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15/06/10

Cantare, interpretare, emozionare

Ormai ci siamo. Il 25, 26 e 27 giugno, fra pochi giorni quindi, nell'ambito della manifestazione Udin&Jazz 2010, si terrà il  II Workshop "Cantare, interpretare, emozionare - il laboratorio della voce" organizzato dall'Associazione Culturale In TantoCanto sotto la direzione di Barbara Errico. Il seminario si rivolge a a tutti i cantanti che desiderano approfondire le tecniche vocali, espressive, l’interpretazione personale nel canto (moderno, jazz, lirico…), lo studio delle tecniche di comunicazione, la gestione del palcoscenico, la gestione dell’immagine e il portamento scenico. Il Work-shop si svolgerà presso la “Sala Florio” dell’Università di Udine, via Palladio n. 8, e presso il “Caucigh Caffè Jazz Club” di via Gemona 36 sempre a Udine. Docenti: Barbara Errico, Franca Drioli, Daniela Zorzini, Gin Castelli.

Modalità di partecipazione
I partecipanti dovranno portare gli spartiti di almeno 2 brani a scelta che vorranno interpretare. Gli spartiti dovranno essere inviati preferibilmente via e-mail almeno 10 giorni prima dell’inizio del seminario all’indirizzo erricobarbara@tin.it - forza che siete ancora in tempo!!! - oppure via fax: 0432 652137. In alternativa i partecipanti potranno portare le basi dei brani a scelta esclusivamente su CD audio.

PROGRAMMA

Venerdì 25 giugno 2010
Sala Florio - Università degli Studi di Udine, ore 13.30 registrazione dei partecipanti
orario corso 14.00 - 18.00

Barbara Errico - Franca Drioli
Presentazioni e avvio del Workshop
Elementi tecnico-vocali fondamentali o avanzati (in base al livello di preparazione dei cantanti).

Daniela Zorzini
Presenza scenica
Le tecniche di comunicazione delle emozioni, il contatto con il pubblico, la gestione dello spazio, la gestualità, il significato della parola cantata e l’espressività mimica e vocale.


Sabato 26 giugno 2010
Caucigh Caffè Jazz Club, orario corso 10.00 - 13.00 / 14.00 - 18.00

Gin Castelli
Gestione dell’immagine

La prima impressione. I codici dell’immagine, postura, stile, abiti e scelta dei colori. Identità e ruolo dell’artista; di ciò che si è, di ciò che si ha, di ciò che si rappresenta. Differenze fra immagine pubblica e privata.

Barbara Errico - Franca Drioli
Tecnica vocale

La respirazione e la postura, anatomia e gestione del tratto vocale, l’emissione vocale corretta.
Interpretazione
Lo studio e l’analisi dei brani l’espressione e l’interpretazione lo studio delle dinamiche
(Accompagnamento al pianoforte M°Juri Dal Dan)

Domenica 27 giugno 2010
Caucigh Caffè Jazz Club, orario corso 14.00 - 18.00

Barbara Errico - Franca Drioli
Tecnica ed Interpretazione

Lo studio e l’analisi dei brani l’espressione e l’interpretazione lo studio delle dinamiche.
(Accompagnamento al pianoforte M° Juri Dal Dan)

ore 21.00 esibizione serale

Per saperne di più potete scaricare la brochure: http://www.euritmica.it/asscult/images/stories/documenti/pdf/uj10_errico.pdf. Vi aspettiamo numerosi!

09/05/10

Ritornare a vivere


Incontro Domitilla l'ottobre scorso, al corso che tengo sul Make up nella scuola di formazione per adulti. E' un volto sconosciuto fra tanti. La prima lezione attira sempre molte donne: alcune sono lì solo per curiosità o perché ne hanno sentito parlare con entusiasmo da un'amica; altre sono arrivate in classe per caso, come Domitilla. Ha il volto magro, scavato, ma non ho il tempo di capire perché, devo presentare il programma e rispondere alle domande che mi vengono poste. Ho una scaletta precisa in mente che seguo scrupolosamente, e quando arrivo alla domanda "come mai sei qui?", lei risponde che da giovane si truccava e le piaceva molto... poi, negli anni ha lasciato perdere, ma ora vorrebbe ricominciare a prendersi cura di se stessa. Sorrido. Non serve avere "un'età" per disinteressarsi al proprio aspetto. Chiede se è troppo vecchia per partecipare. La osservo meglio. Ha superato la sessantina, ma è una donna ordinata, distinta, di quelle di una volta, per intenderci. Però, qualcosa disturba quell'immagine.... Ecco, adesso la metto a fuoco: gli occhi, il viso, sono sofferenti, come di chi ha pianto molto. La invito a rimanere perché l'età non conta, basta avere un po' di buona volontà e le chiedo anche di assistere alla presentazione del corso successivo, quello dedicato all'immagine. Forse potrebbe interessarle.

E' iniziato così il percorso di Domitilla: un lungo cammino di ricostruzione del se'. In principio stava in silenzio ad ascoltare, senza fare domande. Partecipava a tutti i miei corsi: prendeva appunti quando serviva, ma mai una parola alla vicina di banco, mai un commento udibile. Poi, un giorno, finalmente ha parlato. Avevo invitato le allieve in studio da me per studiare con calma, una alla volta, i loro colori personali: scelta del fondotinta, colore degli ombretti, ecc. Un passo importante prima di procedere agli acquisti. Non ho molto tempo libero dal lavoro ma la sera mi fermo volentieri anche fino a tardi, se serve. Quando è arrivata lei ero già molto stanca - erano passate da un pezzo le 21:00 - e contavo di finire abbastanza velocemente. Ci siamo prese un caffè d'orzo e abbiamo tirato fuori il beauty, ma Domitilla era distratta, sembrava vogliosa di parlare d'altro, così l'ho assecondata. E' bastato chiederle com'era andata la giornata per ritrovarmi travolta. Avevo rotto i fragili argini del fiume di lacrime che tratteneva a stento durante le lezioni. Domitilla era vedova da pochi mesi: il marito era morto dopo una lunga malattia dalla quale non aveva voluto farsi curare, nonostante le sue insistenze. Dopo la morte del marito si era ritrovata a gestire l'azienda di famiglia con 18 dipendenti, tutti uomini. Lei, così fragile e disperata, si è rimboccata le maniche, ha calato una maschera di cemento armato, ed è andata avanti. Il suo racconto è proseguito fino a mezzanotte senza interruzioni. Io facevo domande e lei raccontava: presente, passato, ricordi. Tutto si mischiava alle lacrime che scendevano copiose. Ero così cotta che mi era persino passato il sonno. Sapevo che se stava aprendo il suo cuore in quel modo era perché ne aveva bisogno, ed io ero lì per aiutarla. A mezzanotte, mentre l'accompagnavo alla porta, sorrideva imbarazzata. Sì, era molto tardi, ma scherzando le dissi che dopo quella lezione privata avrei preteso da lei molto di più. Chiudo la porta e ho già dimenticato tutto; l'unica cosa che ho in testa è il mio letto!

Il mese scorso arrivo in classe, carica come al solito di pc, trolley, borsa, dispense e fotocopie per le allieve. Mi calo in scrivania e tiro fuori il registro, a occhi bassi, bofonchiando un "buonasera a tutte, chi mi va a prendere un caffè?". Sento ridacchiare e alzo lo sguardo. Chiedo se ci sono assenti e per tutta risposta mi sento alle spalle: "Non dici niente del mio look?" Mi giro di tre quarti e vedo Domitilla. Wow. Resto così, a bocca aperta. Mi sorride, serena. Ha una strana luce negli occhi. E' truccata in modo leggero, sui toni del rosa e indossa un bel tailleur pantalone blu marine ravvivato da una camicetta in seta rosa. Mi complimento con lei e, ovviamente, ironizzo sulla mia innata capacità di trasformare gli anatroccoli in cigni. La classe ride, sono abituate ai miei modi. Sanno che quando le strapazzo lo faccio a fin di bene.

A fine lezione, Domitilla mi aspetta con altre ragazze in corridoio. Sorride e mi ringrazia per quanto ho fatto per lei. Cos'ho fatto? La guardo curiosa. E lei, tranquilla, racconta di quella volta che è venuta nel mio studio e di come, nonostante fossi molto stanca, sia rimasta ad ascoltarla per ore, lasciandola sfogare, come fosse una seduta terapeutica. Quando è uscita dal mio studio, quella sera, si è sentita rinascere. Non ha avuto più bisogno di piangere sui ricordi. Aveva ritrovato se stessa e la voglia di vivere. Ero il "suo angelo", l'avevo aiutata nel momento in cui aveva più bisogno, sicuramente ero stata mandata dal cielo. Mentre parlava, con quel sorriso meraviglioso, pensavo a quanto è bello il mio lavoro di insegnante: non lo cambierei con niente al mondo!

28/04/10

Progetti

Il concerto di Musicassieme 2010 del 17 aprile u.s. ha portato interessanti novità. Non solo perché ho ritrovato con piacere una collega dalla voce splendida - Barbara Errico - che mi ha trasmesso emozioni incredibili, ma soprattutto perché il nostro incontro ha innescato una bomba creativa tipica degli artisti molto "ferventi". Barbara è un vulcano di idee, con diversi progetti artistici all'attivo (pensate un po', ed io che credevo d'esser una mosca rara...) e quando abbiamo iniziato a raccontarci i reciproci impegni, i pensieri si sono fusi. Quello che ci accomuna è la voglia di formare, comunicare, trasmettere ai giovani ciò che negli anni abbiamo imparato. Entrambe amiamo insegnare e lo facciamo con grande entusiasmo e positività. Ma crediamo anche nell'unione dei talenti e delle forze, soprattutto femminili. Le "due chiacchiere" davanti a un caffè sono diventate presto una fitta conversazione che, presa carta e penna, si è tramutata in: facciamolo! E perché no? E così è nata la mia partecipazione al 2° workshop "Laboratorio della voce" che si terrà nell'ambito di Udin&Jazz, il 25, 26 e 27 giugno. Insieme a Barbara anche Franca Drioli e Daniela Zorzini. Se avete un po' di pazienza... presto vi darò tutte le informazioni sul programma e se volete, cioè se siete cantanti e volete approfondire la tecnica, anche le istruzioni per partecipare al seminario.

15/04/10

Il portamento femminile

Uno degli elementi fondamentali dell'immagine è il portamento, che se non è elegante e sicuro compromette la "prima impressione" e rende sciatto anche l'abito più bello del mondo! Una bella postura con mento alto, spalle dritte e andatura disinvolta, comunica agli altri quanto crediamo in noi stessi e quanto ci sentiamo sicuri. Ma per arrivare a questo traguardo bisogna conoscere l'impostazione corretta attiva del corpo, cioè i punti su cui lavorare e, ovviamente, fare parecchio esercizio! Iniziamo quindi con l’impostazione di base del corpo partendo dall'alto, cioè dalla testa.  Mettetevi davanti ad uno specchio e controllate la vostra postura.

La testa ha 2 punti di controllo: la posizione del mento, che dev'essere ad angolo retto - cioè 90° - rispetto al collo e l'allungamento verso l'alto. Che cosa significa? Immaginate di avere una fune agganciata al centro della testa che vi tira verso l'alto. Questa fune vi costringerà a stirare la vostra colonna vertebrale verso l'alto allungando di un centimetro o due la vostra figura (la crescita in centimetri dipenderà da quanto state normalmente curve). Il mento ad angolo retto, invece, porterà lo sguardo dritto davanti a voi a comunicare sicurezza ed eleganza.

Le spalle devono stare rilassate e diritte, cioè in asse con il resto del corpo. Questo significa che non devono spingere in fuori le scapole (donne, niente posizioni a gallinella) e nemmeno stare curve in avanti. Per ottenere questa posizione allungate le braccia lungo il corpo e spingete le mani in basso, verso il pavimento. Dovete sentire una leggera tensione.

Veniamo adesso alla posizione corretta del seno e dello sterno. Avete presente il punto dove si allaccia il reggiseno? Quello è un punto importante per "sentire" con il vostro corpo se siete  diritte. Immaginate che quel punto sia collegato, orizzontalmente, allo sterno, esattamente al centro del vostro seno. Adesso inclinate verso l'alto (di un centimetro) il vostro seno. Dovete sentire una leggera tensione proprio nel punto dove si aggancia il reggiseno. Mi raccomando però, la tensione dovrà essere leggera, non dolorosa! Facendo questo esercizio "dovrete dimostrare d'essere orgogliose della vostra femminilità, anche se avete i seni piccoli. L'importante è che non stiano lì tristi, ma che si ergano al cielo!"

Dal petto scendiamo ancora e passiamo agli addominali che non devono essere rilassati e abbandonati a se stessi, ma stare contratti. Quindi la pancia non dovrà mai sporgere in fuori ma piuttosto stare "in dentro". Questa posizione costringerà il bacino (e il vostro sedere) a stare in asse rispetto al corpo e a portare il baricentro nella posizione corretta. 

Affrontiamo adesso la camminata. Ciascuno di noi si contraddistingue per una camminata dallo stile particolare. La cadenza e la lunghezza del passo, il movimento delle braccia, il modo di appoggiare i piedi a terra rivelano il nostro stato d'animo e la nostra personalità. Spesso, se siamo tristi, camminiamo lentamente trascinando i piedi e portando lo sguardo verso il basso. Mentre quando siamo felici, camminiamo con allegria, in modo fluido, tenendo il mento alto. Nel portamento corretto, le gambe e le ginocchia dovranno sempre stare stese. Molte donne camminano tenendo le ginocchia piegate perché non sono capaci di stare sui tacchi alti. Ma così facendo, oltre ad affaticare la schiena, risultano goffe e sgraziate! Ricordate che la deambulazione, cioè il moviemento della gamba, è così segmentata: prima si appoggia il tacco, poi la pianta e poi la punta della scarpa. Mai viceversa! Per chi di voi avesse problemi a camminare con i tacchi, suggerisco questi due semplici esercizi da fare quotidianamente:

- camminare scalze in punta dei piedi, per circa 10 minuti al giorno, senza appoggiare i talloni;

- in posizione eretta, piedi uniti e braccia lungo il corpo, alzatevi in punta di piedi alzando bene i talloni, ritornando poi lentamente alla posizione di partenza. L’esercizio completo è costituito da 3 serie di 10 estensioni, intervallate da 30 secondi di riposo tra una serie e l’altra. Questo movimento tonifica i muscoli del polpaccio e delle cosce permettendo un maggior equilibrio sui tacchi.

E le braccia cosa fanno? Accompagnano il movimento. Partiamo dal fatto che le braccia sono decisamente importati in quanto ci bilanciano ed è grazie a loro che riusciamo a conferire al nostro passo una cadenza ritmata. Generalmente il braccio sinistro si muove in avanti insieme alla gamba destra e viceversa.

Come stare ferme con eleganza? Quando stiamo fermi solitamente bilanciamo il peso del corpo fra un piede e l'altro, oppure teniamo le gambe divaricate e portiamo il peso centrale. Quest'ultima posizione non è molto elegante e soprattutto non è femminile in quanto comunica "forza e imposizione", caratteri decisamente maschili Tanto per capirci, avete presente la tipica postura del Duce?  Gambe larghe e mani sui fianchi. Bene. La posizione ideale per essere eleganti è questa: unire i piedi, portare il peso del corpo tutto su un piede - compensando con l'anca che uscirà dalla linea retta del corpo formando una S - e portare la caviglia del piede della gamba senza peso vicino alla caviglia dell'altra. Per fare questo dovrete piegare il ginocchio della gamba senza peso portandolo quasi a coprire il ginocchio della gamba che porta il peso. Difficile, lo so, viene meglio dal vivo. Per intenderci è la classica posizione delle Miss quando si mettono in posa... Quella che vi ho illustrato è un postura che sembra facile da assumere, invece è piuttosto faticosa. Soprattutto da mantenere. E' naturale, quindi, alternare anche qui il peso da un piede all'altro. Tutto chiaro?




08/04/10

Trench, un classico del guardaroba


Il trench è un capospalla classico del guardaroba: non passa mai di moda ed è adatto a qualsiasi età. E' perfetto per la primavera e per le stagioni di mezzo, in cui c'è ancora necessita di coprirsi dal freddo e dall'umidità. A seconda del tipo di tessuto e della pesantezza è chiamato anche soprabito (gabardine di cotone foderato), impermeabile (gabardine misto trattato antipioggia, con o senza fodera) oppure spolverino (tessuti leggeri di seta o cotone, sfoderati). 
Il modello classico - molto glamour - ha l'allacciatura doppiopetto, le spalline (avete presente i vecchi cappotti dei militari inglesi?), il sottogola e la cintura con la fibbia. Si indossa sopra la giacca - occhio quindi all'ampiezza del giromanica, che dev'essere largo e alla fodera interna perché se non c'è il tessuto fa attrito con la giacca  - sopra un pullover o un abito.

Esiste in diverse varianti di colori da quelli classici a quelli più trendy, ma se volete andare sul sicuro con una tinta che si accosti a tutto, puntate su beige e blue navy: il primo dà luce alla carnagione, il secondo (nella foto in basso un modello di Diffusione Tessile) sta bene a tutte: bionde, castane, more e rosse. Se invece siete delle "black victim", puntate su un colore che stacchi, acceso e brillante (siamo o non siamo in primavera?) come il rosa (nella foto in alto), il rosso o il verde smeraldo.



30/03/10

Voglio fare la modella

"Voglio fare la modella". E' una frase che sento spesso fra le adolescenti. Un sogno ad occhi aperti, esclusivo, dorato e difficile da realizzare. Vediamo insieme perché. Quali sono le caratteristiche fisiche della modella?


L'altezza minima è 170 cm. È richiesta perché la modella deve poter indossare - senza alcun problema - la collezione campionaria degli stilisti. Si tratta dei primi capi, spesso cuciti a mano, e sono sempre realizzati in una taglia 40 "allungata", la taglia della maggior parte delle modelle. Questi capi vengono usati sia per le sfilate che per i servizi fotografici. Se una ragazza è più bassa di 170 cm. le proporzioni sono diverse e i capi non "cadranno" come devono. Per questo motivo le agenzie richiedono come altezza minima 170 cm. Ovviamente ci sono eccezioni che confermano la regola, vedi la top model Kate Moss. Ma se una ragazza è molto bella, fotogenica (oppure molto famosa) gli stilisti sono anche disposti a modificare i capi per lei. L'altezza di 170 cm. perciò non è un limite assoluto. Se siete leggermente più basse e volete fare la modella, date ascolto all'agenzia. Solo il loro occhio "esperto" capirà se potrete lavorare come modella o meno... Le taglie richieste sono la 40 e la 42, ed è molto importante il corpo ben proporzionato. Non è necessario avere le mitiche misure 90 - 60 - 90, ma le misure devono comunque avvicinarsi a questi numeri.

Sia per viso che per il corpo, la pelle deve essere tenuta in perfetto ordine. I tatuaggi e i piercing che fanno tanto glamour su una modella famosa, non producono lo stesso effetto su colei che ancora non lo è, anzi, potrebbero anche compromettere un lavoro!

Suggerimenti: struccarsi sempre prima di andare a dormire, usare le creme indicate per la propria pelle, eseguire un peeling leggero ogni settimana e una pulizia profonda al mese. E se avete qualche brufolino non fatene un dramma: un bravo truccatore lo riesce a camuffare sempre! Tenere la pelle del corpo sempre idratata e perfettamente depilata, inguine ed ascelle compresi. Da evitare assolutamente prima di una sfilata la depilazione con rasoio che irrita i pori della pelle, le creme per il corpo, i profumi e i deodoranti profumati. Se ci sono problemi di sudorazione abbondante è meglio orientarsi su un prodotto anti-traspirante - da usare solo in queste occasioni - che troverete facilmente in ogni profumeria. Attenzione anche agli autoabbronzanti che lasciano sempre una patina gialla sulla pelle, che poi si trasferisce inevitabilmente sui vestiti.

I capelli possono essere corti o lunghi. Devono essere sempre puliti e in ordine. Un capello sano e lucente valorizza qualsiasi viso. L'agenzia vi consiglierà il taglio, e talvolta anche il colore, che valorizzerà al massimo il volto. Attenzione a mantenere il colore brillante ed evitate brutti effetti "ricrescita" che danno un'immagine di trascuratezza! Le mani e i piedi devono essere sempre ben curati, le unghie limate per evitare danni ai vestiti. Quindi, niente unghie finte dalla lunghezza chilometrica. I denti devono essere sani e ben allineati. Occorre mantenerli splendenti facendo due volte all'anno una pulizia dei denti dal proprio dentista e se serve, qualche trattamento sbiancante.

Il mestiere di modella

Se ritenete di possedere i requisiti sopracitati e siete convinte di voler intraprendere la carriera di modella - che è un vero e proprio lavoro - il primo passo che dovete fare è imparare che questa professione non s'improvvisa, ma richiede impegno e costanza. Fare la modella non è un lavoro facile, sia per quelle di voi che sono alle prime armi, sia per quelle già "navigate". Ci sono alcuni aspetti del carattere che dovreste assolutamente avere, altrimenti rischia di diventare tutto molto difficile. La professione di modella non è facile. Possono passare settimane e addirittura mesi prima di iniziare a lavorare con una certa frequenza. Dovete avere una forte personalità, decisa a perseguire i propri obiettivi anche nei momenti difficili. Per questo è indispensabile armarsi di pazienza. Vi capiterà spesso, per esempio, di dover affrontare più casting al giorno, girando da un punto all'altro della città. Se siete solo all'inizio, è indispensabile lo spirito di adattamento: non è facile girare il mondo adattandosi a qualsiasi tipo di alloggio, e a qualunque tipo di lavoro, per esempio indossare pellicce in piena estate. Conoscere le proprie potenzialità e considerarsi all'altezza del lavoro è indispensabile: l'autostima dev'essere la vostra arma migliore per raggiungere ogni obiettivo. Dovrete anche imparare ad accettare serenamente le critiche e gli insuccessi. Lo spirito di sacrificio è un altro ingrediente insostituibile per poter fare la modella: dovrete affrontare delle diete, ginnastica e ore di allenamento, andare a dormire presto per poi magari alzarsi alle cinque di mattina per iniziare a lavorare alle sei (capita anche questo). Ricordate che ci vuole anche senso di responsabilità, le persone si dovranno fidare di voi. Infine volontà, costanza e specialmente buon senso: dote indispensabile per muoversi in questo difficile mondo.

Una dote assolutamente indispensabile per il lavoro di modella e di fotomodella è l'autostima. Vi aiuterà  a raggiungere gli obiettivi sui quali avete puntato e ad accettare anche eventuali critiche in maniera serena, dimostrandovi sicure in ogni circostanza, anche nei momenti più difficili. Vi servirà per andare sempre al massimo, riuscendo a mostrare la faccia migliore e per funzionare perfettamente in qualsiasi situazione. Stimarsi significa essere in una condizione esistenziale necessaria per avere successo, ma anche riuscire a comunicare meglio con gli altri. Avere autostima vuol dire essere glamour, charmant, sicure dei propri gesti e soprattutto sopra le righe, anche questo un aspetto fondamentale per chi desidera entrare a far parte del mondo della moda. La concorrenza è spietata e, se non imparerete a distinguervi dalle altre, finirete per non essere nemmeno tenute in considerazione. Acquisire sicurezza, autodeterminazione e maggiore considerazione servirà sicuramente per farcela in ogni contesto nel migliore dei modi. Saper credere in se stessi é molto importante. Ma, attenzione, questo non significa eccedere in presunzione o narcisismo. Avere autostima è la condizione indispensabile per saper affrontare situazioni imbarazzanti.

Ordine - Disciplina - Puntualità - Educazione

Una modella dev'essere professionale, presentarsi in orario agli appuntamenti e al lavoro. Deve essere affidabile e impegnarsi per ottenere un risultato ottimale, indipendentemente dal fatto che si tratti di un servizio fotografico o di una sfilata. Deve sapersi comportare in ogni situazione, con educazione e garbo e saper sorridere anche in situazioni difficili.

continua...

24/03/10

Il matrimonio semplice semplice

Questo è il periodo in cui le future spose vengono a studio in cerca di consigli per il matrimonio. Non sono una wedding planner e neanche mi interessa diventarlo. Resto sempre una consulente d'immagine, quindi aiuto loro a schiarisi le idee e a realizzarle da sole o con l'aiuto di professionisti del campo. L'importante è capire bene che tipo di matrimonio hanno in testa e creare un filo conduttore che leghi tutto insieme con eleganza e stile. Certo non è facile... perché i concetti che dovrebbero essere "comuni" sono molto spesso "personali", ma soprattutto il concetto di "semplice" non è così semplice come sembra.

La futura sposina tipo è seduta di fronte a me. E' sempre molto emozionata; su alcune cose è sicura, quasi granitica, su altre - soprattutto quelle pratiche - è completamente persa. Come Alice nel paese delle meraviglie.

«Vorrei un matrimonio semplice. E non vorrei spendere cifre... Ci sposeremo in chiesa, o meglio in basilica, a maggio del prossimo anno.»
«Molto bene. Hai già qualche idea sul tipo di cerimonia e di ricevimento che ti piacerebbe fare?»
«Qualcosa in mente ce l'ho...»
«Allora racconta come te lo immagini.»
«Be', mi immagino la chiesa piena di rose rosse, un bel tappeto rosso lungo la navata cosparso di petali, l'organo che suona e io che entro a braccetto di papà preceduta da due damigelle... le mie nipotine.»
«Quindi, una cerimonia formale?»
«No, no, semplice semplice.»
«E, il ricevimento? Dove vorresti farlo?»
«In villa. Sì, ne ho viste di molto belle con dei parchi stupendi dove fare il rinfresco.»
«Hai già in mente l'abito?»
«Sì. Ho portato delle foto che ho preso dalle riviste.»
Guardo le foto sparse sul tavolo che ritraggono modelle in abiti pomposi niente affatto semplici. Prevale il bianco, ma c'è anche rosa e azzurro. Idee tante e confuse.
«Allora, ricapitolando. Vuoi fare un matrimonio semplice, in chiesa, con cerimonia classica, fiori, musica, damigelle e abito con strascico e velo a cattedrale... tutto chiaro! Hai già fatto per caso un elenco degli invitati? Sai quanti saranno?»
«Sì. Di parenti saremo circa 200... forse qualcuno in più dell'ultimo minuto e il resto sono tutti amici. Non dovremmo superare i 250 invitati.»

Alla faccia del matrimonio semplice semplice.

19/02/10

Clerici, una bellezza naturale

Una giornalista, durante la trasmissione di Maurizio Costanzo "Sanremo? Parliamone", chiede alla Clerici come mai entri spesso in scena zoppicando. La risposta è semplice: "Non sono capace di camminare con i tacchi! E pensare che mi sono anche fatta modificare le scarpe passando da 15 a 12 cm."

Ok. Permettetemi di restare interdetta di fronte a tale affermazione. E' proprio necessario indossare scarpe disumane e innaturali, rischiando, fra l'altro di rompersi l'osso del collo? Se lo scopo era quello di "slanciarla"... ahimé, dovevano puntare sugli abiti e non sull'altezza delle scarpe. Ma poi, perché snaturare la sua naturale bellezza? Antonella non è né alta né magra, lo sappiamo. Ma è bellissima così, nella sua rotondità di madre. Datele un paio di scarpe dai tacchi normali, che le permettano di camminare in modo elegante e non come una papera grossa e affaticata. Vestitela con abiti giusti, che valorizzano la figura; con tessuti opachi che accarezzano il corpo - non è necessario vestirsi solo di nero, ci sono anche variazioni di blu, verde e rosso che con i suoi colori chiari starebbero divinamente - e non con tessuti sberluccicanti simil carta stagnola che ingrasserebbero anche la Bruni. Cercano di nascondere le braccia con applicazioni che le rendono ancora più voluminose. Perché invece non dotarla di maniche? E le scollature? Con un seno così prorompente gli scolli rotondi non sono certo indicati! Diciamocela tutta: i costumisti e gli stilisti non sono ancora pronti a vestire con dignità ed eleganza una donna Donna come Antonella Clerici. E' più facile vestire un palo della luce, tanto quello è senza curve!

09/11/09

Il grigio è di moda

GRIGIO FORMALEIl grigio è di moda. Colore formale per eccellenza, usato ampiamente nella vita lavorativa per comunicare professionalità, serietà e competenza, è di fatto il colore simbolo dell'intelletto, della conoscenza e della saggezza.

Perché impazzi nelle vetrine dei negozi, francamente non lo capisco. E' senza dubbio una tinta classica, che non passa mai di moda, ma sentirlo definire dai giornali "un colore autunnale che emana suggestione, cangiante e mutevole" mi sembra eccessivo e fuorviante. E ditelo che siete alla frutta! In autunno ci sono tinte bellissime, altro che grigio, basta guardare fuori dalla finestra.

Il grigio è un colore neutro, per nulla appariscente, perfetto per parlare in pubblico - così i presenti si concentreranno sul messaggio e non sull'abito - adatto alla carriera, ma da lasciare rigorosamente nell'armadio durante il tempo libero o per una cena romantica, dando spazio a colori più emotivamente vibranti. Fra l'altro, bisogna sapere che non dona a tutte le carnagioni. Una nuance sbagliata spegne non solo le bionde dorate o chi ha i capelli grigi, ma anche le castane naturali più vicine al cenere che al cioccolato.

Quali colori abbinare?
Se siete delle modaiole sfrenate e non volete sentir ragioni abbinatelo almeno a una tinta accesa che valorizzi e riscaldi il vostro viso. Via libera allora a camicie, magliette e accessori in rosso, fucsia, rosa acceso, verde e bianco. No assoluto al viola che spegne e intristisce.

01/10/09

Cambio di stagione autunnale

A Udine è iniziato l'autunno. Quello vero. Con i suoi alti e bassi fra sbalzi di temperatura, caldo e freddo, giornate miti e soleggiate in contrasto con serate fresche tipiche dei primi d'ottobre. Un vero sollievo! In effetti ero un po' stufa di sopportare la media dei 30 gradi. Non che il caldo non mi faccia piacere, anzi. Ma cinque mesi di calura estiva - soprattutto per questa città - sono un po' troppi. E allora, ecco l'occasione giusta per organizzare il secondo cambio di stagione per il nostro armadio.

Prima di tutto bisogna tener presente che ancora per un mesetto circa (dipende da zona a zona) dovremo tenere sottomano alcuni capi estivi da stratificare con quelli autunnali.

Tenete
Camicie, t-shirt e magliette di cotone o di seta, smanicate, a maniche corte e 3/4
Abiti leggeri in tinta unita
Pullover e golfini leggeri o di media pesantezza di cotone (meglio se con cerniera)
Giacche leggere in cotone, giacche in lino foderate
Pantaloni e gonne di cotone di media pesantezza
Calzature: sandali a punta chiusa, decolleté, chanel e sabot, mocassini e ballerine
Bijoux colorati

Riponete
L'abbigliamento classico da spiaggia
Abiti e capi in tinte sgargianti (che stanno bene solo con l'abbronzatura) e in generale tutto ciò che è leggero e senza fodera
Completi in fantasia floreale o a righe
Calzature estive: infradito, ciabattine, sandali molto aperti
Borsette in tessuto leggero

Controllate bene i capi prima di riporli: bottoni mal saldati, orli che si disfano, (occhio alle t-shirt con l'orlo cucito a zig-zag!) cerniere allentate, possono essere una grande seccatura per la prossima stagione. Meglio provvedere da soli o fare una capatina dalla sarta. Svuotate le tasche e controllate lo stato di usura di colletti e polsini, e che sul tessuto non vi siano macchie. Se alcuni capi d'abbigliamento non sono stati indossati potete dargli una botta di stiro, farli riposare un giorno e poi riporli nelle apposite custodie. Ma se c'è qualcosa da lavare o da mandare in pulitura fatelo subito. Chi ha tempo non aspetti tempo.

Non sapete come organizzarvi?
Fate come me. Acquistate un po' di custodie per abiti e giacche insieme ad altre per maglie e felpe (ad esempio quelle della Cuki) e a mano a mano che riordinate infilate tutto nelle custodie e riponete nell'armadio. L'importante è farlo con ordine e metodo. Ricordate che le camice si sgualciscono meno se le appendete - abbottonate. E se raggruppate i capi per genere e colore, quando li cercherete non diventerete matti (ad esempio, il pantalone con la sua giacca, meglio se sbottonata per non creare brutte pieghe. Idem per i completi con gonna e i tailleurs). I pantaloni andrebbero appesi per il fondo sugli appositi appendini a pinza. Ma se ciò non fosse possibile potete metterli a cavallo dell'appendino piegandoli per la lunghezza e badando a mantenere la riga, ove ci fosse. Le gonne si appendono negli appendini a molla per tenerle in forma. Le magliette e le t-shirt vanno invece infilate nelle buste ben piegate, senza ammucchiarle, a due a due, o massimo a tre capi per volta. Le borsette in tessuto lavabile vanno passate con panno umido (perfetto quello in microfibra), lasciate asciugare un giorno e riempite di carta velina o di carta di giornale appallottolata. Poi, infilate nei loro sacchetti di tela oppure inserite nel porta borsette da appendere (all'Ikea si trovano un sacco di accessori utili per l'organizzazione dell'armadio a prezzi molto convenienti). Le calzature vanno pulite, lasciate asciugare e riposte nella scarpiera. Se non ne avete una, riponetele nelle loro scatole ricoperte da una velina e all'esterno scrivete con un pennarello il tipo di scarpa che avete messo via. Non avete idea quanto sia scocciante cercare un paio di sandali da sera in mezzo a una ventina di scatole chiuse di cui non si ricorda il contenuto! Se le scarpe sono particolarmente delicate e tendono a sformarsi, sarà necessario imbottirle di carta appallottolata oppure usare le apposite sagome, di legno o di plastica, per tenerle in forma.

Quando il freddo si farà sentire e avrete finito di metter via l'abbigliamento estivo, sarà necessario dare una pulita all'armadio. Passate gli interni e gli esterni con una spugna inumidita in acqua e sapone di marsiglia (un cucchiaio ogni due litri), lasciate asciugare e poi mettete qua e là nei cassetti e fra i ripiani qualche sacchetto profuma biancheria. Se avete una mamma o un'amica che coltiva la lavanda, raccogliete i fiori, fateli seccare e riempite dei sacchetti di tulle. L'odore di "pulito" sarà garantito.

Bene, mi sembra d'avervi detto tutto. Se avete dubbi e domande da fare, come sempre sono qui.

24/07/09

Divergenze di opinioni

A proposito di taglie.
Assisto a una simpatica divergenza di opinioni in un negozio d'abbigliamento.
Una signora molto robusta cerca di entrare in vestito di almeno 3 taglie in meno. La commessa corre in suo aiuto.

«Signora le porto una 52»
«Sta scherzando? Io porto la 46!»
«Ehm» risponde diplomatica, «è che qui le taglie sono piccole... è meglio che le porti una 52.»
«Le dico che vesto una 46» commenta seccata «e questo qui va' benissimo.»

Eh, già. Penso. Stando in apnea forse i bottoni sul petto non esploderanno, forse. Però sono così tirati che la ciccia straborda fra un bottone e l'altro. Pare un wurstel in procinto di scoppiare per la troppa pressione.

Decido d'intervenire.
«Posso?» Le sorrido ammiccante. «Lei non è una da 46, mi creda.» La signora mi guarda sognante. «Dice davvero?»
«Sicurissima» rimarco. «E'  proprio una 42.»
Sorride soddisfatta e felice va' alla cassa. E' certamente una 42. Di cervello.


20/07/09

Belle oltre la 46!

Ok, non tiratemi le pietre. Sospendo un attimo il discorso "Lucia e il suo anello" sul quale conto di tornarci stasera (non finite anzitempo i popcorn) e scrivo di getto un paio di cosine che mi stanno qui e che oggi ho deciso di affrontare.

Non so se è il caldo o la lucidità che scarseggia (ferie, ferie, gridava a gran voce la donna sommersa dalle scartoffie) ma ho da porvi una domanda secca: perché le donne oltre la 46 sono trattate come donne di "serie B"? La mia casella di posta si intasa costantemente di proteste da parte di chi non accetta più d'esser guardata dall'alto in basso quando cerca qualcosa di carino dentro cui infilarci un paio di belle tette formose e un sedere degno di questo nome. A tale proposito ricordo una scenetta divertente - per modo di dire - accaduta a me lo scorso anno che raccontai nel post intitolato "Proporzioni". E pensare che mi ritengo una donna fortunata perché grazie alle serate che faccio in giro per l'Italia la taglia 46 la rimedio sempre. Vedi Bologna, Roma, Napoli e poi muori. Ah, quando vivevo a Rimini mi scambiavano sempre per una di loro, del resto le curve non mi mancano!
Ma non è così per tante altre, soprattutto per quelle che vivono al nord, che s'incazzano ogni volta che tentano di fare shopping.

Ok, finito il preambolo arrivo al quorum.
Oggi ho aperto un gruppo pubblico su Facebook dal titolo "Belle oltre la 46". L'unione fa la forza dice il detto e a volte un po' di "rumore" non guasta.

Perché si può esser belle anche sopra la 46
Perché le donne vere hanno le curve
Perché un manico di scopa è un manico di scopa, un culo rotondo è un altra storia!

Scopo del gruppo è condividere il disagio e aiutare tutte quelle in difficoltà segnalando:

- i punti vendita che favoriscono le taglie "femminili"
- gli stilisti che hanno capito come si veste una vera donna
- gli eventi che ci riguardano
- tutti i simpatizzanti sull'argomento.

Se anche voi soffrite il caldo torrido di questi giorni, aiutate una voce fuori dal coro e iscrivetevi al gruppo. Si accettano suggerimenti e affini.

PS: l'immagine del gruppo per ora è provvisoria; sto cercando qualcosa di più rappresentativo.

02/07/09

Regole per scegliere la borsa

Quest'anno la moda impone a tutte le donne, indistintamente, borse grandi, esageratamente grandi, senza tener conto minimamente di quanto siano differenti le strutture corporee femminili. Alte, basse, filiformi, rotondette, in sovrappeso...  un esercito di "valige" in spalla. C'è di tutto, si vede di tutto e spesso con risultati deludenti.

Ma esistono regole che aiutano a scegliere una borsa? Esistono e la prima è questa: per la sera e per tutte le occasioni formali (cerimonie, eventi sociali, ecc.) la borsa dev'essere piccola, elegante e preziosa. Sì, perché si presuppone che in quelle occasioni lì dentro ci debba stare solo il necessario: fazzoletto, chiavi di casa, documenti, un rossetto o una cipria per i ritocchi. Non tutto il necessaire per un viaggio di 48 ore!

E' pur vero che le borse delle donne nascondono segreti che solo le donne possono comprendere. Non sono mai sufficientemente grandi e capienti per raccogliere la nostra quotidianità! Perdere la borsa infatti è una tragedia che nessuna di noi vorrebbe vivere.

Ma allora come districarsi fra i numerosi modelli che la moda propone? L'imperativo non è seguire la moda, bensì bilanciare la vostra figura con la regola dei contrapposti.

Se siete alte, per intenderci sopra il metro e settanta, magre e senza curve potete portare borse di ogni grandezza e foggia: a mano, a spalla, a tracolla, da shopping. Impreziosite da decori, fibbie e frange. La cosa importante è che siano di forma arrotondata, morbida (le sacche in nappa sono l'ideale) e che si sviluppino in orizzontale.

Se invece siete piccole e minute è opportuno scegliere borse a spalla o a mano dalle linee pulite ed essenziali, che sviluppano in verticale, squadrate o rettangolari, di dimensioni medie, ricordando che più la tracolla è corta più la borsa slancia.

Se avete spalle larghe e seno grosso evitate di indossare borse a spalla tipo "shopping", grandi e voluminose, che appesantiscono la parte alta del corpo. Meglio un modello “a mano” come il classico bauletto, oppure una borsa a tracolla di media lunghezza che sposti l'attenzione in giù, all'altezza della vita o dei fianchi. Ideale il modello "a postino".

Se i vostri fianchi sono larghi, se il girovita è largo e avete rotolini sull'addome evitate le borse che finiscono al centro del corpo o che si appoggiano sui fianchi. Meglio spostare l'attenzione nella parte alta del corpo scegliendo una borsa a spalla di medie dimensioni. E se siete molto grosse ricordate che le borse troppo piccole vi faranno sembrare molto più grosse di quello che siete!


Leggete anche: Accostamenti di colore

Nella foto: Burberry Prorsum, collezione primavera-estate tratta da Bags Stylosphy.it

17/05/09

Si è concluso il corso per indossatrici

E' iniziato il tour de force dell'ingrasso.
Ogni anno in questo periodo si consumano le cene di fine corsi. Centottanta allieve, tutte donne, dai 18 ai 50 anni suddivise in tre scuole fra Veneto e Friuli. Non male, vero? Sabato sera c'è stata la sfilata-esame della scuola per indossatrici. Un marasma iniziato la mattina alle dieci e conclusosi alle tre del mattino della domenica dopo. Faticoso - quest'anno il caldo ci ha fisicamente steso - ma anche entusiasmante. Siete mai stati dietro le quinte di una sfilata di moda? No? Beh, una volta dovreste provarci. Ma nel caso è meglio mettersi in un angolino "strategico", buono per osservare ma anche per evitare di venir travolti dal vortice! C'è tanta confusione, modelle che si vestono e svestono a tempo zero, parrucchieri che ritoccano le acconciature, visagisti con la cipria in mano pronti a opacizzare nasi lucidi, fotografi che documentano il backstage, direttori di scena e assistenti che controllano la scaletta. Senza contare tutti gli addetti al fitting. Insomma, entri tranquillo (forse) ed esci adrenalinico. Ma il bello inizia dopo la sfilata quando si va tutti a cena, stanchi ma felici. C'è magia nell'aria ed è bello osservare la gente stupita al passaggio di quelle belle figliole. Molti chiedono se mi sento a disagio di fronte a quelle altezze, ma confesso che non ci ho mai fatto caso. Porto con disinvoltura in mezzo a loro i miei 165 cm. con tacco o senza tacco. Senza problemi. Sto bene così. Ho un buon rapporto con le mie ragazze, sono giovani è vero, anche belle ma non stupide. Devono solo crescere (in altezza no, lo sono già abbastanza) e fare esperienza. Amo strapazzarle, provocare riflessioni e so che loro mi vogliono bene proprio per questo. Fra noi c'è complicità e rispetto. Pretendo molto come insegnante ma anche loro lo fanno con me e questo mi aiuta a diventare ogni giorno migliore.

Sabato notte, uscendo dal ristorante, c'è stata qualche lacrimuccia e la promessa di non perderci di vista. Ma sappiamo entrambe che sarà difficile rivedersi. Sì, ci terremo in contatto i primi tempi, se avranno bisogno sanno che ci sono. Ma alla fine il quotidiano ci porterà altrove e a ottobre ci saranno altre ragazze pronte a iniziare il percorso. Di loro mi resterà un caro ricordo - e anche una bellissima collana nei miei colori preferiti - che indosserò con orgoglio e di quando in quando, accarezzando le pietre, penserò ai loro occhi pieni di sogni.

11/05/09

Colori base per il guardaroba della primavera


Uscire dal nero dell'inverno si può. Anzi, si deve. In primavera ci sono  molti colori da osare. Se volete rimanere su tinte neutre di base sia per quanto riguarda il guardaroba dell'uomo che per quello della donna potete provare il classico blu - ad esempio nella tinta navy che snellisce, dona a tutte le carnagioni e non invecchia come il nero - e il grigio (in tutte le gradazioni) entrambi indispensabili nelle occasioni formali.

In alternativa ci sono le diverse tonalità calde e fredde del marrone - tinta adatta al giorno e abbastanza sportiva, soprattutto per quanto riguarda l'abbigliamento uomo - le gradazioni del beige, dal chiaro sabbia fino al tortora (o fango, come volete chiamarlo), oppure il verde polveroso, nelle tinte caki o militare. Ma vediamo come si possono abbinare questi colori.

Abbinamenti per l'uomo

abito blu - di giorno con accessori marroni (scarpe e cintura)
colore camicia: tono su tono, bianco, azzurro, borgogna, lavanda, rosa in tutte le sfumature, verde pastello

abito blu scuro - di sera con accessori rigorosamente neri
colore camicia: bianco per tutte le occasioni formali

abito grigio (o Principe di Galles grigio) - di giorno con accessori marroni oppure bordeaux molto scuro
colore camicia: tono su tono, bianco, azzurro in tutte le gradazioni, così come anche a righe sottili, rosa

abito grigio scuro (antracite, fumo di Londra) - di sera con accessori neri
colore camicia: bianco per tutte le occasioni formali

abito marrone - (non adatto alle occasioni formali) di giorno e di sera con accessori marrone scuro
colore camicia: bianco, beige, azzurro in tutte le tonalità, rosa

abito beige - (non adatto alle occasioni formali) di giorno e di sera con accessori marroni, testa di moro, coloniale, nero
colore camicia: azzurro, rosa, avorio, tortora, bordeaux, nero, antracite

Nota bene: il colore del calzino - sempre rigorosamente lungo e mai corto - va' sempre abbinato al colore della scarpa o del pantolone. Per quanto riguarda la cravatta, invece, non sbaglierete scegliendo una fantasia che richiama il colore della camicia, della giacca o dell'abito.


Abbinamenti per la donna

tailleur blu, pantalone o gonna - di giorno con accessori blu, bicolore bianco-blu, marroni, ma volendo osare anche rosso scuro o bordeaux
colore abbinato: tono su tono, bianco, tutti i colori pastello così come tutti i colori brillanti, rosso, bordeaux, borgogna, lavanda, fucsia, verde mela e giallo ocra
tailleur grigio, pantalone o gonna - di giorno con accessori neri, marroni, bordeaux; di sera solo nero!
colore abbinato: tono su tono, tutti i colori pastello così come tutti i colori brillanti, bianco e rosso - anche per le occasioni formali - turchese, fucsia

tailleur marrone, pantalone o gonna - (non adatto alle occasioni formali) con accessori marroni, coloniale
colore abbinato: bianco, beige, avorio, azzurro e rosa (in tutte le tonalità), giallo, arancio, geranio

tailleur beige, pantalone o gonna - (non adatto alle occasioni formali) con accessori marrone, testa di moro, neri, coloniale, grigio antracite
colore abbinato: tono su tono, bianco, rosa, salmone, rosso, fucsia, lavanda, giallo (in tutte le gradazioni), blu, azzurro, turchese, marrone e verde (in tutte le gradazioni, sia brillanti che polverose)

tailleur verde caki o militare, gonna o pantalone - (non adatto alle occasioni formali) di giorno con accessori tinta coloniale, cognac, marrone
colore abbinato: tono su tono, bianco, beige, verde acido, giallo ocra, salmone, rosa chiaro


Nota bene: alcuni di questi abbinamenti di colore dipendono molto dal colore (caldo o freddo), dal gusto personale, ma soprattutto dai vostri colori di occhi, carnagione e capelli.

10/05/09

Maggio è il mese più bello

Maggio è per me il mese più bello dell'anno e anche quello più denso di significato. Lo studio si riempie di nuovi sorrisi: sono le future spose. Bellissime, raggianti, emozionate. Hanno mille domande da fare, molti dubbi da sciogliere. I preparativi sono incalzanti, la scaletta lascia poco spazio all'improvvisazione: abiti, cerimonia, ricevimento, luna di miele. Per tante una nuova vita, una nuova casa. Per altre la conferma di una scelta fatta qualche anno prima: la convivenza. E per tutte ci sono dettagli importanti per un giorno importante. Che non dimenticheranno mai.

Mi piace seguire queste donne nel periodo più emozionante della loro vita. Mi commuove e mi esalta. Vivo con loro ogni istante, con partecipazione, come fosse nuovamente il mio grande giorno. Ogni donna ha un sogno da realizzare che si porta dietro sin da quando era bambina o che è maturato con l'esperienza. E sono pochissime quelle con le idee confuse. Qualche volta spunta al loro fianco una mamma, emozionata e trepidante che tutto sia perfetto. Più spesso sono accompagnate dal futuro marito. Ma gli uomini stanno in disparte consci che le vere protagoniste, chi decide cosa come e quando, sono sempre loro, le spose.

05/05/09

Un collant speciale

C'è un collant che ogni donna dovrebbe conoscere. Si chiama Segreta 70 modello speciale e fa parte della linea di calze Ibici. E' un collant in maglia di rete trasparente opaca, senza punta e senza tallone, che aderisce al corpo come una seconda pelle restituendo una linea invidiabile. L'ho scoperto parecchi anni fa' quando ballavo in RAI - adesso sapete perché le ballerine hanno gambe perfette - e da allora l'ho sempre indossato in ogni occasione di lavoro o di svago. Il risultato? Gambe leggere e defaticate.

Oltre al modello 70 esiste anche il 140, adatto a chi soffre di varici e vene varicose, ma se non avete problemi particolari il 70 den è più che sufficiente. Rispetto ad altri collant di pari caratteristiche è molto resistente - difficilmente smaglia -  e ha un prezzo contenuto. Uno stimolo in più per fare prevenzione e favorire la salute delle nostre gambe!

Se state tante ore in piedi...
se cercate un collant  a compressione graduata con l'aspetto di un collant normale...
se siete in sovrappeso e avete bisogno di nascondere i rotolini...
se amate le minigonne ma non avete le gambe toniche...
se volete ventre piatto e sedere sodo...

questo è il collant che fa per voi!


Commenti:


06 Maggio 2009 - 13:23

Senti per piacere puoi raccontare sta cosa alla mia doce metà, che non ci crede che le varie Canalis/Satta e chi per esse hanno le gambe belle perchè "truccate"?Te ne sarei molto grata :D(intanto me le compro......) Jersey

06 Maggio 2009 - 14:41
Ehm, Gin, tesoro, meglio avvertire anche che la prima volta che le indossi sembra di entrare in una armatura del 700. Ci vogliono 10 minti per infilarle fino alle caviglie, altri 10 per le ginocchia e poi veloci verso le chiappe perché se resti a mezzasta ti si ferma la circolazione e ti vengono le tette blu! comunque a parte glis cherzi nonostante la fatica sono favolose. :-| Anna

09 Novembre 2009 - 01:27
Un pò perché con la terapia estrogenica le vene vanno a farsi benedire,un pò perché ho sempre fatto attività di ricerca,non a caso ho anche un blog dall'evocativo titolo scienziata pazza-sta nel mio blogroll-ho sempre usato collan a compressione graduata,dai 40 denari in su..sino ai 120,quando a causa di antiandrogeni dannosi m'è venuta una terribile tromboflebite!..vero è che quelle più pesanti per metterle ci vuole il cacciacopertoni,come per le ruote delle biciclette:)comunque io le compravo in farmacia,le dr schools per esempio,a me piacevano le classiche della lycia,colore castoro,da 70..ma anche le calze,sempre contenitive,con reggicalze che fa tanto sexy..ma ora non le vendono più,almeno in farmacia..poi non so..tu mia cara amica hai notizie di contenitive così? kisses,your jackie;)

29/04/09

Carfagna: chi c'è dietro la maschera?

Se c'è una donna che mi inquieta a livello emozionale è Mara Carfagna.

La sto osservando da un po' - nulla di "politico" solo da un punto di vista della comunicazione d'immagine - e più passa il tempo più la trovo inquietante. Appare in tutte le trasmissioni televisive di maggior risalto: nulla accade per caso. Ieri sera era ospite a Porta a Porta. L'avete vista? Impeccabile, nessuna sbavatura o emozione: un perfetto androide in tailleur grigio. E' esageratamente costruita, fredda, per nulla spontanea. Il suo personaggio, la sua immagine esterna - augurandomi che quella interna sia tutt'altro - erige intorno a se barriere che non favoriscono la comunicazione; il corpo è rigido e autoritario. E' il soggetto ideale per un film di Dario Argento. Sorride con le labbra ma gli occhi restano fissi sull'interlocutore, glaciali, sbarrati (la foto a fianco è l'unica con parvenza umana che ho trovato in rete). La voce è monotona ma il suo eloquio segue un ritmo preciso, lento e ben scandito. Mara Carfagna è una scolaretta diligente che ha imparato a memoria il compitino per far felice il maestro (Berlusconi?). Qualcuno la trova erotica...

Mi piacerebbe sapere chi è quel genio che cura la sua immagine pubblica. Perché tutto in lei suona falso, artefatto. Ma non è un falso tarocco, piuttosto è un falso d'autore! E' fatto così bene che prima di scoprirlo ci vorrà del tempo. Ma noi di tempo ne abbiamo... e alla fine scopriremo chi c'è dietro la maschera.

23/04/09

Guardaroba: buttare gli abiti sbagliati

Una delle difficoltà maggiori che viene alla luce durante l'analisi del guardaroba è quella di riuscire a buttare gli abiti sbagliati, che rovinano irrimediabilmente l'immagine. Nonostante sia diversi anni che mi occupo di questo argomento faccio ancora fatica a comprendere come un imprenditore, un medico, architetto o avvocato che sia, o più genericamente una persona che lavora e occupa posizioni pubbliche e di rilievo, possa trascurare la propria immagine al punto di apparire sciatta e trasandata. Com'è possibile che una persona attenta alla sua professione o alla sua azienda possa curarsi così poco dell'impatto visivo che trasmette ai suoi clienti?

Non potrò mai dimenticare l'imprenditore con la giacca di tweed bucherellata da bruciature di sigaretta; la consulente iperfemminile e "tiratissima" con le calze perennemente smagliate che, quando glielo facevo notare, affermava di non essersene accorta - mentiva spudoratamente anche quando le consigliavo di tenere un paio di calze nell'auto che, guarda caso, aveva appena cambiato! - o ancora l'avvocato con le scarpe così logore che la suola si apriva sulla punta. E perché non parlare di quella collega presentatrice che colta alla sprovvista da un guasto alla lampo, invece di chiamare la costumista, ha preso la cucitrice e ha dato un punto rovinando un paio di pantaloni in seta di Armani? Ridete? E' vita vera. Conosco donne che lavorano nello spettacolo che pur di farsi regalare le calzature dallo sponsor indossano anche numeri più grandi e li tengono fermi con l'elastico color carne. Giuro! Mentre gli orli scuciti, così come le tasche o i bottoni mancanti sono all'ordine del giorno.

Fatevi aiutare da persone di fiducia che vi osservano quotidianamente e chiedete loro cosa notano di strano nella vostra immagine. Le giacche cadono perfette oppure tirano perché sono troppo strette? Sono logore dall'uso oppure hanno un taglio sartoriale "datato"? Hanno toppe che nascondono logorii da scrivania o tessuti macchiati? Via, buttare senza pietà.

Le camicie che indossate si abbottonano a fatica? O si sono ristrette con il lavaggio oppure vi siete allargati voi! In ogni caso, a meno che non abbiate intenzione di riacquistare la linea perduta - nel l'eventualità mette da parte - buttate via. In generale, tutti gli abiti o capi spalla che danno l'impressione che ci siate cresciuti dentro sono da eliminare. Se volete comunicare professionalità meglio evitare tutto ciò che è esageratamente stretto o esageratamente largo - tipo maglioni sformati - via anche tutte le maglie scolorite sotto le ascelle, infeltrite o piene di "pallini" che denunciano scarsa qualità. Dicono brutte cose di voi. Via. Buttare!

Attenzione anche alle calzature! Conosco persone che durante la loro vita non hanno mai pulito le scarpe: semplicemente le buttavano e ne compravano altre. A parte l'enorme spreco di denaro - la qualità si paga - è un vero delitto non curarsi delle proprie scarpe. Immaginate quei poveri piedi che stanno lì dentro, chiusi, per ore e ore... Il piede emana umidità che viene assorbita e accumulata dalla scarpa. È importante quindi fargli prendere aria dopo l'uso. Per evitare pieghe nella pelle usate un tendiscarpe adatto che le terrà sempre in forma. Se sono bagnate non cercate di asciugarle  mettendole vicino ai termosifoni; la pelle si secca in fretta, diventa dura e si screpola. Passatele prima con un panno, per asciugarle, e poi capovolgetele. Quando saranno asciutte imbottite l'interno con la carta di giornale. Scegliete sempre prodotti giusti per la cura delle vostre calzature - creme, spray, attrezzatura - e usateli al bisogno o comunque almeno una volta alla settimana. Le vostre scarpe dureranno più a lungo e voi otterrete un'immagine più curata.

Lo stesso discorso vale per gli altri accessori in pelle come cinture e borse. Vanno mantenuti in perfetta forma. Le cinture corte o rovinate dall'usura devono lasciare il posto a quelle nuove, senza paura! Così come quelle che non si abbinano facilmente al vostro guardaroba. A che serve tenerle? Fanno solo polvere. Le borsette seguono le stagioni - o almeno dovrebbero - quindi vanno pulite con un panno morbido, se sono in pelle vanno ammorbidite con una crema neutra e poi riposte nell'armadio avendo cura di imbottirle con carta di giornale per non fargli perdere la forma. Ad ogni modo se vi sentite poco preparati basterà chiedere consiglio al negoziante o a un bravo calzolaio.

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16/04/09

Prepariamoci all'estate

Ricordate l'articolo che ho pubblicato a settembre sulla depurazione in un weekend? Bene, è giunto il momento di darsi una bella rinfrescatina interna per prepararci all'estate. Inutile prendere vitamine o drenanti per la cellulite se prima non avete ripulito l'intestino dalle scorie dell'inverno. Quindi, prendetevi una pausa salutare e dateci dentro con la depurazione. Ricordate di bere molti liquidi, soprattutto acqua naturale, non solo mentre vi disintossicate, ma anche dopo, perché una volta attivato il procedimento di "smaltimento" il corpo continua ad eliminare tossine attraverso reni e intestino. Se vi riesce difficile provate ad aggiungere all'acqua un po' di limone spremuto che aumenta la salivazione e il desiderio di liquidi. Aumentante inoltre il consumo di frutta alcalina come arance, ananas, pompelmi, pere, e mangiate molte mele cotte - soprattutto se siete a corto di "dolce" - fatte al vapore o appena scottate in padella, insaporite con un pizzico di cannella e dello zucchero di canna. Le banane andrebbero cotte anch'esse perché crude sono indigeste (a meno che non siano raccolte e mangiate in loco). Un'amica brasiliana mi ha insegnato a cuocerle un minuto/due nel forno a micronde dentro la loro buccia: sono deliziose. Arricchite il vostro corpo con il ferro delle verdure verdi in foglia che siano crude o cotte al vapore. Ottime lattuga e  bieta che depurano l'organismo - costano poco e sono gustose - i carciofi, che si possono mangiare anche crudi in insalata; il sedano e gli asparagi che aumentano il drenaggio dei liquidi. In questo periodo di "transito stagionale" mangiate anche molto yogurth semplice (ottimo quello fatto in casa) evitando i formaggi che tendono ad appesantire il sistema così come la carne rossa.
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