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30/01/09

Domanda ai lettori


... ma voi che passate di qui spesso e leggete, che impressione vi siete fatta di me?

Perché l'altra sera una frase mi ha lasciata interdetta: "Leggendo il tuo blog mi ero fatto un'idea totalmente diversa... pensavo che fossi una specie di filosofa, seria, insomma una tipa impegnata... bacchettona... leggi un sacco di roba... sembri molto inquadrata. Fai quasi paura!"

Checcavolo! E io che pensavo d'aver centrato il messaggio - da brava comunicatrice. Forza, mi metto in discussione volentieri. I colori che ho scelto per la grafica, gli argomenti che tratto e il ritmo della scrittura dovrebbero raccontarvi di una persona solare, aperta, ironica e sempre col sorriso a fior di labbra. Sbaglio?


Commenti:


30 Gennaio 2009 - 15:43
 
No non sbagli sei proprio così, ma vorrei aggiungere... casomai ce ne fosse bisogno che ti manca anche qualche venerdì. :-D Lucia

30 Gennaio 2009 - 16:54
 
filosofa, seria, impegnata.. ok, anzi io li prenderei come un complimento, ma bacchettona non mi sembri proprio, poi penso che l'essere solari non si veda dai colori (il mio blog è nero, ma che c'entra?) ma dalla facilità di comunicare con tutti che a te di certo non manca, sei così aperta, ciao laura
 
30 Gennaio 2009 - 17:06
 
Laura carissima,
si comunica non solo con le parole ma anche con gesti, colori, suoni. Ho scelto il giallo e l'arancio perché sono colori che amo, che indosso e di cui mi circondo. Esprimono calore ed energia. ^__^  Non avrei mai potuto scegliere il nero per questo blog. Non è un colore che mi appartiene anche perché esprime "transizione", periodo vissuto nell'adolescenza e che da tempo ha lasciato il posto "all'essere".Io sono così: solare, sorridente e serena. Ma filosofa... proprio non direi. Oserei un riflessiva, forse. Ma anche istintiva

30 Gennaio 2009 - 18:44
 
se lo dici tu.. io comunque comunico con tutto, non vivo di queste regole, sono molto libera e non sai che cosa unica è trovare luce ed energia dal nero.. non ci sarebbero colori senza una base scura, te lo dico perché ho sempre amato i colori ma d'istinto (e li ho visti bene fino a 5 anni fa).forse ancora non hai capito in pieno quante qualità hai, a parte essere bacchettona che proprio non ti si addice credo, ciao cara, a presto. Laura

30 Gennaio 2009 - 19:20
 
Ehm, veramente... è l'esatto opposto. Il nero è ombra, assenza di luce e quindi di colore, mentre la luce si scompone in una miriade di colori. E' la teoria dei colori, è l'effetto prismatico della rifrazione della luce. Il nero - cito da un testo - "è la negazione del colore. Rappresenta il limite assoluto oltre il quale non c'è più nulla. E' il"no", in opposizione al "sì" del bianco. Il nero ed il bianco sono i due estremi, l'alfa e l'omega, l'inizio e la fine. Il nero, la negazione, rappresenta larinuncia, la capitolazione completa o l'abbandono, ed influenza fortemente la scelta degli altri colori, rifondandone il carattere. Chi sceglie il nero rinuncia a tutto e protesta energicamente contro una situazione che non è come egli vorrebbe che fosse. Esalta il rosso (forza e potere), con il giallo esaltail potere intellettuale e con il rosa il potere sociale". Ma qui entriamo troppo nel tecnico... si vede che l'argomento mi appassiona? :-)Credo invece che nella tua frase "trovare luce ed energia dal nero" tu intenda proprio la rinascita dal buio... Invece riguardo le qualità... sono convinta che nessuno di noi conosca tutto il suo "potenziale"; altrimenti che senso avrebbe l'esistenza stessa? (oddio adesso sì che mi sento filosofa) ^__^ meglio che chiuda qui.

01 Febbraio 2009 - 10:56
 
mah qui mi sembra che ci si confonda un po'.. solo perché una persona ha un certo spessore, ama arricchirsi di nuove esperienze, nuove letture o nuove conoscenze, non significa certo che sia una filosofa ( come se questa parola avesse un'accezione negativa) o una bacchettona rigida..credo che non necessariamente le due descrizioni debbano per forza camminare una fianco all'altra..Anzi, ti vedo come una donna piena di energia, che ama tuffarsi nella vita come ci si getta in una ciotola piena d ciliegie, la vivacità intellettuale è solo positiva, per cui credo che dopotutto il commento che hai ricevuto in realtà sia pieno di complimenti, se lo si legge in maniera corretta ;-)Annalina

01 Febbraio 2009 - 12:23
 
bacchettona? o ha sbagliato termine, e intendeva altro..... o ci ha provato, e non ci sei stata ... ahahahahahahai colori.... mah, io ho le pareti di cassa giallo/arancio, e invece il blog è nero... questione di gusto estetico, nel secondo caso, più che di messaggio.... e poi in Giappone è il bianco il colore associato alla morte;-) Fedifrago

01 Febbraio 2009 - 12:28
 
Mi permetto di essere d'accordo con Annalina. Io ti conosco di persona e leggo anche il blog ma non trovo grandi differenze fra quello che scrivi e quello che sei di persona. Nel vederti dal vivo si sente molto l'energia e la positività che trasmetti mentre qui si sente meno ma è normale che sia diverso. Credo che quella persona non intendesse esprimere un giudizio negativo ma solo farti capire che era rimasta impressionata da quello che aveva letto; poi ti ha conosciuta di persona e ha capito che sei una persona semplice, diretta, non costruita come poteva pensare. Spero di essermi spiegata bene. Mara
 
01 Febbraio 2009 - 12:40
 
@Annalina
Apprezzo moltissimo il tuo intervento perché la nostra è un'amicizia virtuale e se hai capito così bene la mia personalità significa che sono ancora in grado di comunicare ^__^ Non sai che sollievo!

27/01/09

Federica torna a casa!

Il bello di una vacanza nel Gasteinertal è che sei talmente fuori da tutto che l'unico canale televisivo che puoi vedere - vedere non è un verbo scelto a caso, ascoltare è un'azione che richiede comprensione ed io di tedesco ci capisco 'na mezza mazza - o è quello locale, austriaco o tedesco, oppure la CNN. Come programma di "depurazione" dai media non è male. Si sopravvive anche. Il problema è quando torni. Perché sembra non sia successo nulla di eclatante a parte i soliti drammi di casa nostra. Sembra. E così accade che stamattina mentre finivo di truccarmi ascoltando un sottofondo di TV resto con il rossetto a mezzaria sentendo un nome che mi è familiare: Federica Bertoni. Allungo la mano verso il telecomando, alzo il volume e rizzo l'orecchio. Barbara D'Urso a Mattino Cinque sta intervistando Dan Harrow. Ohi, ohi, la cosa si fa interessante. Mi fermo. Che mi sono persa mentre sguazzavo placida nelle calde acque termali? Sento parlare di debiti, sputtanamenti, denunce, danni... Fermi tutti. Ero rimasta al fatto che si erano lasciati. E fin lì, nulla da stupirsi. Le storie iniziano e finiscono. Ma qui c'è dell'altro. Per dovere di cronaca - so che vivete felici anche senza gossip televisivo - vi riporto due notizie riguardo a questo triste "botta e risposta" fra i due ex pubblicate in rete.

La ex di Dan Harrow accusa: dopo l'Isola è cambiato
A Mattino Cinque la replica di Den Harrow

Bene. Anzi male. Non so voi ma io ci sono rimasta così. Senza parole. E' una guerra senza vincitori. L'amara fine di un amore. Ora, lui non lo conosco. Intendo dire personalmente. Certo conosco la sua immagine televisiva, di uomo di spettacolo. Ma non posso basarmi esclusivamente su questo per capire com'è fatta una persona. Posso solo ascoltare e cercare di capire. Invece Federica non è una sconosciuta. Abbiamo lavorato nella stessa emittente, Telefriuli, ci siamo incrociate in diverse serate di concorsi di bellezza, sfilate di moda - il Friuli è piccolo, ci si conosce tutti fra gente normale, figurati fra chi fa spettacolo - ci siamo anche scambiate qualche favore del tipo: "Ci vai tu a fare questa serata? Io ho già un impegno". Insomma una ragazza normale, tranquilla, come tante. Quando l'ho vista apparire fra il pubblico dell'Isola dei Famosi come fidanzata di Den, sinceramente mi sono stupita. Era... posso dire fuori come un attico? Irriconoscibile. Ma si sa che l'amore, la passione, ti travolge e pure ti stra-volge. Sarò sincera. Non ho mai pensato che sarebbe durata. Anzi ne ho avuto la certezza quando si sono sposati a Las Vegas. Pensa un po'. Però una guerra così, senza esclusione di colpi... non me la sarei mai aspettata.

Ripeto. Capisco lui. Difende la sua immagine, come dargli torto? Ci vive. E' un animale da spettacolo, si è visto all'Isola. Un uomo capace di sopravvivere agli anni che passano inesorabili reinventandosi ogni giorno. Eppoi c'è un'ex moglie. Una bambina di mezzo. Casini su casini. Ma capisco anche lei. Una tranquilla ragazza di provincia, innamorata di un personaggio famoso, stregata dalle luci dello spettacolo. Passata dalle vette della popolarità agli abissi della cronaca.

Federica: torna a casa! Non c'è nessuno meglio di me che ti possa capire. Torna a casa. Mettici una pietra sopra. Mi ha stretto il cuore vederti in ospedale ridotta uno straccio e attaccata ad una flebo. Che senso ha farsi la guerra in quel modo? Hai vissuto una storia d'amore saltando sul tagadà e adesso è finita. Non farti ancora del male. Sei una donna forte, sei friulana. Non dimenticare le tue origini. Puoi farcela. Vieni in questa terra che lenisce tutto. Vieni a riposare un po' le ossa fra la nostra gente che ha il buon gusto di farsi i cazzi suoi. Non farti stritolare dai media televisivi. Quelli ti mangiano in testa. Da' retta. Con il tempo ti riprenderai e ricomincerai a vivere. Sei piena di debiti? Tesoro, sei in buona compagnia. L'Italia stessa ha un debito grande come un buco nero. Viviamo tutti con i debiti. Non disperare. Sei giovane, hai tutta la vita davanti. Sei amareggiata? Ti senti svuotata? Lascia Milano. Fuggi dalla grande città dell'apparire a tutti i costi, del morte tua vita mia. Si vive anche senza riflettori. Anzi, sai che ti dico? Si vive meglio. Il quotidiano della gente "normale", se lo vuoi, può essere un importante copione di uno spettacolo teatrale che è la vita. Dove tu sei l'attrice protagonista. Federica, da' retta. Torne a cjase!

26/01/09

Riflessioni teconologiche

Una cosa l'ho capita in vacanza: il silenzio assoluto, la neve che scende copiosa, il tepore di un appartamentino austriaco - che dico tepore, caldo caraibico - e mio marito che rientra dallo sci alle cinque del pomeriggio mi rendono particolarmente fertile di creatività comunicativa. Devo assolutamente procurarmi un Netbook. Samsung o Asus è indifferente, purché mi aiuti a scaricare tutta questa energia pura sulla tastiera.

Sono o non sono una donna tecnologica? Sta' a vedere che uno di questi giorni mi cresce un mouse spontaneo da sotto l'ascella...

18/01/09

Androidi

Uno zapping casuale di domenica pomeriggio alla TV ed eccola lì su Sky, Brigitte Nielsen, 45 anni e 28 operazioni di chirurgia plastica subite per riacquistare una bellezza ormai sfiorita! A parte il coraggio dimostrato per aver affrontato coraggiosamente tutti quegli interventi, il risultato è stupefacente: sembra un androide. Non che non lo sembrasse prima... ma adesso è più vera, come dire... più extra-terrestre di quanto fosse prima dell'operazione. Complimenti allo staff medico che l'ha ridotta così, lautamente pubblicizzati - e immagino pagati - dal reality show "Celebrity Make Over" e alle menti sopraffine che hanno ideato tale barbarie.

16/01/09

Meno di 16 ore alla partenza

Meno di 16 ore alla partenza.
Sto cercando di compilare le mie famose liste di cose da mettere in valigia. Non è una fissa, ma necessità. Ho due ore di tempo per fare da mangiare, pranzare, iniziare la valigia e uscire per due commissioni al volo prima di riaprire lo studio. La voce di mio marito irrompe nei miei intricatissimi pensieri:
«Hai preparato la lista dei medicinali?»
«Non ancora. Perché non la fai tu questa volta?» Lui fugge sempre da questo tipo di compiti. «Amore, sei così brava! Come fai le liste tu... non le fa nessuno.» Il disgraziato fa' dello spirito. «Si, si, prendi pure per il culo. Hai già preparato la borsa per le terme?»
«No, faccio tutto stasera quando rientro dalla riunione.»
«Stasera? Ma non volevi andare a ballare?»
«Amore, che problema c'è? Mica sono lento come te, io.»
«Non farmi dire cose di cui potrei pentirmi» gli rispondo minacciosa con il mestolo in mano. «Io non sono lenta, ho un casino di cose per la testa. Tutte qui, vedi?» gli dico battendomi il mestolo in fronte. «E le devo fare tutte da sola perché qualcuno di mia conoscenza tira indietro il culo.»
«Uhh, che paura. E chi è che manda avanti la "baracca" secondo te?»
«Ridi, ridi. Sai che ti dico? Che se per stasera non finisco quello che devo fare, vai a ballare da solo. Ok? E adesso non rompere le palle che devo finire le liste!»

Meglio stare calma. Ho un sacco di cose da fare e già sento l'adrenalina che scorre a fiumi nelle vene. La valigia non è un problema, devo metterci dentro poche cose perché tutto sommato è vero che siamo in montagna, ma mentre lui scia io starò al caldo a farmi le mie cure termali: bagni rilassanti, massaggi, saune e tanto silenzio. Dio, fammi arrivare sana e salva a domani, mettimi in auto e non se ne parli più! Quindi mi serve: l'accappatoio, due costumi da bagno e un paio di infradito per le terme... aggiungo anche l'ipod e un paio di libri, anzi facciamo tre... un completo di pile, un paio di pantaloni tecnici per il freddo, doposci, scarponcini tecnici, un paio di stivaletti in goretex... un pantalone di fustagno, un maglione, una felpa, tre magliette di cotone... pigiama, ricambi di intimo, ciabatte... il beauty-case... «Guarda che il phon lo porti tu sto giro!» gli urlo dalla cucina mentre scolo la minestra.

La macchina fotografica... uh! devo ricordarmi i calzettoni grossi e le calze in microfibra pesanti... Dov'ero rimasta? Ah, sì: il caricabatteria per la macchina fotografica, per il cellulare e per l'ipod - l'ultima volta l'ho scordato a casa e sono rimasta senza musica - che altro? Inizio a sentire qualche dolorino familiare alle spalle. E' la tensione accumulata in questi giorni. A volte penso che la fibromialgia sia la mia personale punizione divina perché voglio fare troppe cose. Tutti continuano a chiedere "come fai?" ma credetemi, non lo so nemmeno io. Sembro una matta. Anzi, no. Sono proprio fulminata come una lampadina. E devo risolvere i problemi di mezzo mondo. Ho avvertito la scuola che sarei stata assente per sette giorni e che quindi c'erano le lezioni di 6 corsi da annullare. Apriti cielo! Tutti nel panico. Come si fa? Si fa che mi sono già organizzata e ho avvisato tutti gli allievi per tempo. Ah! Tutti sollevati. Però ce ne sono alcuni a casa con l'influenza, sarebbe il caso di avvertirli, no? Silenzio. Telefono casa? Grande E.T.! Silenzio di riflessione: non puoi farlo tu? No che non posso farlo io, cazzo. La scuola scarica le telefonate, io invece me le pago e basta.  Ah! Però se in mia assenza iscrivete qualcuno di nuovo ricordatevi di avvertire che non ci sono. Troppo complicato? Quando torno devo mettermi seriamente a cercare una struttura con meno deficienti...

Ovviamente mentre cercavo di organizzarmi in studio c'è stato un andirivieni pauroso fra clienti di mio marito e clienti mie. Ma sono riuscita ugualmente a fare 18 consulenze, due complicatissimi ordini di prodotti e attrezzatura per la scuola di make up, incontrare due future spose, bere non so quanti caffè con Lucia, che non andava mai fuori dai piedi e tenere a bada mia madre che si lamenta continuamente perché non ci vede da Natale scorso. Ok, se invece di andare a dormire alle 21:00 resti alzata fino alle 23:00 forse combiniamo. Oppure aspetti il nostro rientro dalle ferie. Magari ti avviso quando siamo per strada e ci fermiamo a cena, contenta? Andata! Così ho anche risolto il problema "fare la spesa al rientro dalle ferie perché il frigorifero piange".

Oddio, inizia a contrarsi il fianco destro. Accidenti alla tensione. Ma devo fare in fretta perché il tempo è tiranno. Devo ancora passare in farmacia, ritirare la roba in pulitura, passare dalla sarta che mi ha fatto l'orlo ai pantaloni nuovi e spedire questa posta. Dopo l'ufficio vorrei andare a farmi una lampada - sto tornando color mozzarella di bufala - rientrare a casa, docciarmi, cenare e poi prepararmi per la serata. Uff, che ansia. Dimentico qualcosa? Mannaggia, il blog! «Fregatene del blog. Non muore nessuno se non scrivi per qualche giorno» incalza mio marito versando il caffè «eppoi non capisco, cosa c'è da scrivere? Sei sempre a digitare frenetica su quella tastiera.»
«Amore, il giorno che sarò morta - perché con questi ritmi pazzeschi accadrà presto, ne sono sicura - tutti sapranno, finalmente, qual'è la causa dello schiattamento. Non sarà l'ictus, un infarto o un tumore alle parti molli. Sarà lo stress che mi farà schiattare. Ecco perché continuo a scrivere. Perché resti ai posteri, all'umanità, questa importante testimonianza: "Visse come Wonderwoman e morì schiattata dalle risate" perché il buffo della faccenda è che nonostante sia stanca morta, piena di acciacchi e di dolori, corra come una pazza avanti e indietro, parli da sola e perda pure qualche colpo, mi sto divertendo come una matta!»
«Riposi in pace. Amen».

PS: ... e dopo 7 giorni di terme e godurioso relax tornerò qui a fare il diavolo a quattro! Non mancate.

PS2: ho pubblicato un nuovo banner "Non abbandonarli" nella colonna di destra in basso. Dalla lotta contro l'anoressia sono passata al miglior amico dell'uomo. Che ci sia qualche significato intrinseco? Mah, ad ogni modo cliccateci sopra e visitate il blog collegato. Mandi!

08/01/09

Scuse e chiarimenti

"Sei in ufficio? Passerei da te".

L'sms di Lucia arriva nel mezzo di una lenta mattinata lavorativa. Un ottimo motivo per fare pausa caffè. Venti minuti più tardi entra sparata e si fionda nella mia stanza.
«Volevo scusarmi con te» esordisce guardandomi dritta negli occhi «l'altro giorno mi sono comportata male, non dovevo mollarti al bar, ma mi sono innervosita e ho dovuto andarmene... sai come sono fatta».
«Non ti devi scusare, non è successo nulla» mi alzo e vado verso il corridoio «Caffè nero o con latte?»
«Con latte!» esclama seguendomi alla macchinetta «Mio padre è stato qui?»
«No, non l'ho visto...» le rispondo «perché questa domanda?»
«Lui non sa niente».
«Vorrei ben vedere! Non penserai mica che vada a raccontarglielo io, vero?»
«Nooo. E' che non vorrei incrociarlo, tutto qui». La sua voce è incerta e gesticola nervosamente con le mani.
«Senti, volevo dirti che... ci ho pensato... a quello che mi hai detto. Sì, insomma, hai ragione, su tutto. Niente da dire. Lui è molto più grande di me, potrebbe essere mio padre... ed è anche sposato. So bene com'è la situazione, ma non voglio casini, per me è solo una storiella, un'avventura.»
«Ah, ah»
«Nulla di più».
«Nulla di più? Sei sicura?»
«Ma certo! Non cerco altro. Ci vediamo, facciamo sesso - e che sesso!! - ci coccoliamo e finisce lì. Senza impegni. A me non interessa di lei, di sua moglie intendo. Non ho intenzione di portarglielo via. Solo di usarlo un po'...» Adesso la sua voce è quasi una cantilena infantile. Lucia ha uno strano rapporto con me; mi si è attacccata come una sorella. E' cresciuta senza madre. E' morta quando aveva 6 anni e il padre non si è più risposato. Hanno sofferto entrambi di quel lutto e si sono chiusi in loro stessi senza farsi aiutare. Il risultato è che lui è diventato  asciutto, di poche parole e con modi abbastanza bruschi, lei invece vive in perenne stato di "borderline" alternando ribellione, esibizionismo e atteggiamenti vittimistici. Ma è anche molto intelligente. Una fortuna.

«Sbaglio?» La sua voce squillante mi risveglia da questi pensieri. «Si, sbagli. Lo sai come la penso. Ma chi sono io per giudicare? Ognuno di noi fa i propri errori e impara da questi. Tu non ne sei esente... Sei intelligente e sai perfettamente dove stai andando. Se t'innamori di lui soffrirai e farai soffrire. E' la vita» e mentre le rispondo getto i bicchieri vuoti del caffè «ma questo non ti impedirà di fare cazzate». La guardo e le sorrido. Per fortuna non ho figli.
Per ora...

07/01/09

Lucia

Vi ricordate di Lucia?
Dallo scorso ottobre poche notizie, qualche scambio di sms, una telefonata veloce. Poi, la vigilia di Natale, la notizia arriva con gli auguri, come un fulmine a ciel sereno: "L'ho trovato! Finalmente ho trovato l'uomo con la U maiuscola! Appena ci vediamo ti racconto". Bene, bene, siamo tutti felici. Dove l'ha incontrato? In rete ovviamente. Chattando. Dopo, il silenzio. Il 31 dicembre un sms. Classico: è da lei sparire per lunghi periodi e poi riapparire come niente fosse. Infatti. A gennaio arriva la chiamata: "Ci beviamo un caffè?"

L'appuntamento è in un baretto del centro. La guardo arrivare attraverso i vetri. Cammina veloce con passo sicuro. Nonostante il freddo pungente non rinuncia ad essere sexy e la minigonna rossa, cortissima, spicca sulle lunghissime gambe coperte dalle calze nere. Tacchi alti di rigore. Forse oggi sfiora i 10 centimetri. Come diavolo farà a camminare sul porfido senza ammazzarsi? Beata gioventù. Lucia non è bellissima ma ha tutta la freschezza dei suoi 25 anni. Così come la sfrontatezza.
«Carissima! Come stai? E' un secolo che non ci vediamo!»
«Piccola peste, quella che sparisce non sono io...» rispondo abbracciandola. Il suo profumo mi stordisce.
«E' vero, sono sparita. Ma sai com'è...» ride sbattendo le ciglia cariche di mascara. Il trucco è pesante, stile "troione", direbbe mio marito. E pensare che ha frequentanto il mio corso di automaquillage dove insegno la discrezione nel trucco. Ma lei è così, eccessiva in tutto; impossibile cambiarla.
«Certo, certo. Allora, racconta. Che tipo è?»
«E' a-d-o-r-a-b-i-l-e. Bello come il sole, affascinante, alto, fisico atletico, occhi verdi e denti perfetti. Il mio tipo».
«L'hai proprio trovato allora».
«Si. Mi sono iscritta in una chat due mesi fa ed è stato il primo con cui ho chattato. Ci siamo scambiati i numeri di telefono praticamente subito e quando ho sentito la sua voce... mi sono sciolta» sospira con aria teatrale. Una coppia che beve il caffé al tavolino a fianco segue con interesse la scena. Troppo interesse. «Abbassa la voce. Ma l'hai incontrato così, subito di botto? Cosa sai di lui? Studia, lavora?» le chiedo con curiosità. «Ma no, prima ci siamo raccontati un mucchio di cose», risponde leggera «abbiamo parlato ore al telefono! Comunque, lavora: fa l'imprenditore. E' benestante, ha 45 anni ed è...» si ferma un attimo «...sposato». Il caffè mi va' di traverso, manca poco che me lo verso addosso. «Ma ti sei ammattita? E' sposato» la voce mi muore in bocca «ha ventanni più di te e potrebbe essere tuo padre!» fra l'altro suo padre è anche cliente dello studio, lo vedo spesso. Oddio. «Mi correggo, HA l'età di tuo padre!» esclamo alzando la voce. Questa è matta. «Senti Lucia, non voglio farti la paternale, sai che non è nel mio stile, però mi sembra che ti stai aprendo un bel casino» la guardo ma è evidente che non mi ascolta. «Lu, mi senti?» insisto. «Ti sento, ti sento» risponde abbassando gli occhi «sai che siamo stati a Parigi? Per questo non ci siamo sentite...» alza lo sguardo e il suo sorriso è disarmante. E' già dentro il casino e non ha voglia di uscirne. «A Parigi, ma ti rendi conto? Mi ha portata a Parigi. Ho dormito in un albergo f-a-v-o-l-o-s-o! Sono stati 5 giorni bellissimi, a parte il freddo cane».
«A Parigi... Frena, frena. E la moglie?»
«Chissenefrega della moglie? Non si amano più, sono anni che non fanno sesso».
«Lucia, Lucia. Non fare la stupida. Per lui sei solo un bel passatempo, un po' di sesso e via. Ma tu perdi tempo prezioso!» la incalzo prendole le mani ma lei le ritira. E' infastidita. Non vuole sentire. Insisto. «Magari ha figli piccoli. Lucia, ha anche figli?»
«Ma no che non ha figli. Ti dico che sta con la moglie solo per convenzione. Non si amano più. Lei è frigida, il sesso non le piace, però lavorano insieme. Insomma la moglie non c'entra con noi» risponde infastidita. «Come non c'entra! Adesso la vuoi fare fuori?? E' sposato. Io sono sposata!» mi accorgo che la questione mi sta prendendo parecchio. E se capitasse a me? «Tu cosa c'entri?» mi chiede stupita. «Anch'io sono sposata e se l'altra fossi io? Ma ci pensi? Tu non sai niente di quella donna. Potrebbero essere tutte balle. Chi te lo dice?»
«Tu? Ma tu non sei lei. Insomma, è diverso. Eppoi, no, lui è sincero».
«Si, e io sono la regina Elisabetta II.»
«Senti, devo andare. Ti chiamo» si alza di scatto e si avvia all'uscita.
«Lucia, aspetta» ma lei è già in strada.


Commenti:

07 Gennaio 2009 - 15:41
 
Non so se è più stronza lei che chatta con gli uomini maturi o lui che racconta balle per portarsela a letto. Anch'io sono sposata come te e avrei reagito allo stesso identico modo. Ma come si fa? Potrebbe essere mia figlia... ma non si rendono conto queste ragazze che intromettendosi in una coppia c'è solo da perdere? La scusa della moglie frigida non regge, puzza di fritto... secondo me la moglie non immagina nemmeno il bastardo che le dorme accanto! roberta
 
07 Gennaio 2009 - 18:18
 
Lui è una merda umana, lei una stronzetta che la dà via facilmente, ma perché non capitano a me queste fortune? Eh? xhanx

08 Gennaio 2009 - 20:34
 
Ognuno deve sbattere con la propria testa contro i propri errori e abbagli, soprattutto quando sono così evidenti... agli occhi degli altri, ovviamente...e rompersela... purtroppo non lo si può evitare cercando di mettere in guardia... e' così in genere... ahimé!!! tres


09 Gennaio 2009 - 18:47
 
Di stronzi così è pieno il mondo. Il mio (marito) se l'è data l'anno scorso con una più giovane di me (15 anni di meno) diceva che aveva le palle piene di responsabilità, moglie e figli (tre) voleva vivere alla giornata, godere l'avventura! Il bastardo! Adesso scopro che l'avventura è gravida di 4 mesi (non male per uno che fuggiva dalle responsabilità) voglio vedere se molla anche lei. auguri...sonosingle
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