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30/07/08

Lavoro: quale look?

Come dicevo nell'articolo sulla "prima impressione", l'immagine lavorativa è molto importante, soprattutto se volete fare carriera! Vediamo allora insieme qualche look professionale per il mondo del lavoro. Il completo che vedete nell'immagine qui sotto è costituito da colori sobri e neutri. Il pantalone è a vita alta quindi slancia e snellisce anche "le piccoline" e quelle con i fianchi "pienotti". E' un modello classico, che non va' fuori moda, quindi se li trovate anche in colori diversi, come nero, blu e marrone, acquistateli con tranquillità perché fate un affare! Da evitare per l'ufficio - soprattutto se lavorate a certi livelli, come ad esempio in banca - i modelli a vita bassa che lasciano fuori l'ombelico così come i "pinocchietti" alla Brigitte Bardot, molto fashion ma poco adatti al contesto. Meglio indossarli nel tempo libero. Il giacchino corto contribuisce a slanciare la figura e il colore dona molta luce al viso. La camicetta con collo a jabot rende il tutto elegante senza eccessi. Perfetta la manica lunga o a tre quarti e lo scollo all'americana che lascia scoperta una parte di spalla. Se al posto della camicetta volete portare un top molto scollato, o una canotta, ricordate che per essere "formali" non potrete togliere la giacca. Quindi se fa molto caldo, occhio agli abbinamenti.

Immagine tratta da Spiegel

Anche il robe manteaux  - abito usato in inverno e in primavera, diritto o sciancato, abbottonato sul davanti, o a doppiopetto, con collo e revers a uomo - è un classico da ufficio spesso sottovalutato. E' un capo che pur essendo molto femminile comunica efficienza e professionalità. Non passa mai di moda e se non lo trovate nei negozi è comunque facile farselo fare da una buona sarta.

Fonte sconosciuta

Fonte sconosciuta

29/07/08

Il tacco che dà scacco!

Le scarpe con il tacco alto hanno un grande potere seduttivo; sono sexy, slanciano e rendono molto femminile il nostro incedere. Alzi la mano chi non ha mai "sbavato" davanti a un paio di Manolo Blahnik? Be' sbavato forse no, ma svenute sì, visti i prezzi.
E allora a noi. Se siete dotate di gambe piuttosto "in carne", con caviglia forte e polpaccio da terzino, ci sono alcune regole che dovete tener presente prima lanciarvi nello shopping. La regola è semplice: gambe forti tacco forte (cioè largo), gambe sottili tacco sottile. In questo modo le proporzioni fra tacco e gamba si compenseranno mimetizzando gli eccessi. Per quanto riguarda l'altezza invece, il tacco minimo è 5 cm. - ebbene sì, spiacente per le amanti del "rasoterra" ma la salute della schiena richiede un tacco minimo fisiologico - mentre il massimo è 7-8 per il giorno e 9-10 per la sera.

Simbolo di femminilità e seduzione, la scarpa con il tacco alto è da sempre presente nell'immaginario erotico maschile. Noi donne lo sappiamo bene. Ma quello che spesso ignoriamo è ciò che gli uomini pensano del tacco e cioè che, da amico fedele, può diventare all'improvviso nemico acerrimo e comunicare al mondo un messaggio preciso: sono una signora - cioè over 40 - e mi piace la comodità, sono una donna di classe e lo sottolineo con un incedere elegante, oppure sono un troione (e non lo sapevo!). E' risaputo che il tacco slancia. Slancerebbe anche una zampa di porco! Ma quanta fatica si fa per quella manciata di centimetri in più? Senza rendersi conto, fra l'altro, che sono proprio quei centimetri a fare la differenza.


La "signora" (a prescindere dall'età anagrafica) porta sempre scarpe con tacco medio di 4 o 6 centimetri di altezza e sufficientemente largo per dare conforto alla postura. La punta è comoda, spesso arrotondata o quadrata; il modello - sia decolleté, sia sandalo - abbastanza sobrio. La "donna di classe", invece, predilige altezze dagli 8 ai 10 centimetri e tacchi rigorosamente a spillo. Questo conferisce alla camminata un movimento ondeggiante che evidenzia il fianco e che costringe alla lentezza del passo. I modelli sono originali, scelti con grande cura e ovviamente abbinati alla borsetta.

E il troione? Apriamo un capitolo pietoso. Il troione indossa sempre modelli inadatti, sia alla sua andatura che al momento della giornata. Più che camminare direi che si "arrampica" sui tacchi alti con incertezza e pendenze pericolose. Sceglie sempre scarpe di altezze vertiginose, sopra i 10 centimetri, corredate di plateaux. Si muove sgraziata, con le ginocchia piegate, e non brilla certo per classe ed eleganza.


Sono il must dell'inverno 2009! Le francesine - da non confondere con le calze autoreggenti, che adoro - sono scarpe sportive stringate tipicamente maschili. Si presentano accollate e con la mascherina che si allaccia sul collo del piede. Proprio grazie a questa forma sono molto stabili per la camminata e perfette per la stagione invernale, ma non sono adatte a tutte! Richiedono infatti caviglie sottili e gambe slanciate, soprattutto se abbinate alla gonna. Se non appartenete a questa fortunata categoria di donne, meglio indossarle sotto i pantaloni. In tutti gli altri casi, via libera a francesine di tutte le fogge e pellami - dal vitello spazzolato per il giorno, al camoscio, alla vernice per la sera - abbinate a calze opache e coprenti in tinta.


E voi, che tipo di donna vi sentite? Ah, precisiamo: per qualsiasi controversia sul suddetto articolo, non prendetevela con me. Io ho solo riportato il pensiero maschile. Però amerei sentire un vostro parere spassionato.

22/07/08

Consigli per una buona impressione

Come già accennato, gli abiti, lo stile personale, i colori che indossate, sono elementi che rivelano il carattere e la vostra personalità. E i codici di comunicazione cambiano se li accostiamo al mondo del lavoro - dove i codici gerarchici dell’immagine sono ben definiti - oppure al tempo libero. Se poi uniamo una forma fisica "procace" e tutta curve (mi riferisco alle donne) ad una bellezza appariscente, le cose si complicano. Facciamo un esempio concreto? L'ambiente lavorativo è costituito all'80% da uomini. Voi, siete ragazze giovani, carine e spesso vi fanno i complimenti per la vostra avvenenza. Bene! Se volete esser prese sul serio e dimostrare quanto siete professionali, dovrete "mortificare" (perdonatemi il termine) la vostra femminilità a favore di un'immagine "asettica", rigorosa e decisamente maschile.


Quindi, niente decolleté con tacco vertiginoso a spillo e in colori sgargianti - ricordo a proposito una puntata molto divertente di Dr. House nella quale il nefrologo criticava una giovane dottoressa, molto professionale e competente, per le sue decolleté verdi, asserendo che una donna che lavora indossando scarpe alte, alla moda, e di quel colore, è troppo frivola e poco pratica. Infatti avrebbe dovuto portare scarpe più basse e pratiche per comunicare efficienza - sì a scarpe con il tacco basso come i mocassini, da scegliere nelle tinte classiche: nero, blu, marrone, beige.  In estate e nei periodi caldi scegliete sempre sandali a punta chiusa oppure modelli che raccolgono il piede, lasciando infradito e ciabatte al tempo libero! Eviterei anche accostamenti particolarmente modaioli come questi "Piedi in frac" di Ohmyshoes.






No alle chiome gonfie e boccolose - così femminili - sì alla coda di cavallo legata bassa (perché alta fa troppo studentessa del college) sì ai raccolti come lo chignon (rivisitato a corretto però, non acconciatevi come nonna Abelarda!), sì a tutto ciò che prevede i capelli legati. Cliccate qui per vedere come creare dei perfetti chignon. La parola d'ordine sarà ordine ed efficienza!

Abituatevi ad indossare colori neutri e scuri perché proiettano autorità. Bene quindi i colori come blu, grigio e marrone. Ok ai tailleur pantalone o a quelli con gonna (rigorosamente al ginocchio o qualche centimetro sotto) con giacca mono o doppio petto portati con una camicetta o una maglietta non troppo scollata (più pelle mostrate, più potere perdete). Sì ai tessuti rigidi, no ai golfini di cachemire che suscitano voglia di tenerezza. Se vi piacciono i pullover sceglieteli con collo alto "dolce vita" che che comunicano: inavvicinabile, distante, indifferente, e agiscono da "barriera", soprattutto se di colore nero. Evitate i bijoux troppo vistosi e alla moda; meglio optare per orecchini punto luce che vi valorizzano senza frivolezza o un filo di perle che fa' subito "bon ton". 

21/07/08

Controfigure

Detesto la banalità di certe frasi buttate lì... mi fanno incazzare. Non capisco perché certe persone debbano infastidirsi se ho voglia di festeggiare il compleanno. Ma cosa gli tolgo? Ecco un esempio dell'altro giorno, parlando con un conoscente.

- Venite a bere qualcosa venerdì?
- Ti ringrazio, ma venerdì ho il compleanno e faccio una festa a casa.
- Ma come, festeggi ancora il compleanno?
- ? Certo! Perché non dovrei? C'è un'età limite per festeggiare?
- No, no. Dicevo così. Io è una vita che non festeggio...


Cavoli tuoi. Cavoli tuoi se hai una vita triste e banale. Se non hai motivi per rallegrarti. Ma io che c'entro? Ho voglia di far festa, sì. Ho voglia di condividere il giorno in cui sono nata con gli amici più cari. Perché sono felice d'essere nata. Perché sono felice d'essere viva. Perché ho tanti motivi per ritenermi fortunata. Dio mi ha dato grandi doni e solo per questo dovrei ringraziare tutta la vita! E tu continua pure a vivere come un fantoccio, lamentandoti di ciò che non hai, lamentandoti del lavoro che ti pesa perché non lo ami, lamentandoti della famiglia che ti stressa, della noia che ti attanaglia. Se ti piace vivere senza passione, come la controfigura di te stesso, fallo pure! Ma fallo in silenzio.


17/07/08

E' tornata la Gin!

L'altra sera davanti al computer.

- Cosa stai digitando in modo frenetico sulla tastiera? Sto guardando la tv e mi arrivano i ticchettii delle tue dita fino al cervello.
- Sto aggiornando il mio blog.
- Stai aggiornando cosa?
- Il mio blog. Blog: deriva da weblog, log in rete. Ma non sai mai niente?
- Faccio il commercialista, io!
- E' un neologismo... Si, vabbe'. (che fatica) Praticamente è un diario elettronico su web. O come scrive Luisa Carrada è "Un luogo per pensare."
- E quindi??
- Quindi, scrivi dei post, li pubblichi online e gli altri commentano.
- Gli altri chi?
- Quelli che si prendono la briga di leggere.
- E tu cosa scrivi?
- Di me, della mia vita. Di quello che ho vissuto. Rifletto insomma: ho un sacco di cosa da raccontare.
- Non durante le ore di lavoro, spero.
- Ovviamente. Butto giù delle bozze sul bloc-notes e poi la sera incollo nei post. Il problema è fare ordine nelle idee. Ti faccio vedere. Ecco questa è l'homepage.
- Ma guarda come passa il tempo mia moglie. E chi ha fatto tutto questo?
- Indovina? Io, no? Vedi, qui incollo il testo...
- Ah, ma scrivi usando il tuo nome!
- E certo! Ricordi le parole di Stefano? E la Gin? Che fine ha fatto la Gin? Ecco: la Gin è tornata! E ha una gran voglia di scrivere.
- Vedo, vedo. Quindi scrivi... Occhio a quello che fai però, Topo. Non vorrei portarti le arance in carcere!
- Ma va'. Cosa vuoi che scriva? Roba mia, no? Potrò raccontare la mia vita... o no?
- Qui mi sembra che stai facendo nomi e cognomi però.
- Sì ma li ho cambiati per non renderli riconoscibili.
- Continuo a non vedere l'utilità di questa cosa... Guarda che ti tengo d'occhio, Topo. Se mi trascuri il lavoro per questa roba...
- Che palle! Va'! Vai a vedere la tv, che ho da fare! Mi fai perdere la "vena creativa".

Mio marito è perplesso. Lui è così poco tecnologico che non capisce queste mie necessità. "Ma il blog, come dice la Carrada, è un palcoscenico che sembra fatto apposta per il gioco delle identità. Si può essere se stessi anche indossando una maschera, chiamandosi con un altro nome... " Ed io è già troppo tempo che sto in "astinenza da palco"...


16/07/08

Fitball vs fibromialgia

A gennaio 2008 ho cambiato fisioterapista (è stato un cambio di emergenza che poi si è rivelato vantaggioso) e contemporaneamente mi sono messa alla ricerca di un insegnante di Pilates. Avevo letto in rete che questa disciplina è utile in caso di fibromialgia. Ma sembrava che nella mia città si fossero messi tutti a fare Pilates contemporaneamente! Non c'era un buco libero. Da nessuna parte! Tutti fibromialgici? Oppure, solo una nuova moda da seguire? Chiedendo a destra e a manca trovai un'alternativa al metodo Pilates:  la pancafit che iniziai a fare una volta alla settimana, in pausa pranzo, con una osteopata e terapista della riabilitazione molto brava. Lo scopo era quello di allungare i muscoli utilizzando il metodo dell'allungamento muscolare globale decompensato combattendo così le tensioni e le contratture. Nel giro di due settimane la situazione iniziò nettamente a migliorare. Le sedute diventarono due e al pancafit affiancammo anche esercizi di ginnastica posturale metodo Mezieres. Il mio corpo reagiva bene ma era chiaro che non avrei potuto fare queste sedute nel suo studio per tutta la vita. Bisognava trovare il modo di proseguire il programma anche a casa, da sola. A quella santa donna venne in mente di insegnarmi una serie di esercizi di rilassamento e allungamento utilizzando il fitball. Che fra l'altro producono qui in Friuli ad Osoppo.

Cos'è il Fitball?

"
Il fitball - dice Arrigo Giombini, responsabile del Servizio di riabilitazione e ricondizionamento dell'Istituto di Scienza dello Sport del CONI - è in pratica un pallone di PVC ripieno di aria... che sfrutta in modo dinamico l'assetto posturale più utilizzato nelle attività quotidiane: la posizione seduta. La palla, infatti, restituisce all'individuo la spinta derivante dal peso corporeo sotto forma di energia e questa viene utilizzata per muovere tutte le masse muscolari del corpo, quasi in assenza di gravità. Questo aspetto è molto utile perché le articolazioni possono essere "sciolte" senza i sovraccarichi derivanti dal peso e la loro mobilità può essere recuperata oppure ampliata senza rischi di lesioni o microtraumi". "L'elasticità che il fitball ridona a tutto il corpo - prosegue l'esperto - è un toccasana anche per coloro che, costretti a passare parecchie ore al giorno seduti davanti a una scrivania o in macchina, lamentano infiammazioni, tensioni e contratture dolorose della colonna vertebrale, quali ad esempio il "colpo della strega", l'infiammazione del nervo sciatico o, più semplicemente, il comune mal di schiena ". Leggi qui se vuoi approfondire.




Questa palla mi ha ridato finalmente il sorriso. Me ne sono comprate due, di grandezze diverse. Adesso, quando mi sento tesa e dolorante - in qualsiasi momento del giorno - mi stiracchio come un gatto sulla schiena o sulla pancia cercando i doloretti da tensione e mi allungo. Nel giro di cinque, dieci minuti, le tensioni passano ed io mi sento "a posto". Sto pensando di acquistarne una anche per l'ufficio, in sostituzione della classica sedia. Pare sia un toccasana per la vita lavorativa. Guardate un po' questa palla-sedia, sembra un oggetto di design!

10/07/08

L'importanza del sonno

Dopo giorni passati a consultare pagine web mi ero fatta un'idea precisa della "bestia". Per prima cosa avevo capito che la stanchezza diurna era causata dai disturbi del sonno. Praticamente la fibro impedisce ai centri nervosi di "staccare" mantenendo uno stato costante di sonno leggero senza entrare nella fase profonda, dove il corpo si rilassa. Avevo disperatamente bisogno di dormire con qualsiasi mezzo!


magnesio_supremo2Il primo fitocomplesso che ho preso, sotto consiglio medico, è stato Neurapas con il quale mi sono subito trovata bene. Prendevo due compresse il pomeriggio e la notte dormivo bene. Sono andata avanti così alcuni mesi, integrando con forti dosi di magnesio. Perché il magnesio? Perché è un elemento indispensabile per l'equilibrio nervoso e per la trasmissione degli stimoli elettrici. Agisce inoltre da catalizzatore per i muscoli: in carenza di questo minerale i muscoli si contraggono producendo spasmi e crampi. Comunque, se fate una semplice ricerca su Google troverete moltissime informazioni utili al proposito. Io lo prendo da moltissimi anni, sin da quando danzavo a livello professionale. Quello con cui mi trovo meglio e che posso dosare con facilità è Magnesio Superemo di Natural Point. Lo prendo sempre, tutti i giorni: un cucchiaino sciolto in un po' d'acqua tiepida. Nei casi gravi - quando mi irrigidisco e ho dolore - arrivo anche a due o tre cucchiaini. L'organismo lo assorbe subito e quello che non serve lo elimina attraverso l'intestino. Quindi occhio alle dosi se non volete passare la serata al bagno!
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