PS: aggiungo a fine post un grazie speciale al mio adorato maritozzo che si presta a farmi da spalla nell'insegnamento e che diventa ogni anno più bravo! So che lo fa per amor mio e non per la gloria di sentirsi chiamare "maestro", ma è giusto rendergli merito per ciò che fa'. Con il suo personale contributo ha reso le mie lezioni ancora più rilassate e divertenti.
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24/05/10
Bachata sensual, che soddisfazioni!
PS: aggiungo a fine post un grazie speciale al mio adorato maritozzo che si presta a farmi da spalla nell'insegnamento e che diventa ogni anno più bravo! So che lo fa per amor mio e non per la gloria di sentirsi chiamare "maestro", ma è giusto rendergli merito per ciò che fa'. Con il suo personale contributo ha reso le mie lezioni ancora più rilassate e divertenti.
13/05/10
Io non credo all'oroscopo
Leone: oroscopo della settimana dal 10/05/2010 al 16/05/2010
"Questa settimana non sarà molto diversa dalla precedente. Permangono, infatti, le dissonanze di Sole e Mercurio, l'aspetto positivo di Venere e la presenza di Marte nel segno".
Ah! Ecco perché 'sta influenza non molla. Porcapaletta! E' colpa delle dissonanze.
"L'umore sarà piuttosto teso, sarete nervosi, impazienti e ben poco diplomatici nei rapporti con gli altri".
Vabbè, mica si può sopportare sempre tutto e tutti, no?? Ogni tanto qualche vaffa' libera la mente e alleggerisce lo spirito. Poi, se uno non respira bene s'innervosisce...
"Non tutte le cose che avete in programma di fare andranno come previsto a causa di ostacoli imprevisti sul vostro cammino".
E qui invece, caro il mio oroscopo, ti dò torto marcio. I nuovi progetti sono partiti come previsto e vanno a gonfie vele! Aspetta però che tocco ferro, si sa mai che mi porti sfiga...
"Fine settimana disteso".
Bada che se mi faccio un altro weekend a letto emetto un ruggito da far tremare i vetri!
"Questa settimana non sarà molto diversa dalla precedente. Permangono, infatti, le dissonanze di Sole e Mercurio, l'aspetto positivo di Venere e la presenza di Marte nel segno".
Ah! Ecco perché 'sta influenza non molla. Porcapaletta! E' colpa delle dissonanze.
"L'umore sarà piuttosto teso, sarete nervosi, impazienti e ben poco diplomatici nei rapporti con gli altri".
Vabbè, mica si può sopportare sempre tutto e tutti, no?? Ogni tanto qualche vaffa' libera la mente e alleggerisce lo spirito. Poi, se uno non respira bene s'innervosisce...
"Non tutte le cose che avete in programma di fare andranno come previsto a causa di ostacoli imprevisti sul vostro cammino".
E qui invece, caro il mio oroscopo, ti dò torto marcio. I nuovi progetti sono partiti come previsto e vanno a gonfie vele! Aspetta però che tocco ferro, si sa mai che mi porti sfiga...
"Fine settimana disteso".
Bada che se mi faccio un altro weekend a letto emetto un ruggito da far tremare i vetri!
09/05/10
Ritornare a vivere
Incontro Domitilla l'ottobre scorso, al corso che tengo sul Make up nella scuola di formazione per adulti. E' un volto sconosciuto fra tanti. La prima lezione attira sempre molte donne: alcune sono lì solo per curiosità o perché ne hanno sentito parlare con entusiasmo da un'amica; altre sono arrivate in classe per caso, come Domitilla. Ha il volto magro, scavato, ma non ho il tempo di capire perché, devo presentare il programma e rispondere alle domande che mi vengono poste. Ho una scaletta precisa in mente che seguo scrupolosamente, e quando arrivo alla domanda "come mai sei qui?", lei risponde che da giovane si truccava e le piaceva molto... poi, negli anni ha lasciato perdere, ma ora vorrebbe ricominciare a prendersi cura di se stessa. Sorrido. Non serve avere "un'età" per disinteressarsi al proprio aspetto. Chiede se è troppo vecchia per partecipare. La osservo meglio. Ha superato la sessantina, ma è una donna ordinata, distinta, di quelle di una volta, per intenderci. Però, qualcosa disturba quell'immagine.... Ecco, adesso la metto a fuoco: gli occhi, il viso, sono sofferenti, come di chi ha pianto molto. La invito a rimanere perché l'età non conta, basta avere un po' di buona volontà e le chiedo anche di assistere alla presentazione del corso successivo, quello dedicato all'immagine. Forse potrebbe interessarle.
E' iniziato così il percorso di Domitilla: un lungo cammino di ricostruzione del se'. In principio stava in silenzio ad ascoltare, senza fare domande. Partecipava a tutti i miei corsi: prendeva appunti quando serviva, ma mai una parola alla vicina di banco, mai un commento udibile. Poi, un giorno, finalmente ha parlato. Avevo invitato le allieve in studio da me per studiare con calma, una alla volta, i loro colori personali: scelta del fondotinta, colore degli ombretti, ecc. Un passo importante prima di procedere agli acquisti. Non ho molto tempo libero dal lavoro ma la sera mi fermo volentieri anche fino a tardi, se serve. Quando è arrivata lei ero già molto stanca - erano passate da un pezzo le 21:00 - e contavo di finire abbastanza velocemente. Ci siamo prese un caffè d'orzo e abbiamo tirato fuori il beauty, ma Domitilla era distratta, sembrava vogliosa di parlare d'altro, così l'ho assecondata. E' bastato chiederle com'era andata la giornata per ritrovarmi travolta. Avevo rotto i fragili argini del fiume di lacrime che tratteneva a stento durante le lezioni. Domitilla era vedova da pochi mesi: il marito era morto dopo una lunga malattia dalla quale non aveva voluto farsi curare, nonostante le sue insistenze. Dopo la morte del marito si era ritrovata a gestire l'azienda di famiglia con 18 dipendenti, tutti uomini. Lei, così fragile e disperata, si è rimboccata le maniche, ha calato una maschera di cemento armato, ed è andata avanti. Il suo racconto è proseguito fino a mezzanotte senza interruzioni. Io facevo domande e lei raccontava: presente, passato, ricordi. Tutto si mischiava alle lacrime che scendevano copiose. Ero così cotta che mi era persino passato il sonno. Sapevo che se stava aprendo il suo cuore in quel modo era perché ne aveva bisogno, ed io ero lì per aiutarla. A mezzanotte, mentre l'accompagnavo alla porta, sorrideva imbarazzata. Sì, era molto tardi, ma scherzando le dissi che dopo quella lezione privata avrei preteso da lei molto di più. Chiudo la porta e ho già dimenticato tutto; l'unica cosa che ho in testa è il mio letto!
Il mese scorso arrivo in classe, carica come al solito di pc, trolley, borsa, dispense e fotocopie per le allieve. Mi calo in scrivania e tiro fuori il registro, a occhi bassi, bofonchiando un "buonasera a tutte, chi mi va a prendere un caffè?". Sento ridacchiare e alzo lo sguardo. Chiedo se ci sono assenti e per tutta risposta mi sento alle spalle: "Non dici niente del mio look?" Mi giro di tre quarti e vedo Domitilla. Wow. Resto così, a bocca aperta. Mi sorride, serena. Ha una strana luce negli occhi. E' truccata in modo leggero, sui toni del rosa e indossa un bel tailleur pantalone blu marine ravvivato da una camicetta in seta rosa. Mi complimento con lei e, ovviamente, ironizzo sulla mia innata capacità di trasformare gli anatroccoli in cigni. La classe ride, sono abituate ai miei modi. Sanno che quando le strapazzo lo faccio a fin di bene.
A fine lezione, Domitilla mi aspetta con altre ragazze in corridoio. Sorride e mi ringrazia per quanto ho fatto per lei. Cos'ho fatto? La guardo curiosa. E lei, tranquilla, racconta di quella volta che è venuta nel mio studio e di come, nonostante fossi molto stanca, sia rimasta ad ascoltarla per ore, lasciandola sfogare, come fosse una seduta terapeutica. Quando è uscita dal mio studio, quella sera, si è sentita rinascere. Non ha avuto più bisogno di piangere sui ricordi. Aveva ritrovato se stessa e la voglia di vivere. Ero il "suo angelo", l'avevo aiutata nel momento in cui aveva più bisogno, sicuramente ero stata mandata dal cielo. Mentre parlava, con quel sorriso meraviglioso, pensavo a quanto è bello il mio lavoro di insegnante: non lo cambierei con niente al mondo!
01/05/10
La Jolanda brizzolata
«Ti devo parlare...»
Il tono cospiratore nella voce di Giuliana non promette nulla di buono. Di solito è molto allegro e spensierato; che sarà successo?
«Dimmi cara, sono tutta orecchi.»
«No, non al telefono. E' una cosa delicata. Meglio vederci di persona.»
Ci accordiamo per un incontro a studio, davanti a una tazza fumante di caffè.
«Allora, che succede? Sai che ieri con quella telefonata sibillina mi hai fatto preoccupare? Qualcosa di grave a casa?»
«Nooo. A casa tutto bene...» si affretta a precisare.
Poi, silenzio. Dopo un minuto riprende. «Ti devo parlare di una cosa piuttosto intima, però mi devi promettere di non ridere!
Ha lo sguardo così serio dietro gli occhiali da sole che quasi quasi mi scappa da ridere veramente: e che sarà mai?
«Dai, giuro che non riderò. Allora?»
Ancora una pausa di silenzio.
«Giuly, dai, pare che t'è morto il gatto... che succede?»
«Allora... allora, è una questione delicata e visto che tu sai un sacco di cose, per il tuo lavoro, forse mi puoi aiutare.»
«Hai bisogno di una consulenza?» chiedo impaziente.
«Diciamo che ho bisogno del tuo parere professionale.»
«Ok. Spara!»
Sono incuriosita; ci conosciamo da un po' ma è la prima volta che mi chiede consiglio.
«E' normale che... mannaggia non so come dirtelo.» Si guarda intorno. «Sta cosa m'imbarazza. Insomma, per farla breve, stamattina ho scoperto che sotto... mi sono spuntati dei peli grigi. Molto grossi.» E mentre lo dice abbassa lo sguardo amiccando sul ventre.
«Aspetta un attimo, sotto... dove?»
«Eh, sotto... nella Jolanda. Nelle parti intime! Ecco.
Sento una contrazione sussultoria al diaframma, annuncio di una risata che sta per nascere e che reprimo a fatica.
«Giuliana, mi stai dicendo che hai la topa brizzolata?»
«Mannaggia, abbassa la voce.» Mi intima con un gesto della mano.
«E chi vuoi che ci senta? Siamo solo tu ed io in studio. Oddio...» Sento che non riesco più a controllarmi.
«Gin! Hai promesso di non ridere!»
«Sì. E' vero, è vero.» La situazione è comica. «Ma non mi era mai capitato... voglio dire, non è che le persone che vengono da me fanno questo genere di confidenze.»
«Ok, ma secondo te, è normale? Si può fare qualcosa? »
«Che intendi dire? Ma certo che è normale. Voglio dire, così come i capelli, anche i peli prima o poi diventano grigi, no? E' la natura!»
«Sì, vabbè. Natura o non natura, io così non ci resto.» Afferma risoluta.
«Ma lui se n'è accorto?»
«Chi? Enrico? No, vabbè, lui non si accorge mai di niente.»
«E allora? Che te ne frega dei peli grigi. Tienila curata e vedrai che tutto si sistema.
«Infatti, era questo che ti volevo chiedere: tu che sai tutto, c'è un prodotto, qualcosa per togliere il grigio?»
«Vuoi fare la tinta alla topa?» Il controllo al diaframma cede e scoppio in una risata fragorosa che contagia anche Giuliana. «No, i colpi di sole! Mannaggia, lo sapevo... mo' finisco sul giornale!»
Dopo qualche minuto fra risate e lacrime con qualche soffiata di naso, l'imbarazzo si toglie definitivamente di torno.
«Okay, Gin. Torniamo serie. A me sta cosa di aver la topa brizzolata non va' giù. Che posso fare?»
«Ehm,» mi schiarisco la gola dandomi un contegno professionale (a stento). «L'unica cosa che ti posso consigliare è di tenerla curata. Le dai una tosata di tanto in tanto, come si fa con i giardini.»
Giuliana strabuzza gli occhi. «Cioè?»
Insisto. «Cioè la tieni tagliata corta, vedrai che i peli grigi non si vedranno. E togliti dalla testa di far cavolate. Niente tinta. Meglio piuttosto un bell'impacco di olio di mandorle dolci di tanto in tanto per tenerla morbida. Eppoi, cerca di cogliere il lato positivo della faccenda.»
«Il lato positivo, dici? E qual'è?»
«Una topa brizzolata è affascinante, trasmette saggezza, esperienza...»
«Come no? Sai che ti dico? Altro che saggezza! Stasera prendo Enrico e lo metto sotto.»
«Ecco brava, hai già capito. Per combattere lo spauracchio della pensione è meglio metterla subito a fare gli straordinari!»
Commenti:
02 Maggio 2010 - 14:57
Il tono cospiratore nella voce di Giuliana non promette nulla di buono. Di solito è molto allegro e spensierato; che sarà successo?
«Dimmi cara, sono tutta orecchi.»
«No, non al telefono. E' una cosa delicata. Meglio vederci di persona.»
Ci accordiamo per un incontro a studio, davanti a una tazza fumante di caffè.
«Allora, che succede? Sai che ieri con quella telefonata sibillina mi hai fatto preoccupare? Qualcosa di grave a casa?»
«Nooo. A casa tutto bene...» si affretta a precisare.
Poi, silenzio. Dopo un minuto riprende. «Ti devo parlare di una cosa piuttosto intima, però mi devi promettere di non ridere!
Ha lo sguardo così serio dietro gli occhiali da sole che quasi quasi mi scappa da ridere veramente: e che sarà mai?
«Dai, giuro che non riderò. Allora?»
Ancora una pausa di silenzio.
«Giuly, dai, pare che t'è morto il gatto... che succede?»
«Allora... allora, è una questione delicata e visto che tu sai un sacco di cose, per il tuo lavoro, forse mi puoi aiutare.»
«Hai bisogno di una consulenza?» chiedo impaziente.
«Diciamo che ho bisogno del tuo parere professionale.»
«Ok. Spara!»
Sono incuriosita; ci conosciamo da un po' ma è la prima volta che mi chiede consiglio.
«E' normale che... mannaggia non so come dirtelo.» Si guarda intorno. «Sta cosa m'imbarazza. Insomma, per farla breve, stamattina ho scoperto che sotto... mi sono spuntati dei peli grigi. Molto grossi.» E mentre lo dice abbassa lo sguardo amiccando sul ventre.
«Aspetta un attimo, sotto... dove?»
«Eh, sotto... nella Jolanda. Nelle parti intime! Ecco.
Sento una contrazione sussultoria al diaframma, annuncio di una risata che sta per nascere e che reprimo a fatica.
«Giuliana, mi stai dicendo che hai la topa brizzolata?»
«Mannaggia, abbassa la voce.» Mi intima con un gesto della mano.
«E chi vuoi che ci senta? Siamo solo tu ed io in studio. Oddio...» Sento che non riesco più a controllarmi.
«Gin! Hai promesso di non ridere!»
«Sì. E' vero, è vero.» La situazione è comica. «Ma non mi era mai capitato... voglio dire, non è che le persone che vengono da me fanno questo genere di confidenze.»
«Ok, ma secondo te, è normale? Si può fare qualcosa? »
«Che intendi dire? Ma certo che è normale. Voglio dire, così come i capelli, anche i peli prima o poi diventano grigi, no? E' la natura!»
«Sì, vabbè. Natura o non natura, io così non ci resto.» Afferma risoluta.
«Ma lui se n'è accorto?»
«Chi? Enrico? No, vabbè, lui non si accorge mai di niente.»
«E allora? Che te ne frega dei peli grigi. Tienila curata e vedrai che tutto si sistema.
«Infatti, era questo che ti volevo chiedere: tu che sai tutto, c'è un prodotto, qualcosa per togliere il grigio?»
«Vuoi fare la tinta alla topa?» Il controllo al diaframma cede e scoppio in una risata fragorosa che contagia anche Giuliana. «No, i colpi di sole! Mannaggia, lo sapevo... mo' finisco sul giornale!»
Dopo qualche minuto fra risate e lacrime con qualche soffiata di naso, l'imbarazzo si toglie definitivamente di torno.
«Okay, Gin. Torniamo serie. A me sta cosa di aver la topa brizzolata non va' giù. Che posso fare?»
«Ehm,» mi schiarisco la gola dandomi un contegno professionale (a stento). «L'unica cosa che ti posso consigliare è di tenerla curata. Le dai una tosata di tanto in tanto, come si fa con i giardini.»
Giuliana strabuzza gli occhi. «Cioè?»
Insisto. «Cioè la tieni tagliata corta, vedrai che i peli grigi non si vedranno. E togliti dalla testa di far cavolate. Niente tinta. Meglio piuttosto un bell'impacco di olio di mandorle dolci di tanto in tanto per tenerla morbida. Eppoi, cerca di cogliere il lato positivo della faccenda.»
«Il lato positivo, dici? E qual'è?»
«Una topa brizzolata è affascinante, trasmette saggezza, esperienza...»
«Come no? Sai che ti dico? Altro che saggezza! Stasera prendo Enrico e lo metto sotto.»
«Ecco brava, hai già capito. Per combattere lo spauracchio della pensione è meglio metterla subito a fare gli straordinari!»
Commenti:
02 Maggio 2010 - 14:57
Non l'ho ancora mai vista una cosa così, e a dire il vero non ci tengo mica tanto... non sono preparato Io non sono un amante della rasatura integrale, ma se a Giuliana dà fastidio il grigiore (il che è comprensibile), magari potrebbe considerare anche l'opzione PP (pelapatate). Sarebbe anche una botta di modernità, almeno se si considera YouPorn come arbiter intimae elegantiae. Che ne dice Giuliana? juanriccio
03 Maggio 2010 - 09:01
@juanriccio
Ti posso assicurare che Giuly da napoletana verace ama il pelo, quindi niente pelapatate :-)) che poi, francamente, può andar bene una volta ma a te non sembra che una Jolanda "imberbe" e implume dia adito a pensieri distorti?
@juanriccio
Ti posso assicurare che Giuly da napoletana verace ama il pelo, quindi niente pelapatate :-)) che poi, francamente, può andar bene una volta ma a te non sembra che una Jolanda "imberbe" e implume dia adito a pensieri distorti?
04 Maggio 2010 - 10:34
Ah - napoletana? Bene, bene. La verità propio, a me la PP non piace. Mi fa un po' impressione e mi scatta il senso del tabù pedofilo. Però amo il pelo molto rado e curato, portato soltanto sul pube e non sul macchinario propriamente detto - in altre parole: più che il sacro cespuglio, un simulacro simbolico, estetizzato e consapevole. L'idea che la persona di fronte a me abbia dedicato attenzione alla faccenda, prefigurando l'incontro intimo mentre si acconciava come si farebbe per i capelli, è per me un eccitante afrodisiaco mentale; un po' come la tipa senza mutandine, ma molto più igienico. juanriccio
4 Maggio 2010 - 13:31
Ma non c'è più nessuno, uomo o donna che sia, che si accetta cosi come il tempo lo trasorma? Vivaddio, occorre certo avere cura di sè, tenersi in discreta forma, ma se qualche o più di qualche capello o pelo grigio spunta non facciamone un dramma. godiamoci la vita e la Jolanda o il Walter così come sono senza patemi d'animo, consideriamo le nostre rughette e i capelli e peli grigi come medaglie guadanate sul campo di battaglia della vita. un saluto. Paolo
04 Maggio 2010 - 13:32
questo post mi ricorda una puntata di sex and the city dove Samantha aveva dovuto fronteggiare lo stesso inconveniente e aveva provato con una tinta con risultati a dir poco comici. io penso che tu le abbia dato il consiglio giusto e tra l'altro è un modo per accettare il naturale corso del tempo senza dover sempre e per forza ringiovanirsi a tutti i costi. Poi dai commenti degli uomini mi pare di capire che si concentrino principalmente su altro, ma anche se si focalizzassero su questo, non penso che andando con una donna che non ha più vent'anni si aspettino un corpo da ventenne. ecco, quello sì che sarebbe strano.. ciao Gin! Sary80
06 Maggio 2010 - 21:49
Simpatico questo post! Se può interessare ho qualche pelo bianco anch'io, ma la cosa non mi sconvolge affatto! saluti a tuttti!!!!!!!!!!!!! Merlino55
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