attrice americana Ashley Olsen avrebbe bisogno di un buon consulente d'immagine che le insegni a vestire con sobrietà. Indossa infatti ben 5 colori! Di per se l'abbinamento non sarebbe neanche malvagio se non fosse che la borsa verde è un pugno nell'occhio: non c'entra niente con le scarpe neutre e stacca ferocemente con il resto dei colori. Se volete star tranquilli, ricordate che gli accessori come scarpe, cinture e borse devono essere sempre dello stesso colore (con delle piccole eccezioni che vedremo più avanti). E' sbagliato, in questo caso, anche il colore del golfino che doveva seguire lo stesso colore, a scelta, delle bermuda o della maglietta.
Partiamo quindi con un argomento semplice, semplice: quanti colori si possono indossare nel proprio look senza diventare ridicoli? Presto detto. Tre colori in tutto fra abiti, capi spalla - giacconi, cappotti o spolverini - e accessori. Non uno di più! A lato potete vedere un esempio da non seguire: l'attrice americana Ashley Olsen avrebbe bisogno di un buon consulente d'immagine che le insegni a vestire con sobrietà. Indossa infatti ben 5 colori! Di per se l'abbinamento non sarebbe neanche malvagio se non fosse che la borsa verde è un pugno nell'occhio: non c'entra niente con le scarpe neutre e stacca ferocemente con il resto dei colori. Se volete star tranquilli, ricordate che gli accessori come scarpe, cinture e borse devono essere sempre dello stesso colore (con delle piccole eccezioni che vedremo più avanti). E' sbagliato, in questo caso, anche il colore del golfino che doveva seguire lo stesso colore, a scelta, delle bermuda o della maglietta.
State sorridendo perché pensate di non aver bisogno di questi consigli? Be', se siete in grado di vestirvi utilizzando solo due colori, complimenti! Siete tre chic! Ma questa regola è davvero così fiscale? No, esiste un'eccezione. L'unico stile dove sono permessi 4 colori è quello sportivo. Da non confondere con il casual, questo stile è caratterizzato da un abbigliamento tipicamente ginnico - con influenze provenienti dal mondo della danza - dove pantaloni cargo, calzoni tecnico-escursionistici, giubbotti, felpe con cappuccio, T-shirt, scarpe e tute da ginnastica, la fanno da padrone. Ecco qui sotto un esempio di look sportivo molto raffinato firmato Paris Hilton. Gli accessori giusti per questo stile, oltre alle scarpe che ho già citato, sono le cartelle in tela di camion (che vedete nella foto) le sacche sportive e gli zainetti. Il trucco dovrà essere naturale tipo acqua e sapone. No assoluto a orecchini, collane e braccialetti, sì invece a orologi ultra sportivi e di foggia maschile.
Abbiniamo gli accessori
Come anticipato, un "look perfetto" non deve mai eccedere nei colori. Il segreto? Seguire delle semplici regole.
1. Abbinare scarpe, borsa e cintura - nei colori base - al pantalone, all'abito o alla gonna. In queste combinazioni: nero con nero e marrone con marrone; grigio, blu e verde scuro con nero nei casi "eleganti" e con il marrone nei casi "sportivi"; beige con marrone, cuoio o coloniale; bianco con bianco, blu, rosso, giallo e cuoio. Così facendo eviterete inutili sprechi di denaro e contribuirete a "slanciare" la vostra figura. Ovviamente la regola è utile anche per l'uomo (che non porta la borsa bensì il borsello).
2. Abbinare scarpe e cintura al pantalone, all'abito o alla gonna avendo cura di staccare con il colore della borsetta. Ad esempio, con un total look marrone (abito e accessori) sceglierei un giallo ocra oppure un rosso aranciato; con un total look nero, grigio antracite o bianco, belli gli accostamenti con verde prato, giallo ocra e rosso lacca. Inoltre, se avete personalità da vendere potete completare questa regola abbinando il colore della borsa alla camicetta, alla maglia, alla pashmina o semplicemente ad una collana.
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1. Abbinare scarpe, borsa e cintura - nei colori base - al pantalone, all'abito o alla gonna. In queste combinazioni: nero con nero e marrone con marrone; grigio, blu e verde scuro con nero nei casi "eleganti" e con il marrone nei casi "sportivi"; beige con marrone, cuoio o coloniale; bianco con bianco, blu, rosso, giallo e cuoio. Così facendo eviterete inutili sprechi di denaro e contribuirete a "slanciare" la vostra figura. Ovviamente la regola è utile anche per l'uomo (che non porta la borsa bensì il borsello).
2. Abbinare scarpe e cintura al pantalone, all'abito o alla gonna avendo cura di staccare con il colore della borsetta. Ad esempio, con un total look marrone (abito e accessori) sceglierei un giallo ocra oppure un rosso aranciato; con un total look nero, grigio antracite o bianco, belli gli accostamenti con verde prato, giallo ocra e rosso lacca. Inoltre, se avete personalità da vendere potete completare questa regola abbinando il colore della borsa alla camicetta, alla maglia, alla pashmina o semplicemente ad una collana.
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17 Ottobre 2008 - 13:21
uhmmm mi trovo sempre anche io ad osservare la gente, ad osservare non il cattivo gusto ma proprio la mancanza di gusto! l'altro giorno incrontor una tiza con... UDITE UDITE! pantalone rosso, maglietta gialla giacca le gata in vita rosa, borsa azzurra...scarpe di un modello improponibile. quando vedo gente così penso sempre...meno male che perdo un pò di tempo a riflettere sul mio abbigliamento!!!! Magentarh
17 Ottobre 2008 - 21:24
AH bhè mai come mi è capitato Sabato scorso nel 'nuovo' centro commerciale vicino a UD e al tuo studio.. (i corsi di gestione dell'immagine, make up e portamento son stati MOLTO istruttivi).. ore 12.50 Signora sui 55-60 abbronzata stile bongo-bongo capelli color platino e ricci media lunghezza, occhiali da sole con lenti arancione scuro, rossetto fucsia, fisico semi-snello e gambe in vista.. abito nero sopra il ginocchio con tull in vista a bordura finale sul ginocchio senza calze con 1 bel paio di decoltè nere lucide tacco11sicuro e copri spalle in mini cappotto fino a mezza schiena LEOPARDATO! Non ho osato commentare mi son limitata a guardare... sorpresa di come qualcuno va in giro conciato..! fezebe
18 Ottobre 2008 - 13:21
sai, a me quel che salta all'occhio non è come si vestono, ma come son tutti spogliati.
Per il resto, vivo e lascio vivere, sperando di non vedere linee di sedere sporgere dai jeans. Crimisia
18 Ottobre 2008 - 20:04
@Crimisia
Quello che mi lascia più basita sono le ragazzine visibilmente obese con la ciccia fuori la cintola del pantalone (con tutte le temperature). Poi vedono le modelle e smettono di mangiare. Non c'è equilibrio, così come non c'è buon senso.
Quello che mi lascia più basita sono le ragazzine visibilmente obese con la ciccia fuori la cintola del pantalone (con tutte le temperature). Poi vedono le modelle e smettono di mangiare. Non c'è equilibrio, così come non c'è buon senso.
20 Ottobre 2008 - 12:26
io arrivo anche a 5 di colori ... non è che ci faccia molto caso e infatti una volta sono stato profondamente cazziato ... ma figurarsi se quando prendo il giubbotto se mi ricordo di che colore è la camicia il maglione le scarpe e i pantaloni ... io indosso anche oggi malgione rossocamicia a righe di varie tonalità di azzurro
pantaloni marroniscarpe nerecalze blu
mi sa che non sono chic ...
pantaloni marroniscarpe nerecalze blu
mi sa che non sono chic ...
15/10/08
Internet non ci rende liberi
Cosa significa gestire la propria immagine?
L'immagine occupa un aspetto importante della nostra vita. E' il mezzo con il quale comunichiamo agli altri ciò che siamo, ciò che proviamo per noi stessi, qual'è il nostro ruolo nella vita sociale e lavorativa. E' un linguaggio attraverso il quale affermiamo la nostra professionalità, serietà e credibilità: in pratica un certificato di buona reputazione. Ma vale anche in Internet?
L'altra sera leggevo un articolo su Ventiquattro (magazine mensile del Sole24ore) nel quale Daniel Solove - un'autorità nella legge della privacy dell’informazione - nel suo libro "The Future of Reputation: Gossip, Rumor, and Privacy on the Internet" introduce il concetto di "Generazione Google".
L'immagine occupa un aspetto importante della nostra vita. E' il mezzo con il quale comunichiamo agli altri ciò che siamo, ciò che proviamo per noi stessi, qual'è il nostro ruolo nella vita sociale e lavorativa. E' un linguaggio attraverso il quale affermiamo la nostra professionalità, serietà e credibilità: in pratica un certificato di buona reputazione. Ma vale anche in Internet?
L'altra sera leggevo un articolo su Ventiquattro (magazine mensile del Sole24ore) nel quale Daniel Solove - un'autorità nella legge della privacy dell’informazione - nel suo libro "The Future of Reputation: Gossip, Rumor, and Privacy on the Internet" introduce il concetto di "Generazione Google".
"E' il termine con cui descrivo il gruppo di giovani, oggi alle scuole superiori e all'università, che riversano dettagli della loro vita personale in blog e network sociali (ndr. come Facebook e Myspace) e che dovranno convivere per sempre con tutti i pettegolezzi e le informazioni personali che emergeranno ogni volta che il loro nome verrà cercato con Google." Le conseguenze? "Sono serie. Potrebbero essere eternamente incatenati a un vecchio sbaglio, impossibilitati a liberarsene. Quando il gossip è off-line viene dimenticato in fretta... Ma quando è on-line è più duraturo e può essere scoperto da qualsiasi punto della terra..." Internet, territorio di libera espressività, ci sta rendendo meno liberi, trasformando la nostra reputazione in un'arma a doppio taglio. E voi, siete consapevoli dell'immagine che state veicolando attraverso la rete? Avete detto o fatto qualcosa di cui un domani potreste pentirvi?
Leggi anche: La tutela dell'immagine di Massimo Prosperi
Leggi anche: La tutela dell'immagine di Massimo Prosperi
12/10/08
Lo confesso...
Bufala o non bufala, è così divertente che ho deciso di pubblicarla. Anche perché io a-d-o-r-o Luciana!
Del resto, come potevo resistere agli affascinanti argomenti annunciati dalla copertina (che, tra parentesi, ritrae un tizio con una faccia da pirla e un asciugamano di spugna bianca che fa tanto ”figo da spogliatoio”)? Almeno quattro i titoli memorabili:
- “Falle dire basta stanotte!”
- “Ricco entro Pasqua: 15 idee geniali”
- “Trucchi: mangi il doppio diventi la metà”
- “Smetti di fumare e voli ai Caraibi”.
Non vorrei deludere il geniale direttore Andrea Biavardi, ma a far dire “BASTA” a una donna siete già tutti bravissimi da soli poiché di solito ne abbiamo abbastanza dopo i primi tre minuti. La vostra difficoltà sta nel farle dire “ANCORA!”, al limite. Ci pensi su, per il prossimo numero.
Riguardo allo slogan “Ricco entro Pasqua”, beh, signor Biavardi, se vuole fare le cose fatte bene, nel prossimo numero alleghi anche due simpatici gadgets: passamontagna e chiave inglese.
Alla promessa “Mangi il doppio e diventi la metà”, invece, tenderei anche a credere. Bisogna vedere la metà di cosa. Io se mangio il doppio, signor Biavardi, divento l’esatta metà del Partenone, in effetti.
Infine, sempre in copertina, campeggia la scritta “Smetti di fumare e voli ai Caraibi”. Guardi signor direttore, io non ho mai conosciuto uno che abbia smesso di fumare e che sia andato in un’isola tropicale a festeggiare. In compenso ho sentito di gente che ha cominciato a fumare sostanze illecite e ha fatto certi viaggi senza uscire di casa che lei non immagina.
Ma questo è solo l’inizio. Una si illude che il peggio sia già tutto in copertina e invece no, il meglio è all’interno!
A pagina 52 c’è un istruttivo servizio con tanto di foto redazionali su “come slacciarle il reggiseno” che tiene conto dei vari modelli (classico, seduttivo, sportivo…). A parte l’intelligenza del servizio in se, mi soffermo sul consiglio per slacciare il modello sportivo, che è : “se lei è spiritosa dacci un taglio con le forbici!”. Biavardi, io le garantisco che sono una donna alquanto spiritosa, ma se un uomo che magari conosco da poco, in un momento di intimità mi tira fuori dal taschino un paio di forbici, io come minimo penso che sia il mostro di Milwaukee e nella migliore delle ipotesi gli assesto un calcio nelle palle che il mese dopo il soggetto in questione passa dal suo For Men Magazine a Donna Moderna.
A pagina 50 poi, si tocca l’apice grazie ad un servizio che affronta la spinosa questione: “Se l’iguana domestico ci prova con tua moglie”. Nell’articolo si sostiene infatti che ci sono diversi casi di molestie sessuali da parte di iguana nei confronti di donne con il ciclo. Senta signor Biavardi, lei l’ha mai vista una donna col ciclo? Mi segua signor direttore, non parlo di una donna in sella al motorino. Parlo della donna in quei giorni lì. Ecco guardi, io in quei giorni ho la cera di ET e l’affabilità di Godzilla, non mi si avvicinerebbe a meno di cento metri un velociraptor si figuri un iguana.
E infine, l’apoteosi vera e propria: il test “sei uno stallone o una schiappa?”. Le domande sono tra le cose più esilaranti che io abbia mai letto in vita mia. In pratica sei ritenuto uno stallone se rispondi sì a domande come questa: “Ti è mai capitato di farlo con una donna e poco dopo, con la sua compagna di stanza?” “Un sacco di volte! Alla casa di riposo “Domus Mariae”. O “Di essere chiamato da una donna che ti chiede se può venire da te alle nove del mattino?” Sì certo, da una rappresentante della Folletto.
Mi fermo qui. Donne, consoliamoci: noi una volta al mese avremo pure le nostre cose, ma loro una volta al mese hanno For Men Magazine in edicola.
Mica lo so chi sta peggio!!
10/10/08
Il settimo giorno si riposò
Lunedì mattina la sveglia suona alle 07:15.
In quarantacinque minuti esatti mio marito ed io dobbiamo essere lavati, vestiti e colazionati (dicasi svegli e presentabili) perché alle 08:00, puntualissima, arriva Lady D: la nostra ancora di salvezza per i mestieri di casa. Senza di lei saremmo persi. Centosessanta metri quadri abitabili possono essere un inferno quando lavori in media 15 ore al giorno. Tempo per organizzare la mattinata e alle 09:00 siamo già operativi in studio, pronti a ricevere i primi clienti. Il tempo vola e in un batter d'occhio arriva l'ora di staccare per il pranzo: sono già le 13:30. Fortunatamente casa e ufficio hanno una distanza ragionevole: 5 minuti in macchina, 15 a piedi. Pranziamo, ci rilassiamo quella manciata di minuti e alle 14:30 abbiamo già ricominciato a lavorare. Alle 19:00 io stacco: ho un'oretta buona per volare a casa, cambiarmi e rimettermi in macchina per raggiungere la scuola. Dalle 20:00 alle 21:00 c'è il corso di Make Up, dalle 21:00 alle 22:00 c'è quello di Gestione dell'Immagine. Fra una cosa e l'altra sarò a casa per le 22:45. Mio marito non rientra mai prima delle 20:30: si prepara la cena, un po' di TV e poi letto. Stanchi ci incontriamo sotto le lenzuola: un po' di coccole, qualche riflessione sulla giornata e poi via, fra le braccia di Morfeo.
Martedì mattina la sveglia suona alle 07:45.
Il ritmo è più lento, l'iter lavorativo è uguale al lunedì fino alle 19:00. Io stacco e corro a casa a cambiarmi: alle 190:00 ho due ore di Balli Caraibici ed ho giusti, giusti, 25 minuti per ripassare la lezione. Rientrerò a casa alle 23:00, stanca e desiderosa di una doccia. Non ci sarà il tempo per le coccole perché mio marito ronferà con la TV accesa. Anche per lui è stata una serata "attiva": sta frequentando un corso intermedio di salsa cubana.
Mercoledì mattina la sveglia suona alle 07:15.
Dobbiamo far presto perché Lady D viene a pulire l'ufficio prima dell'apertura! Alle 09:00 dev'essere tutto a posto. Stasera non ho impegni quindi approfitto per fermarmi in studio e finire di mettere a posto le mie pratiche clienti. Mio marito ed io rientriamo a casa dopo le 22:00, stanchi e affamati. La cena è di tipo veloce, non ho la minima voglia di spremere le ultime energie per pensare a qualcosa di sfizioso. Una bistecca scottatata sulla piastra e un piatto d'insalata sono più che sufficienti.
Giovedì mattina la sveglia suona alle 07:15, ma a stento la sentiamo.
Mi alzo in coma, bevo il caffé e comincio a trattare il bianco: è tempo di fare una lavatrice di metà settimana. Stenderò al mio rientro. Lui si alza, si avvia verso la cucina, bofonchia un buongiorno. Preparo la borsa e il pranzo da portar via. Alle 13:00 chiudiamo lo studio e andiamo nella nostra palestra (casa dei miei) per l'allenamento settimanale. A turno facciamo 3km sul tapis roulant, un po' di addominali, cyclette. Ci fermiamo per mangiare al sacco e poi rientriamo a casa per la doccia. Tempo di stendere la lavatrice ed è già ora di riaprire l'ufficio. Ho il fiato grosso e siamo a metà giornata. Ma devo tener duro perché stasera (finalmente) si va al club a ballare la salsa. Alle 22:00 iniziano le danze e non voglio perdere nemmeno un minuto prezioso. Per annientare il rischio stanchezza mi faccio un caffé!
Venerdì mattina la sveglia suona alle 07:45.
La settimana è al temine; un buon motivo per essere allegri. Facciamo colazione con calma e poi ci prepariamo per andare a lavorare. Tutto prosegue come sempre fino alle 20:00. Il venerdì è il giorno dedicato alla spesa settimanale e ovviamente tocca a me. Fortuna che i supermercati tengono aperto fino alle 22:00 così non devo correre come una matta. Però le borse pesanti le faccio portare a lui. Mi rifiuto di fare 3 piani di scale con quel peso! Ceniamo alle 22:30, nemmeno tanto tardi. Lui sparecchia ed io preparo la lezione per l'indomani. Siamo stanchi? Abbastanza, grazie.
Sabato mattina la sveglia per lui suona alle 08:00.
La mia esattamente un'ora dopo. Lui va a lavorare in ufficio ed io a scuola per le mie lezioni. Ci ritroveremo a casa verso le 14:00. Chi arriva prima carica la lavatrice. Il primo pomeriggio è dedicato alla pennica: lui rigorosamente sul divano, io nel letto. Al risveglio un buon caffé e disbrigo delle faccende quotidiane. Alle 17:00 usciamo per un giretto di shopping e l'aperitivo con gli amici. Forse ceniamo fuori, forse no. Non ci sono programmi fissi. A volte restiamo a casa e ci guardiamo un bel film.
Domenica mattina la sveglia non suona.
Lui si alza prima di me, carica una lavatrice, mette su il caffé e prepara la colazione. Qualche ora dopo mi alzo io. Barcollo rigida: ho dormito troppo. Guardo l'ora... manca un quarto alle 11:00, niente male. I movimenti sono lenti ma la lista delle cose da fare è lunga; meglio darsi una mossa. Ho un casino di biancheria da piegare per lo stiro, la casa da riordinare, le scarpe da pulire, abiti da metter fuori e spazzolare. Le piante hanno bisogno di cure. Chi va a lavare la macchina? Oddio, non hai ancora fatto il cambio del guardaroba?? Ma siamo in autunno, cosa aspetti? Ok, mi rimbocco le maniche e apro gli armadi. Il tempo vola, quando alzo la testa è solo per guardare l'ora. Il mio stomaco brontola da un pezzo e sono già le 15:00. Pranziamo? Il pomeriggio è ricco d'impegni e vorrei anche aggiornare il blog. Mi sale l'ansia, ma è domenica. Che diamine! Faccio quel che posso. Mica ho le mani della dea Kalì. Squilla il telefono: sono gli amici. Venite a fare un giro in bicicletta? No, grazie. Abbiamo da fare. Forse più tardi. Lui è davanti alla Tv, è stanco e svogliato. Ma una casa non si riordina da sola. Perché gli uomini non si rendono conto di quante cure ha bisogno una casa? Mica basta spolverare!
Alle 21:00 crollo sul divano. Lui placido chiede: cosa mangiamo? Sto per urlare ma mi trattengo: lo chef propone una cenetta fuori. Lui sorride: Ok! Vado a cambiarmi. Che bello, un po' di sano riposo domenicale prima del lunedì.
Il settimo giorno si riposò.
In quarantacinque minuti esatti mio marito ed io dobbiamo essere lavati, vestiti e colazionati (dicasi svegli e presentabili) perché alle 08:00, puntualissima, arriva Lady D: la nostra ancora di salvezza per i mestieri di casa. Senza di lei saremmo persi. Centosessanta metri quadri abitabili possono essere un inferno quando lavori in media 15 ore al giorno. Tempo per organizzare la mattinata e alle 09:00 siamo già operativi in studio, pronti a ricevere i primi clienti. Il tempo vola e in un batter d'occhio arriva l'ora di staccare per il pranzo: sono già le 13:30. Fortunatamente casa e ufficio hanno una distanza ragionevole: 5 minuti in macchina, 15 a piedi. Pranziamo, ci rilassiamo quella manciata di minuti e alle 14:30 abbiamo già ricominciato a lavorare. Alle 19:00 io stacco: ho un'oretta buona per volare a casa, cambiarmi e rimettermi in macchina per raggiungere la scuola. Dalle 20:00 alle 21:00 c'è il corso di Make Up, dalle 21:00 alle 22:00 c'è quello di Gestione dell'Immagine. Fra una cosa e l'altra sarò a casa per le 22:45. Mio marito non rientra mai prima delle 20:30: si prepara la cena, un po' di TV e poi letto. Stanchi ci incontriamo sotto le lenzuola: un po' di coccole, qualche riflessione sulla giornata e poi via, fra le braccia di Morfeo.
Martedì mattina la sveglia suona alle 07:45.
Il ritmo è più lento, l'iter lavorativo è uguale al lunedì fino alle 19:00. Io stacco e corro a casa a cambiarmi: alle 190:00 ho due ore di Balli Caraibici ed ho giusti, giusti, 25 minuti per ripassare la lezione. Rientrerò a casa alle 23:00, stanca e desiderosa di una doccia. Non ci sarà il tempo per le coccole perché mio marito ronferà con la TV accesa. Anche per lui è stata una serata "attiva": sta frequentando un corso intermedio di salsa cubana.
Mercoledì mattina la sveglia suona alle 07:15.
Dobbiamo far presto perché Lady D viene a pulire l'ufficio prima dell'apertura! Alle 09:00 dev'essere tutto a posto. Stasera non ho impegni quindi approfitto per fermarmi in studio e finire di mettere a posto le mie pratiche clienti. Mio marito ed io rientriamo a casa dopo le 22:00, stanchi e affamati. La cena è di tipo veloce, non ho la minima voglia di spremere le ultime energie per pensare a qualcosa di sfizioso. Una bistecca scottatata sulla piastra e un piatto d'insalata sono più che sufficienti.
Giovedì mattina la sveglia suona alle 07:15, ma a stento la sentiamo.
Mi alzo in coma, bevo il caffé e comincio a trattare il bianco: è tempo di fare una lavatrice di metà settimana. Stenderò al mio rientro. Lui si alza, si avvia verso la cucina, bofonchia un buongiorno. Preparo la borsa e il pranzo da portar via. Alle 13:00 chiudiamo lo studio e andiamo nella nostra palestra (casa dei miei) per l'allenamento settimanale. A turno facciamo 3km sul tapis roulant, un po' di addominali, cyclette. Ci fermiamo per mangiare al sacco e poi rientriamo a casa per la doccia. Tempo di stendere la lavatrice ed è già ora di riaprire l'ufficio. Ho il fiato grosso e siamo a metà giornata. Ma devo tener duro perché stasera (finalmente) si va al club a ballare la salsa. Alle 22:00 iniziano le danze e non voglio perdere nemmeno un minuto prezioso. Per annientare il rischio stanchezza mi faccio un caffé!
Venerdì mattina la sveglia suona alle 07:45.
La settimana è al temine; un buon motivo per essere allegri. Facciamo colazione con calma e poi ci prepariamo per andare a lavorare. Tutto prosegue come sempre fino alle 20:00. Il venerdì è il giorno dedicato alla spesa settimanale e ovviamente tocca a me. Fortuna che i supermercati tengono aperto fino alle 22:00 così non devo correre come una matta. Però le borse pesanti le faccio portare a lui. Mi rifiuto di fare 3 piani di scale con quel peso! Ceniamo alle 22:30, nemmeno tanto tardi. Lui sparecchia ed io preparo la lezione per l'indomani. Siamo stanchi? Abbastanza, grazie.
Sabato mattina la sveglia per lui suona alle 08:00.
La mia esattamente un'ora dopo. Lui va a lavorare in ufficio ed io a scuola per le mie lezioni. Ci ritroveremo a casa verso le 14:00. Chi arriva prima carica la lavatrice. Il primo pomeriggio è dedicato alla pennica: lui rigorosamente sul divano, io nel letto. Al risveglio un buon caffé e disbrigo delle faccende quotidiane. Alle 17:00 usciamo per un giretto di shopping e l'aperitivo con gli amici. Forse ceniamo fuori, forse no. Non ci sono programmi fissi. A volte restiamo a casa e ci guardiamo un bel film.
Domenica mattina la sveglia non suona.
Lui si alza prima di me, carica una lavatrice, mette su il caffé e prepara la colazione. Qualche ora dopo mi alzo io. Barcollo rigida: ho dormito troppo. Guardo l'ora... manca un quarto alle 11:00, niente male. I movimenti sono lenti ma la lista delle cose da fare è lunga; meglio darsi una mossa. Ho un casino di biancheria da piegare per lo stiro, la casa da riordinare, le scarpe da pulire, abiti da metter fuori e spazzolare. Le piante hanno bisogno di cure. Chi va a lavare la macchina? Oddio, non hai ancora fatto il cambio del guardaroba?? Ma siamo in autunno, cosa aspetti? Ok, mi rimbocco le maniche e apro gli armadi. Il tempo vola, quando alzo la testa è solo per guardare l'ora. Il mio stomaco brontola da un pezzo e sono già le 15:00. Pranziamo? Il pomeriggio è ricco d'impegni e vorrei anche aggiornare il blog. Mi sale l'ansia, ma è domenica. Che diamine! Faccio quel che posso. Mica ho le mani della dea Kalì. Squilla il telefono: sono gli amici. Venite a fare un giro in bicicletta? No, grazie. Abbiamo da fare. Forse più tardi. Lui è davanti alla Tv, è stanco e svogliato. Ma una casa non si riordina da sola. Perché gli uomini non si rendono conto di quante cure ha bisogno una casa? Mica basta spolverare!
Alle 21:00 crollo sul divano. Lui placido chiede: cosa mangiamo? Sto per urlare ma mi trattengo: lo chef propone una cenetta fuori. Lui sorride: Ok! Vado a cambiarmi. Che bello, un po' di sano riposo domenicale prima del lunedì.
Il settimo giorno si riposò.
08/10/08
12 anni: è giusto truccarsi?
Lunedì sera, finita la lezione di Make Up, una donna mi ferma nel corridoio: Ho un problema: mia figlia ha 12 anni e inizia già a truccarsi. Io non voglio, sono preoccupata. Perché vuole "invecchiare" così presto? C'è tempo per queste cose... Faccio male a oppormi? A che età è giusto che una ragazzina inizi a truccarsi?
I dubbi di questa madre sono una reazione naturale: sente che sta perdendo la sua "bambina". La figlia sta crescendo, vuole sentirsi carina e accettata dai coetanei. Non c'è nulla di male in tutto questo. E impedirlo non serve, perché continuerebbe a farlo di nascosto. C'è un'età giusta per iniziare? Dipende dalla ragazzina. Io, ad esempio, ho iniziato a "pasticciare" alla stessa età, ma parliamo di trentanni fa! Considerando i tempi ero piuttosto precoce. In casa, né mia madre né mia sorella usavano trucco. Da dove venisse questa "attitudine" non si è mai capito. Cosa cercavo di ottenere con il trucco? Nulla. Mi piacevano le donne truccate che vedevo in TV e cercavo d'imitarle per sentirmi più carina. Ma oggi il discorso è diverso, come dice Alessandra Fava sul Corriere della Sera online: "Creme, belletti, colonie non sono più un'esclusiva degli adulti, ma stanno entrando nella cosmesi dei baby di tutte le età. E soprattutto invadono i templi dei make up per "grandi": le profumerie. Cosi' tra eleganti volute di vetro, piccole giare di liquido odoroso, matite per gli occhi, fard e secche fragranze maschili, cominciano ad apparire contenitori rosa carne, azzurro neonato, teneri colori frutta e pastello: anche il più piccolo di famiglia insomma diventa un buon cliente." Le ragazzine trascorrono molte ore davanti alla televisione, leggono "Cioè" e "Top Girl", sono bombardate dalla pubblicità che forma giovani clienti! E' puro consumismo. Perché stupirsi se poi si truccano? Piuttosto è bene aprire un dialogo per capire se queste esigenze nascono da problemi di timidezza o mancanza di autostima. Oppure se c'è la voglia di sembrare adulta prima del tempo. In questo caso è bene mettere in guardia dei pericoli che si corrono: un'adolescente che per struttura fisica dimostra già qualche anno di più, con il trucco - soprattutto se vistoso - potrebbe essere fraintesa dai ragazzi più grandi. Meglio indirizzarle allora verso un make up leggero: un velo di lucidalabbra colorato in tinte chiare come il rosa o il lilla, una passata di terra sul viso per sembrare meno pallide e un po' di mascara sulle ciglia per illuminare gli occhi. Niente di più! A 12 anni non serve fondotinta (la pelle è già fresca di suo), né rossetto (che fa troppo "signora") né tantomeno ombretto. Per questi cosmetici meglio attendere i 15, 16 anni, quando inizieranno i primi disordini ormonali e la pelle avrà bisogno di restauri per affontare brufoletti e acne.
Però è bene non dimenticare che la salute e la bellezza della pelle dipendono dalla pulizia quotidiana, quindi è importante struccarsi con cura, prima di andare a dormire, con un buon latte detergente (preso al supermercato). Quale marca? Il Latte detergente alla malva di Clinians e il Latte detergente addolcente della Venus costano poco e non contengono ingredienti aggressivi. Se invece ci sono già comedoni sul naso (i classici punti neri della zona "T") è bene integrare la pulizia al mattino con un sapone non sapone come Vea Marsiglia della Hulka (in farmacia).
Però è bene non dimenticare che la salute e la bellezza della pelle dipendono dalla pulizia quotidiana, quindi è importante struccarsi con cura, prima di andare a dormire, con un buon latte detergente (preso al supermercato). Quale marca? Il Latte detergente alla malva di Clinians e il Latte detergente addolcente della Venus costano poco e non contengono ingredienti aggressivi. Se invece ci sono già comedoni sul naso (i classici punti neri della zona "T") è bene integrare la pulizia al mattino con un sapone non sapone come Vea Marsiglia della Hulka (in farmacia).
04/10/08
Mia madre è un mostro!
Ieri pomeriggio stavo camminando con passo spedito sul tapis roulant. A casa dei miei, nel un piano interrato, c'è uno spazio-palestra con diversi attrezzi ginnici: oltre al tapis roulant, macchine con i pesi, vogatore, cyclette, stepper, panca per addominali, tappetini e manubri. Praticamente tutto quello che serve, manca solo la buona volontà.
Stavo proprio attingendo alla mia ultima riserva quando entra mia madre e con un sorriso mesto chiede:
- Quanto stai facendo?
- Uff, uff. Sono a km 2.2 voglio arrivare a 3.
Abbassa la testa con aria divertita.
- Io faccio tre chilometri in mezzora...
Scherza?
- In mezzora? E che velocità imposti?
- Sei.
Scherza.
- Mamma, non è possbile andare a 6 e fare km 3 in mezzora, Ci ho già provato... Uff, uff, devi impostare a sette (mannaggia il fiato).
- No, no. Tre chilometri in mezzora, sono sicura, li faccio ogni mattina!
- Ma sei matta? Uff, uff. Ti ricordo che hai problemi di cuore. E hai 75 anni! Se ti piglia un colpo, chi ti viene a recuperare qui sotto? Papà non può telefonare e chiedere aiuto, lo sai. Devi stare attenta! Mi fai preoccupare.
- Ma cosa vuoi che sia. Tre chilometri li faccio tutti i giorni e non ho i problemi di fiato che hai tu. Invece sul vogatore e sullo stepper mi manca il respiro.
- Sul vogatore e sullo stepper ti manca il fiato e sul tapis roulant no? Non è possibile. Per fare un buon lavoro aerobico devi mantenere le pulsazioni basse e con le pulsazioni basse il respiro è normale. (Quasi come il mio)... Lo stretching lo fai?
- Lo strecci... cosa?
- Lo stretching mamma, devi allungare i muscoli altrimenti t'impalli.
- Mai fatto.
- Oddio. Fermati che dopo ti faccio, uff, uff, vedere come si fa.
- Senti... quella panca a cosa serve?
- E' quella per gli addominali, non l'hai usata ancora... vero?
- No... ma ero curiosa di sapere a cosa serviva.
- Ok.
Scendo dalla macchina infernale. Ho un caldo boia e sudo come un cavallo dopo una corsa. Ma come farà mia madre a farsi km 3 tutte le mattine? La domanda mi snerva. E' mostruoso. Ha 75 anni, è cardiopatica, ha problemi di schiena, un braccio un po' fuori uso (ha avuto un carcinoma al seno e le hanno dovuto asportare parte dei muscoli) e assiste mio padre di 80 - parkinsoniano e semi-infermo nel letto - tutto da sola (non c'è stato verso di convincerla a prendersi un aiuto). Quando le hanno portato a casa il sollevatore per trasportare mio padre dal letto alla sedia a rotelle, l'ha usato per un po' e poi lo ha messo da parte, dicendo che era troppo scomodo (?) e preferiva far da sola. Ha una casa su due piani di 450 + 180 mq., che ovviamente pulisce da sola, un orto e un giardino di mille metri con piante e piantine da potare e concimare. Quando vado a trovarla mi offre uva, more, pere, zucchine (tutto di sua produzione), mi prepara sughi, frittate e crostate (mio marito ne va matto). E' infinita, generosa, inesauribile, ed efficente. Peccato non sia eterna. Ma che gli danno da mangiare a questi anziani? C'è una petizione da sottoscrivere per arrivare lucidi e così "in forma" a quell'età? Se sì, ditemi per favore dove devo firmare.
03/10/08
Fibromialgia: apriamo un confronto
Da qualche mese non scrivo più su questo argomento. Il motivo è che sto abbastanza bene. L'attività fisica e gli esercizi di streching che faccio con e senza fitball mi fanno bene; le tensioni si sono allentate e così i dolori, lasciando solo un po' di nervosismo muscolare notturno alle gambe (chiamato spasmofilia). Però intorno a me aumentano continuamente le persone fibromialgiche: sia uomini che donne. Quindi vorrei tenere aggiornata questa categoria. Se c'è qualcuno che ha voglia di raccontare la sua esperienza e di aprire un confronto, mi scriva pure. Provvederò a pubblicare la mail (con il suo consenso) in forma anonima. Nel frattempo, ecco dei link utili per approfondire l'argomento (cliccate sul titolo per aprire la nuova pagina):
Associazione italiana sindrome fibromialgica
Associazione toscana lotta alla fibromialgia
Lezione sulla fibromialgia
Far capire al malato cos'è
Fibromyalgia
Inserisco qui il commento di Anna che gentilmente ha postato un articolo preso dal Corriere della Sera on line di Antonella Sparvoli.
Fibromialgia: meno sonno più dolori
Curando i problemi del riposo notturno si hanno ricadute positive anche sulla malattia
Chi soffre di fibromialgia presenta spesso disturbi del sonno che, secondo uno studio americano pubblicato su Arthritis Care & Research, contribuirebbero ad accentuare i sintomi della malattia. Non solo, sembrerebbe che i problemi del sonno siano predittivi di sintomi dolorosi e che possano essere collegati anche ai sintomi depressivi che spesso affliggono le persone con fibromialgia.
SINTOMI – I ricercatori statunitensi hanno esaminato una serie di fattori, ovvero qualità del sonno, dolore, depressione e funzionalità fisica, in circa 500 pazienti con fibromialgia, seguiti per un anno. Obiettivo dello studio cercare di identificare i problemi del sonno che affliggono questi pazienti ed esaminarne la relazione con dolore, depressione e funzionalità fisica. La maggior parte dei pazienti coinvolti, circa il 95%, presentava in effetti disturbi del sonno. Analizzando i collegamenti tra i vari sintomi i ricercatori hanno visto che problemi del sonno erano predittivi di sintomi dolorosi, che sintomi dolorosi erano predittivi di problemi di funzionalità fisica e che problemi di funzionalità fisica erano a loro volta predittivi di sintomi depressivi.
SONNO - «Almeno l’80-90 per cento dei pazienti con fibromialgia presenta disturbi del sonno – conferma Laura Bazzichi, coordinatrice del Centro per la fibromialgia e la fatica cronica della Clinica reumatologica dell’Università di Pisa -. In genere i problemi più diffusi sono un sonno non ristoratore e difficoltà ad addormentarsi. Studi in cui è stata analizzata la microstruttura del sonno dei pazienti fibromialgici hanno in effetti evidenziato che ci sono delle alterazioni nel rapporto tra fase Rem (rapid eye movements = movimenti oculari veloci) e non Rem. Le alterazioni del sonno possono indubbiamente avere ricadute negative sui sintomi tipici della malattia perché durante il sonno si verifica la produzione dell’ormone della crescita (Gh), che a sua volta induce la produzione di un'altra sostanza, il fattore di crescita insulino simile (Igf-1), che gioca un ruolo importante nella riparazione di tutti quei piccoli danni che si verificano quotidianamente a livello muscolare. Se il sonno è disturbato ne risente anche tutta questa catena di eventi e quindi i sintomi peggiorano».
TRATTAMENTO – Se il sonno non è ristoratore bisogna fare in modo che lo diventi, ma come? «L’intervento deve essere su vari livelli. Innanzitutto bisogna vedere se il paziente ha una buona igiene del sonno e se ciò non accade dargli gli accorgimenti necessari come non fare sonnellini pomeridiani, evitare di addormentarsi davanti alla televisione, non bere caffé alla sera, fare un po’ di attività fisica, svegliarsi e andare a letto a orari regolari – spiega la dottoressa Bazzichi -. Se invece ci si rende conto di essere in presenza di un vero e proprio disturbo del sonno bisogna capire la causa e quindi intervenire. In molti casi il sonno non ristoratore è legato alle variazioni ormonali della menopausa o a problemi d’ansia e quindi, se non ci sono controindicazioni, si può pensare di ricorrere a trattamenti come la terapia ormonale sostitutiva nel primo caso e farmaci ansiolitici nel secondo. Altre volte invece bisogna puntare sui farmaci ipnotici, scegliendo quello più adatto nel singolo caso senza perdere di vista l’obiettivo che non è aumentare le ore di sonno, ma migliorarne la qualità».
Commenti:
03 Ottobre 2008 - 12:23
Associazione italiana sindrome fibromialgica
Associazione toscana lotta alla fibromialgia
Lezione sulla fibromialgia
Far capire al malato cos'è
Fibromyalgia
Inserisco qui il commento di Anna che gentilmente ha postato un articolo preso dal Corriere della Sera on line di Antonella Sparvoli.
Fibromialgia: meno sonno più dolori
Curando i problemi del riposo notturno si hanno ricadute positive anche sulla malattia
Chi soffre di fibromialgia presenta spesso disturbi del sonno che, secondo uno studio americano pubblicato su Arthritis Care & Research, contribuirebbero ad accentuare i sintomi della malattia. Non solo, sembrerebbe che i problemi del sonno siano predittivi di sintomi dolorosi e che possano essere collegati anche ai sintomi depressivi che spesso affliggono le persone con fibromialgia.
SINTOMI – I ricercatori statunitensi hanno esaminato una serie di fattori, ovvero qualità del sonno, dolore, depressione e funzionalità fisica, in circa 500 pazienti con fibromialgia, seguiti per un anno. Obiettivo dello studio cercare di identificare i problemi del sonno che affliggono questi pazienti ed esaminarne la relazione con dolore, depressione e funzionalità fisica. La maggior parte dei pazienti coinvolti, circa il 95%, presentava in effetti disturbi del sonno. Analizzando i collegamenti tra i vari sintomi i ricercatori hanno visto che problemi del sonno erano predittivi di sintomi dolorosi, che sintomi dolorosi erano predittivi di problemi di funzionalità fisica e che problemi di funzionalità fisica erano a loro volta predittivi di sintomi depressivi.
SONNO - «Almeno l’80-90 per cento dei pazienti con fibromialgia presenta disturbi del sonno – conferma Laura Bazzichi, coordinatrice del Centro per la fibromialgia e la fatica cronica della Clinica reumatologica dell’Università di Pisa -. In genere i problemi più diffusi sono un sonno non ristoratore e difficoltà ad addormentarsi. Studi in cui è stata analizzata la microstruttura del sonno dei pazienti fibromialgici hanno in effetti evidenziato che ci sono delle alterazioni nel rapporto tra fase Rem (rapid eye movements = movimenti oculari veloci) e non Rem. Le alterazioni del sonno possono indubbiamente avere ricadute negative sui sintomi tipici della malattia perché durante il sonno si verifica la produzione dell’ormone della crescita (Gh), che a sua volta induce la produzione di un'altra sostanza, il fattore di crescita insulino simile (Igf-1), che gioca un ruolo importante nella riparazione di tutti quei piccoli danni che si verificano quotidianamente a livello muscolare. Se il sonno è disturbato ne risente anche tutta questa catena di eventi e quindi i sintomi peggiorano».
TRATTAMENTO – Se il sonno non è ristoratore bisogna fare in modo che lo diventi, ma come? «L’intervento deve essere su vari livelli. Innanzitutto bisogna vedere se il paziente ha una buona igiene del sonno e se ciò non accade dargli gli accorgimenti necessari come non fare sonnellini pomeridiani, evitare di addormentarsi davanti alla televisione, non bere caffé alla sera, fare un po’ di attività fisica, svegliarsi e andare a letto a orari regolari – spiega la dottoressa Bazzichi -. Se invece ci si rende conto di essere in presenza di un vero e proprio disturbo del sonno bisogna capire la causa e quindi intervenire. In molti casi il sonno non ristoratore è legato alle variazioni ormonali della menopausa o a problemi d’ansia e quindi, se non ci sono controindicazioni, si può pensare di ricorrere a trattamenti come la terapia ormonale sostitutiva nel primo caso e farmaci ansiolitici nel secondo. Altre volte invece bisogna puntare sui farmaci ipnotici, scegliendo quello più adatto nel singolo caso senza perdere di vista l’obiettivo che non è aumentare le ore di sonno, ma migliorarne la qualità».
Commenti:
03 Ottobre 2008 - 12:23
ciao a tutti, sono un'amica "virtuale" di Gin e vorrei raccontarvi la mia storia... Mi chiamo Bettina, ho 32 anni, ed ho scoperto di soffrire di fibromialgia da pochi mesi, dopo un lungo periodo di esami, tac, risonanze che non davano alcun risultato, ero sana come un pesce!!! ma con questi dolori muscolo-articolari che si diffondevano via via in tutto il corpo, rigidità, tensioni muscolari e formicolii agli arti...All'inizio non vi dico lo spavento, la paura di avere qualcosa di grave e non sapere dove sbattere la testa, perchè purtroppo questa sindrome è poco conosciuta e molti medici non la considerano neppure, danno sempre colpa allo stress!!!
Purtroppo la strada per me è ancora lunga, è una sindrome in cui bisogna sperimentare continuamente terapie, farmaci, attività fisiche leggere per vedere se si migliora un po'; io ho iniziato a praticare yoga, fa benissimo soprattutto a livello pscicologico, anche se alcune posizioni sono troppo complicate e dolorose per me.. Spero che la mia testimonianza sia utile, è una lotta dura, ma dobbiamo combattere...
Purtroppo la strada per me è ancora lunga, è una sindrome in cui bisogna sperimentare continuamente terapie, farmaci, attività fisiche leggere per vedere se si migliora un po'; io ho iniziato a praticare yoga, fa benissimo soprattutto a livello pscicologico, anche se alcune posizioni sono troppo complicate e dolorose per me.. Spero che la mia testimonianza sia utile, è una lotta dura, ma dobbiamo combattere...
03 Ottobre 2008 - 13:51
molto interessante il tuo sito gin, l'ho visitato.
io vivo in un posto dove non c'è nemmeno un laboratorio per le analisi, non esiste una piscina né tantomeno un centro di riabilitazione e fisioterapico.ci sono palestre si, ma avrai già capito che, nonostante potrebbero ricevere 2500 euro di multa se non mi fanno entrare, il mio cane guida fa ancora "tanta paura" ed io evito di fare guerre quotidiane, forse anche per stanchezza più che rassegnazione.comunque ho fatto caso che da quando sto al mare, nonostante l'umidità qui, che insieme all'acqua, è l'unica cosa che non manca, sto leggermente meglio, ma penso sia dovuto al fatto che ho tempi diversi, molto diversi da quelli che avevo a roma, quindi anche se dormo malissimo, forse anche per altri motivi legati al mio incidente (poco tempo fa mi sono spaccata un molare mentre dormivo tanto ho stretto la bocca mentre pensavo di precipitare...), quindi forse è anche lo stress che diminuisce perché qui non ci sono rumori tali da obbligarmi a concentrarmi come nessuno per sentire un umano che parla (sono mezza sorda), né ci sono tutti pericoli che incontro nel traffico della mia megalopoli: qui è tutto lentissimo, forse serve questo tempo ai fibromialgici? bo? io sto provando, ti saprò dire.
i dolori quando arrivano sono lame che tagliano i muscoli a vivo, aghi che entrano nei nervi scoperti, martelli pneumatici che battono incessantemente su tutto il mio scheletro e a volte la stanchezza non mi consente di reagire con una passeggiata, allora mi metto in cuffia e "leggo" (sono pure cieca, sempre dopo l'incidente).
il thc mi aiutava molto, inutile ripetermi, mi dava la possibilità anche di muovermi, invece di rimanere pseudo paralizzata per un giorno intero.
oggi ad esempio sono più stanca del solito, forse il tempo che incide con una pioggia in arrivo, però sono uscita, il mare mi aiuta e mi cura, il solo stare seduta a riva mi da tanto, anche se è difficile rialzarsi per tornare a casa, per fortuna dietro alla spiaggia, perché ci dev'essere qualcosa (forse lo jodio) che agisce in positivo.
il mio cane guida capisce quando sto male e non mi tira, perché a volte i polsi sembra che si staccano mentre ho le mani sulla sua manopola e il guinzaglio, penso che molti medici dovrebbero imparare anche dai cani, sicuramente più sensibili di tutti coloro che prescrivono farmaci e che parlano ancora di "stress" o di malattie "psicosomatiche" o "psicogene".ciao, a presto laura e grazie per essere presente nel mio blog (dove c'è il post a cui hai commentato "le cirque toxic")
io vivo in un posto dove non c'è nemmeno un laboratorio per le analisi, non esiste una piscina né tantomeno un centro di riabilitazione e fisioterapico.ci sono palestre si, ma avrai già capito che, nonostante potrebbero ricevere 2500 euro di multa se non mi fanno entrare, il mio cane guida fa ancora "tanta paura" ed io evito di fare guerre quotidiane, forse anche per stanchezza più che rassegnazione.comunque ho fatto caso che da quando sto al mare, nonostante l'umidità qui, che insieme all'acqua, è l'unica cosa che non manca, sto leggermente meglio, ma penso sia dovuto al fatto che ho tempi diversi, molto diversi da quelli che avevo a roma, quindi anche se dormo malissimo, forse anche per altri motivi legati al mio incidente (poco tempo fa mi sono spaccata un molare mentre dormivo tanto ho stretto la bocca mentre pensavo di precipitare...), quindi forse è anche lo stress che diminuisce perché qui non ci sono rumori tali da obbligarmi a concentrarmi come nessuno per sentire un umano che parla (sono mezza sorda), né ci sono tutti pericoli che incontro nel traffico della mia megalopoli: qui è tutto lentissimo, forse serve questo tempo ai fibromialgici? bo? io sto provando, ti saprò dire.
i dolori quando arrivano sono lame che tagliano i muscoli a vivo, aghi che entrano nei nervi scoperti, martelli pneumatici che battono incessantemente su tutto il mio scheletro e a volte la stanchezza non mi consente di reagire con una passeggiata, allora mi metto in cuffia e "leggo" (sono pure cieca, sempre dopo l'incidente).
il thc mi aiutava molto, inutile ripetermi, mi dava la possibilità anche di muovermi, invece di rimanere pseudo paralizzata per un giorno intero.
oggi ad esempio sono più stanca del solito, forse il tempo che incide con una pioggia in arrivo, però sono uscita, il mare mi aiuta e mi cura, il solo stare seduta a riva mi da tanto, anche se è difficile rialzarsi per tornare a casa, per fortuna dietro alla spiaggia, perché ci dev'essere qualcosa (forse lo jodio) che agisce in positivo.
il mio cane guida capisce quando sto male e non mi tira, perché a volte i polsi sembra che si staccano mentre ho le mani sulla sua manopola e il guinzaglio, penso che molti medici dovrebbero imparare anche dai cani, sicuramente più sensibili di tutti coloro che prescrivono farmaci e che parlano ancora di "stress" o di malattie "psicosomatiche" o "psicogene".ciao, a presto laura e grazie per essere presente nel mio blog (dove c'è il post a cui hai commentato "le cirque toxic")
C'è crisi? Ma dov'è?
Ma la crisi economica esiste davvero?
04 Ottobre 2008 - 07:37
Martedì sono uscita a cena con un'amica che non vedevo da tempo. Precisamente da quando è andata a vivere da sola (leggi abbandono del tetto familiare). Lucia ha un lavoro poco stabile e molto "a nero" in un'azienda della zona. Lo stipendio che prende se ne va tutto in mutuo, quindi di tanto in tanto arrotonda facendo qualche lavoretto qua e là senza capo né coda. Fra un lamento e l'altro (sono sola, non si batte un chiodo, ma dove sono gli uomini di una volta?) se ne esce con il problema numero 1: non ce la fa a tirare avanti! Ma va? Fra rata, spesa, bollette e telefono la vita è diventata dura. Mentre parla le osservo le mani: sono curatissime e le unghie sono inequivocabilmente ricostruite con il gel. Costo dell'operazione? Il ritocchino mensile, € 60,00. Sposto l'attenzione su di lei: è abbronzata (non l'ho mai vista pallida) e vestita all'ultima moda. La sua persona emana un profumo intenso.
- Hai cambiato profumo?
- Sì, ti piace? E' l'ultimo di Dolce & Gabbana!
- Si, non male. Ma cos'hai fatto ai capelli? Cambiato colore?
- Ho schiarito un po' il tono e ho fatto le extension.
- Come mai?
- Volevo cambiare...
- Caretto come cambiamento.
- Sì, ma ne valeva la pena. Eppoi, ho in ballo un lavoro che mi pagheranno bene.
- Ah, sì? E di cosa si tratta?
- Mi hanno chiesto se vado a fare le pulizie in un'associazione.
- Pagano bene?
- Abbastanza.
- Senti, ma tu non avevi fatto un corso di sartoria da donna?
- Sì.
- E perché non ti metti a fare piccole manutenzioni a casa? C'è sempre bisogno di qualcuno che faccia orli, che stringa o che allarghi... sarà sempre più dignitoso che fare le pulizie.
- Non ho la macchina da cucire.
- Ma quel bel vestito rosso che ti eri fatta per la festa di Carla?
- Si, l'ho fatto io ma ho cucito da mia madre. Ha lei la macchina.
- Be' una macchina da cucire non sarà mica un grosso investimento. Ho un cliente che ne ha appena comprata una con € 300,00 o giù di lì.
- Vabbe' ma è un lavoro complicato. Troppa responsabilità. E se sbaglio? Chi paga il danno? Ci rimetto io. E poi, sai quanto costano i fili?
- Capisco... (Credo meno delle extension) Credevo fosse meno complicato.
- Sai che ho comprato un PC portatile?
- Che bello (ma allora ne hai da spendere!).
- Uno di questi giorni vengo da te così mi spieghi un po' di cose... Intanto mi sono iscritta a un corso di informatica perché vorrei chattare un po' in internet così trovo moroso.
- Che brava! (Caspita! Adesso per chattare ci vuole un corso...) Eppoi il computer serve sempre: metti che cambi lavoro?
- Magari mi iscrivo a un'agenzia matrimoniale.
- Sì, meglio. Costa di più ma forse trovi un marito che ti mantiene.
Ride divertita.
Non l'ha capita.
Commenti:
04 Ottobre 2008 - 01:14
- Hai cambiato profumo?
- Sì, ti piace? E' l'ultimo di Dolce & Gabbana!
- Si, non male. Ma cos'hai fatto ai capelli? Cambiato colore?
- Ho schiarito un po' il tono e ho fatto le extension.
- Come mai?
- Volevo cambiare...
- Caretto come cambiamento.
- Sì, ma ne valeva la pena. Eppoi, ho in ballo un lavoro che mi pagheranno bene.
- Ah, sì? E di cosa si tratta?
- Mi hanno chiesto se vado a fare le pulizie in un'associazione.
- Pagano bene?
- Abbastanza.
- Senti, ma tu non avevi fatto un corso di sartoria da donna?
- Sì.
- E perché non ti metti a fare piccole manutenzioni a casa? C'è sempre bisogno di qualcuno che faccia orli, che stringa o che allarghi... sarà sempre più dignitoso che fare le pulizie.
- Non ho la macchina da cucire.
- Ma quel bel vestito rosso che ti eri fatta per la festa di Carla?
- Si, l'ho fatto io ma ho cucito da mia madre. Ha lei la macchina.
- Be' una macchina da cucire non sarà mica un grosso investimento. Ho un cliente che ne ha appena comprata una con € 300,00 o giù di lì.
- Vabbe' ma è un lavoro complicato. Troppa responsabilità. E se sbaglio? Chi paga il danno? Ci rimetto io. E poi, sai quanto costano i fili?
- Capisco... (Credo meno delle extension) Credevo fosse meno complicato.
- Sai che ho comprato un PC portatile?
- Che bello (ma allora ne hai da spendere!).
- Uno di questi giorni vengo da te così mi spieghi un po' di cose... Intanto mi sono iscritta a un corso di informatica perché vorrei chattare un po' in internet così trovo moroso.
- Che brava! (Caspita! Adesso per chattare ci vuole un corso...) Eppoi il computer serve sempre: metti che cambi lavoro?
- Magari mi iscrivo a un'agenzia matrimoniale.
- Sì, meglio. Costa di più ma forse trovi un marito che ti mantiene.
Ride divertita.
Non l'ha capita.
Commenti:
04 Ottobre 2008 - 01:14
Vignetta a tema, stavolta!!Ciaoo :-DDDPV
04 Ottobre 2008 - 07:37
queste sono quelle chiamate "brave persone", per me invece sono quelle donne che hanno rovinato un pianeta e che rovinano pure la categoria.c'è chi fa debiti per APPARIRE, forse per nascondere il vuoto che hanno dentro, quel vuoto che piace tanto a questo governo.non leggo la vignetta, se è breve il testo sarebbe carino se tu lo scrivessi, così lo leggo anch'io.ciao laura
04 Ottobre 2008 - 10:17
purtroppo c'è tanta gente insipida al mondo..insipida nel senso che pensano solo a ciò che si vede ma NON a ciò che si è!io + tosto ke comprarmi borse, vestiti firmati e passare tutti i mesi dall'estetista preferico farmi 1 bel viaggio o qualche vieggetto di pochi giorni! :-) fezbe
04 Ottobre 2008 - 15:06
Credo che molte persone non si stiano rendendo conto di dove stanno andando. Fanno debiti su debiti, comprano tutto a rate senza pensare che il lavoro è precario e basta un niente per precipitare nel baratro. Nel mese di settembre due miei clienti, artigiani, hanno chiuso i battenti perché non riuscivano più a pagare l'affitto da mesi e altri non arriveranno a gennaio 2009. Una coppia di amici ha perso il lavoro: prima lui, poi lei. Sono tornati a casa dai genitori perché non potevano più pagare il mutuo.E quando sento certe "teste vuote" parlare di superfluo penso a quanti fanno i salti mortali per arrivare a fine mese. :-((
05 Ottobre 2008 - 10:53
bellissimo questo post. In effetti, anche a me capita spesso di vedere gente che piange miseria, che si lamenta di sopravvivere a malapena, e poi sciorina delle spese, che pochissimi si possono permettere. Ma allora, dove sta il trucco? Skarbie
05 Ottobre 2008 - 11:57
@skarbie
Il trucco non c'è: noi viviamo la vita reale... loro galleggiano nell'etere lontano da noi. Come li chiamano? Ah, voli pindarici! :-))
@skarbie
Il trucco non c'è: noi viviamo la vita reale... loro galleggiano nell'etere lontano da noi. Come li chiamano? Ah, voli pindarici! :-))
06 Ottobre 2008 - 17:46
Questa tua amica è da manuale sociologico ;-) infatti la povertà non è classificata esclusivamente come monetaria, ma anche sociale e culturale (non per niente deve fare il corso per chattare, ma ha sentito l'obbligo di acquistare il must computer portatile). Fa pensare... Buona settimana, pasadena
02/10/08
Usabilità del blog
Buongiorno!
Dopo una giornata trascorsa a finire la nuova grafica è bello aprire l'homepage e leggere commenti positivi. Grazie, mi riempite di orgoglio.
Dopo una giornata trascorsa a finire la nuova grafica è bello aprire l'homepage e leggere commenti positivi. Grazie, mi riempite di orgoglio.
Non avete idea di quante ore ho trascorso sul web per capire le regole di usabilità di questo strumento. Ci sono molti siti che parlano di "come rendere un sito facile da usare e da navigare" (vedi ad esempio Html.it) ma un blog è diverso da un normale sito; occorre dirlo? Mi sono messa quindi a navigare in rete guardando la "concorrenza" - se così si può chiamare, perché il concorrente è colui che ti somiglia almeno nei contenuti - (ma ogni blogger è diverso e unico rispetto all'altro) facendomi un'idea precisa di quello che volevo e non volevo.
Blog: conta la prima impressione?
La prima cosa che noto quando arrivo in un blog è lo sfondo. Se è chiaro mi fermo a leggere, se è nero passo oltre. E pensare che sono l'unica in famiglia che non porta gli occhiali! Leggere su fondi scuri affatica la vista, ma sembra che non importi a nessuno. La seconda cosa che noto è il contenuto: di cosa si parla in questo blog? Chi è l'autore? E' accreditato per parlare di questi argomenti? A volte è difficile capirlo... Ecco perché ho voluto inserire nella colonna di sinistra in alto la tabella "Cliccami". Lì ci sono le informazioni che servono: la home per tornare alla pagina principale, le informazioni sulla sottoscritta, la scheda tecnica del blog e, volendo, anche il mio indirizzo di posta elettronica dove potete scrivermi liberamente senza dovervi registrare a Splinder.
Un'altra considerazione da fare è sulla grafica. I colori sono importanti e comunicano uno stato d'animo, non solo nell'abbigliamento o nell'arredamento, ma anche in rete. Quelli che ho scelto mi rappresentano perché significano positività, energia e calore. E le ciliege, come dice bene Ofelia19, sono il mio lato ironico e divertente; un modo per affrontare la vita. L'ordine nei contenuti delle colonne è per facilitarvi nella consultazione (anche se come potete vedere quella di destra non è completa) ed è in continuo aggiornamento. Ma un dubbio rimane: a cosa serve un calendario? Davvero vi interessa sapere che giorno è? Perché non c'è blog che non ne abbia uno. Io, in realtà, l'ho messo lì per riempire gli spazi... ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
E per concludere, vi faccio un'altra domanda: secondo voi è utile la Tag Board? Mi riferisco a quei piccoli guest-book dove lasciare brevi messaggi di testo. Sono indecisa se inserirne una perché vedo che - in quanto gratuite - aprono un sacco di fastidiose pop up pubblicitarie. Grazie per la collaborazione.
Blog: conta la prima impressione?
La prima cosa che noto quando arrivo in un blog è lo sfondo. Se è chiaro mi fermo a leggere, se è nero passo oltre. E pensare che sono l'unica in famiglia che non porta gli occhiali! Leggere su fondi scuri affatica la vista, ma sembra che non importi a nessuno. La seconda cosa che noto è il contenuto: di cosa si parla in questo blog? Chi è l'autore? E' accreditato per parlare di questi argomenti? A volte è difficile capirlo... Ecco perché ho voluto inserire nella colonna di sinistra in alto la tabella "Cliccami". Lì ci sono le informazioni che servono: la home per tornare alla pagina principale, le informazioni sulla sottoscritta, la scheda tecnica del blog e, volendo, anche il mio indirizzo di posta elettronica dove potete scrivermi liberamente senza dovervi registrare a Splinder.
Un'altra considerazione da fare è sulla grafica. I colori sono importanti e comunicano uno stato d'animo, non solo nell'abbigliamento o nell'arredamento, ma anche in rete. Quelli che ho scelto mi rappresentano perché significano positività, energia e calore. E le ciliege, come dice bene Ofelia19, sono il mio lato ironico e divertente; un modo per affrontare la vita. L'ordine nei contenuti delle colonne è per facilitarvi nella consultazione (anche se come potete vedere quella di destra non è completa) ed è in continuo aggiornamento. Ma un dubbio rimane: a cosa serve un calendario? Davvero vi interessa sapere che giorno è? Perché non c'è blog che non ne abbia uno. Io, in realtà, l'ho messo lì per riempire gli spazi... ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.
E per concludere, vi faccio un'altra domanda: secondo voi è utile la Tag Board? Mi riferisco a quei piccoli guest-book dove lasciare brevi messaggi di testo. Sono indecisa se inserirne una perché vedo che - in quanto gratuite - aprono un sacco di fastidiose pop up pubblicitarie. Grazie per la collaborazione.
01/10/08
Il corso di Make Up
Oltre a ritrovarmi sulle spalle un carico lavorativo non indifferente - inizia il periodo duro in studio - partono anche i miei corsi di formazione per adulti. Lunedì scorso ho inaugurato quello di "Make Up", a tutti gli effetti un corso di auto-maquillage che insegna alle donne a valorizzarsi utilizzando le regole del trucco. Il percorso si sviluppa nell'arco di 8 mesi, fra ottobre e maggio, e gli argomenti che tratto sono così suddivisi:
Preparazione teorica
- Presentazione introduzione al trucco; effetti psicologici e influenza sul carattere.
- La pelle: struttura, funzioni, tipologie e problematiche.
- Segreti di bellezza: la bellezza inizia da dentro; stile di vita e dieta per una pelle sana e luminosa.
- Cura e mantenimento della pelle: detergenza quotidiana, pulizia casalinga con prodotti cosmetici e di trattamento; consigli per gli acquisti.
- Dall'estetista: pulizia del viso e trattamenti estetici.
- Dal dermatologo: quando e perché andare dal medico. I trattamenti medico-estetici.
- La cosmetologia e il cosmetico: le funzioni dei cosmetici, composizione, principi attivi e materie prime; leggere le etichette e capire l'INCI; i cosmetici naturali e quelli di sintesi; allergie e allergeni nei prodotti cosmetici. Pelle, abbronzatura e fototipi. Consigli per gli acquisti.
- Prodotti per il maquillage: i cosmetici indispensabili per la buona riuscita del make up; scelta del fondotinta, tipo, colore e tonalità; uso dei correttori; polveri di fissaggio, cipria e polvere di riso; le polveri compatte colorate, fard, terre e ombretti; matite occhi e labbra; rossetti e lucidalabbra; mascara e eye-liner. Consigli per gli acquisti.
- Le sopracciglia: perché sono così importanti. Un po' di storia: le influenze della moda e le modifiche nel corso degli anni. Struttura: arco sopraccigliare e forma ideale. Strumenti e prodotti per depilare e truccare le sopracciglia; attrezzatura per il trucco con polveri, matite e pennelli.
- Attrezzatura per il trucco: gli strumenti di base, pennelli, porta pennelli, piumini, spugnette, temperamatite, igiene e manutenzione. Consigli per gli acquisti.
- Le regole del trucco: posizione e luce ideale per l'esecuzione del trucco; preparazione del piano di lavoro.
- Valorizzare il volto: concetto generale di trucco; le regole di Leonardo Da Vinci; struttura del viso e morfologica.
- Trucco neutro e naturale: preparazione della base, piccole correzioni, applicazione cosmetici; esecuzione pratica.
- Trucco correttivo: correzioni del viso, volumi, discromie e correzioni cromatiche; regole ed esecuzione pratica.
- Il camouflage.
- Trucco delle sopracciglia: esecuzione del fondo di base, disegno ed esercitazione pratica.
- Colorimetria: il colore e la teoria del colore metodo CMB, colori caldi e colori freddi; la luce e l'ombra, l'uso del chiaroscuro; tipologie cromatiche, colorimetria e make up.
- Trucco colorato: scelta dei colori, regole ed esecuzione pratica.
- Il trucco per chi porta occhiali e/o lenti a contatto.
- Approfondimenti : applicazione pratica prodotti, correzioni e fissaggio. Trucco dell'occhio e della bocca.
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