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01/10/08

Il corso di Make Up

Ottobre è un mese intenso.
Oltre a ritrovarmi sulle spalle un carico lavorativo non indifferente - inizia il periodo duro in studio - partono anche i miei corsi di formazione per adulti. Lunedì scorso ho inaugurato quello di "Make Up", a tutti gli effetti un corso di auto-maquillage che insegna alle donne a valorizzarsi utilizzando le regole del trucco. Il percorso si sviluppa nell'arco di 8 mesi, fra ottobre e maggio, e gli argomenti che tratto sono così suddivisi:

Preparazione teorica
  • Presentazione introduzione al trucco; effetti psicologici e influenza sul carattere.
  • La pelle: struttura, funzioni, tipologie e problematiche. 
  • Segreti di bellezza: la bellezza inizia da dentro; stile di vita e dieta per una pelle sana e luminosa.
  • Cura e mantenimento della pelle: detergenza quotidiana, pulizia casalinga con prodotti cosmetici e di trattamento; consigli per gli acquisti.
  • Dall'estetista: pulizia del viso e trattamenti estetici.
  • Dal dermatologo: quando e perché andare dal medico. I trattamenti medico-estetici. 
  • La cosmetologia e il cosmetico: le funzioni dei cosmetici, composizione, principi attivi e materie prime; leggere le etichette e capire l'INCI; i cosmetici naturali e quelli di sintesi; allergie e allergeni nei prodotti cosmetici. Pelle, abbronzatura e fototipi. Consigli per gli acquisti.
Attrezzatura
  • Prodotti per il maquillage: i cosmetici indispensabili per la buona riuscita del make up; scelta del fondotinta, tipo, colore e tonalità; uso dei correttori; polveri di fissaggio, cipria e polvere di riso; le polveri compatte colorate, fard, terre e ombretti; matite occhi e labbra; rossetti e lucidalabbra; mascara e eye-liner. Consigli per gli acquisti.
  • Le sopracciglia: perché sono così importanti. Un po' di storia: le influenze della moda e le modifiche nel corso degli anni. Struttura: arco sopraccigliare e forma ideale. Strumenti e prodotti per depilare e truccare le sopracciglia; attrezzatura per il trucco con polveri, matite e pennelli. 
  • Attrezzatura per il trucco: gli strumenti di base, pennelli, porta pennelli, piumini, spugnette, temperamatite, igiene e manutenzione. Consigli per gli acquisti.
Pratica
  • Le regole del trucco: posizione e luce ideale per l'esecuzione del trucco; preparazione del piano di lavoro.
  • Valorizzare il volto: concetto generale di trucco; le regole di Leonardo Da Vinci; struttura del viso e morfologica.
  • Trucco neutro e naturale: preparazione della base, piccole correzioni, applicazione cosmetici; esecuzione pratica.
  • Trucco correttivo: correzioni del viso, volumi, discromie e correzioni cromatiche; regole ed esecuzione pratica. 
  • Il camouflage.
  • Trucco delle sopracciglia: esecuzione del fondo di base, disegno ed esercitazione pratica.
  • Colorimetria: il colore e la teoria del colore metodo CMB, colori caldi e colori freddi; la luce e l'ombra, l'uso del chiaroscuro; tipologie cromatiche, colorimetria e make up. 
  • Trucco colorato: scelta dei colori, regole ed esecuzione pratica.
  • Il trucco per chi porta occhiali e/o lenti a contatto.
  • Approfondimenti : applicazione pratica prodotti, correzioni e fissaggio. Trucco dell'occhio e della bocca. 
  • Trucco da sera.
Questo corso riceve ogni anno così tanti consensi che devo moltiplicarlo in più giornate. Le classi sono abbastanza numerose, dalle venti alle venticinque persone, e l'età media delle partecipanti va dai 25 ai 60 anni. Quando ho iniziato ad insegnare il make up alle donne non avrei mai pensato di raggiungere questi risultati. Provenivo infatti dai corsi per modelle dove s'incontrano adolescenti di 16, 18 anni. In quel settore il trucco è spettacolarizzazione, moda del momento. Mentre le donne così dette "normali", hanno esigenze molto diverse! Per loro il trucco è un traguardo fatto di autostima, sicurezza, gratificazione e successo. E il loro successo è la mia soddisfazione personale.

27/09/08

Colta in fragrante adulterio

Mi stupisce scoprire quanti amici leggono questo blog.
E' un fenomeno in crescente espansione.

Me ne stavo spaparanzata sul divano, quando squilla il cellulare e sento dall'altra parte: Hai già fatto il bagno nella rosa selvatica? Roba che mi va storto il panino. Macchecavolo! Al mio muto stupore è seguita la risata fragorosa della mia amica Anna. Beccata in flagrante. Ecco, da un certo punto di vista, sapere che ti leggono è divertente, ma dall'altro è inquietante. Le notizie viaggiano troppo veloci.

Così, ho dovuto confessare quante schifezze ingrassanti ho ingurgitato nelle ultime due ore. In realtà, più che ingrassanti, sono cibi tabù. Almeno per me. Ebbene sì, ho un sacco di problemi alimentari. Sono allergica alle graminacee (ciò significa che non posso mangiare agrumi, pomodori, kiwi, anguria e melone), agli acari (quindi niente insaccati e derivati delle farine), ai solfiti (che sono presenti nella birra, nei vini, soprattutto bianchi che adoro, nei succhi di frutta, nei biscotti, nelle marmellate, nella frutta secca, nei piatti pronti e tutti quegli alimenti industriali che necessitano di esser conservati) e al nocciolo. E' sufficiente? Praticamente una vita di m. Che ogni tanto ho bisogno, anzi la necessità impellente, di trasgredire. Cosa diceva Oscar Wild a proposito delle tentazioni? Ecco, stasera mi sono fatta una buona dose di sostanze allergeniche.

Mi sono sparata un filoncino di pane (rigorosamente senza conservanti, dice la confezione) caldo da forno, ripieno di prosciutto cotto, fette di montasio e salsa di maionese (una libidine) che poi ho bis-ato con un altro filoncino di pane ripieno di prosciutto crudo di Sauris (che in relazione al cotto ha meno acari, eh!). E ho masticato con calma, sentendo la salivazione che apprezzava. Dio che emozione il panino. Un capolavoro per il palato. Semplice, economico, sano... E mentre addentavo boccone su boccone la mia mente allontanava quel brutto pensiero: domani mattina seduta sulla tazza del cesso a dare il peggio di me.

24/09/08

Questione di peli

Ricordate il discorso sulla prima impressione riguardo all'ordine e alla pulizia? Uno degli argomenti più importanti - e da non sottovalutare  - è quello dei peli superflui. Un problema, ahimè, tipicamente femminile - anche se da qualche anno inizia ad affliggere anche il mondo maschile.

I peli sono una gran seccatura soprattutto quando sono sul viso, un "primo piano" importantissimo sul quale si ferma l'attenzione di chi ci incontra per la prima volta. Esistono molte tipologie di depilazione che consentono di estirpare la peluria con facilità e senza spendere una fortuna, ma sembra che per alcune donne il problema non esista! Mi riferisco ai baffetti e ai peli sotto le ascelle, che sono più visibili. Mi capita spesso di parlare di peli durante il mio lavoro. Quando vado nei licei a tenere corsi sul portamento incontro molte ragazze vestite alla moda, truccate in modo allegro (cioè vistoso) e con... il baffetto da sparviero! E quando chiedo loro il motivo di tanto orrore, candide mi rispondono:

- li decoloro
- ho paura della ceretta
- se li tolgo poi diventano ancora più grossi
- ci sono affezionata
- mamma non vuole

Donna baffuta sempre piaciuta? A parte il fatto che il pelo schiarito pasticciato con il fondotinta è a dir poco osceno, vorrei ricordare che il baffo trattato con la crema schiarente, soprattutto se i peli sono "abbondanti", si nota parecchio, e l'effetto sotto il sole o sotto le luci artificiali è micidiale. Meglio, quindi, optare per una ceretta a caldo o a freddo. Ad esempio, esistono in commercio piccole strisce cosparse di cera che vanno applicate direttamente sulla pelle e strappate con gesto deciso (contropelo). Sono miracolose. E non venitemi a dire che fanno male: c'è di peggio nella vita! E lasciate perdere la leggenda del pelo che cresce più grosso e più folto dopo la depilazione: è di infame provenienza materna. Le madri, pur di non perdere la verginità delle figlie, racconterebbero qualsiasi barzelletta. Piuttosto, evitate di fare la ceretta prima di uscire per una serata importante - perché la parte depilata si arrossa e a volte reagisce buttando fuori dei fastidiosi brufoletti temporanei - e scegliete un momento più adatto allo scopo, tipo prima di andare a dormire, così il mattino dopo sarete pronte per il make up. Salterò ogni ulteriore commento sulle frasi "ci sono affezionata" (ma come si fa ad affezionarsi ai peli? Bisogna essere perversi!) e "mamma non vuole" (chissà quante cose non sa mamma, che tu fai ogni giorno...). Per i peli non ci sono scuse!

Un discorso a parte, invece, va fatto per la peluria sotto il mento.  La comparsa di peli lungo le basette o sotto il mento può essere causa di modificazioni ormonali legate, ad esempio, all’assunzione della pillola anticoncezionale. In questo caso è meglio ricorrere alla depilazione definitiva (come l'elettrocoagulazione o il laser) che va fatta in istituto o dal proprio dermatologo di fiducia.

Ascella depilata o pelosa? I cespugli sotto le ascelle non sono solo un problema estetico-tribale, ma anche un problema di pulizia. I peli infatti trattengono batteri, sudore e umidità e spesso, in mezzo a tutta quella boscaglia, proliferano anche i funghi. Meglio risolvere il problema alla radice e tenere le ascelle depilate di frequente, anche solo con il rasoio. Avrete meno problemi con l'abbigliamento (togliere le macchie di sudore richiede una laurea in chimica), riducendo l'effetto "ascella pezzata", e l'odore sarà piacevolmente attenuato. Questo discorso vale tanto per le donne che per gli uomini, mi raccomando. E vorrei ricordare ai signori maschietti che la virilità non si misura dalle ascelle pelose e puzzolenti - come sento dire in giro - ma da ben altro! Soprattutto se fate vita sociale. Depilatevi quindi con serenità. Se invece vivete come eremiti nei boschi, be' allora sono affari vostri e della vostra compagna...

Un ultimo consiglio per le donne che si depilano le gambe solo in previsione di un "incontro galante". Siate più generose con voi stesse. L'ordine e la pulizia del corpo combattono il malumore e la depressione da "astinenza". Dedicare del tempo a voi stesse vi aiuterà ad accrescere l'autostima. Eppoi, può sempre capitare un incontro improvviso! Mai porre limiti alla provvidenza.



Commenti


24 Settembre 2008 - 17:38
 
gli uomini misurano la propria virilità in base al numero di peli. spesso sono orgogliosi della propria virilità.
e alle donne piacciono gli uomini pelosi, fanno più maschio (per me fanno solo più sporco).se le donne non amassero gli uomini pelosi, in una settimana tutti gli uomini del mondo sarebbero depilati. alicetransbz

25 Settembre 2008 - 17:44
 
Io non mi depilo mai sulle gambe, ne ho pochissimi e li lascio stare perché è vero che poi ricrescono più folti, lo sò perchè a una mia amica è successo. Ne ho di più sulle braccia ma anche quelli li lascio li e non li tocco. Baffi non li ho. Ciao! Biba

26 Settembre 2008 - 11:56
 
Argomento delicato!!! Io proprio non capisco quelle che fanno la ceretta solo d'estate? Ma perché? In inverno la gamba pelosa va bene? Mah?! Invece gli uomini glabri proprio non mi piacciono! ciao, pasadena

27 Settembre 2008 - 13:46
 
buffo...recentemente mi guardavo le ascelle e mi sono chiesto come sarebbe se le avessi depilate....mi trattiene un atavico senso di maskolinità...comunque uso bene il deodorante e non mi pare di puzzare più di una signora!!!Tanto per restare in tema consiglio a tutte le gentili donzelle di guardarsi il film "Caramel" ..... passando dalla depilazione trattasi di un film al femminile di una delicatezza fuori dal tempo.....che si basa più sulle cose non dette...senza inutili scene di sesso ma con sottile erotismo...una rosa nel deserto. burp65

08 Dicembre 2008 - 01:07
 
tutte idiote con sta cosa che i peli facciano sporco, è un ormai vecchio luogo comune che ha rotto tre quarti di minchia. Un maschio con le ascelle depilate mi fa cacare (molle). ANCHE il pelo è sinonimo di virilità, mie care, non solo il pelo, ma anche lui. Grande cacata pure l'asserzione in base alla quale tra i peli delle ascelle vi sarebbero proliferazioni di funghi e batteri: siamo arrivati al 2008 per scoprire questa nuova fesseria/cacata? Fino ad oggi abbiamo girato con i funghi addosso, senza neanche saperlo? Mi pare improbabile. E poi aaabbella (cojona) vivici tu nel bosco e non rompere li cojoni! E statte bbbona, ché la vita sociale la faccio pure col pelo ascellare. Che di sovente mi viene leccato..!

23/09/08

Rimini 1988 - capitolo 4

Andrea, il cuoco, era un bel ragazzo: alto, biondo con il fisico atletico. Nonostante siano passati tanti anni, ricordo ancora bene la sua tartaruga addominale. Avevamo avuto una storia breve: un flirt di una settimana o due. Sì, ecco... sapete com'è; l'estate, il senso di libertà, i turisti... le occasioni non mancavano! Ma non ricordo perché finì. Comunque, lo ospitammo volentieri in appartamento e all'inizio non creò alcun tipo di problema. Era tranquillo e faceva i cavoli suoi. Ma in agosto, forse perché eravamo in troppi, o forse perché gli animi erano già abbastanza "caldi" ed irritabili, scoprii con dispiacere che il bel figliuolo aveva l'abitudine di mettere le mani fra la mia roba e di indossarla. Un giorno gli vidi addosso la mia cintura di cuoio intagliato (poverino, gli cascavano i jeans); due giorni dopo lo vidi con la mia maglietta targata USA (aveva finito la biancheria pulita)... E che diavolo! Ero davvero seccata. Avevo scritto forse in fronte: fate bene sorelle? Eppoi si prende la roba così? senza chiedere? Non capivo se stava cercando la mia attenzione, oppure se fosse semplicemente stronzo!

La battaglia iniziò all'improvviso. Aveva preso il vizio di rientrare con degli amici a mezzanotte per farsi due spaghi in allegria. Peccato che poi nessuno di loro riordinasse e i piatti restavano nell'acquaio... in attesa di qualche anima pia che li lavasse. Una mattina, cioè un pomeriggio perché erano già le 14:00, mi accorsi che nel lavello, fra i piatti, si era formata una coltre di muffa. ORRORE!  Cacciai un urlo di stizza che svegliò le mie coinquiline chiamando tutti a rapporto. Così non poteva continuare, bisognava prendere provvedimenti: l'uomo andava punito. E l'avrei fatto personalmente. Lo attesi al varco in serata e iniziai con lui un'accesa discussione. Gli elencai tutti i comportamenti che ritenevo "poco ortodossi" e alquanto inappropriati, ma lui replicò che volevo buttarlo fuori solo perché ero gelosa! Gelosa?! Di chi? Della rossa con cui stava uscendo... Quella frase provocatoria fece scatenare l'ira funesta che covava dentro la mia pancia. Caccia un urlo: sei uno strooonzo! Lui mi ignorò e per tutta risposta andò a farsi la doccia. Lo seguii battagliera nel bagno, decisa ad andare fino in fondo. Spalancai la porta e continuai imperterrita a urlargli che se ne doveva andare. Adesso! Aveva passato il limite. Ripensando a quella scena mi rendo conto che era a dir poco surreale. Lui, nudo come un verme, sotto l'acqua, tutto insaponato che inveiva contro di me con occhi di fuoco. Io, con la faccia da matta che urlavo sulla porta. Proprio un bel quadretto. Barby cercava di calmarmi e allo stesso tempo teneva gli occhi bassi di fronte a quella nudità. Ester... rideva e ammirava compiaciuta, probabilmente pensando che gli era sfuggito un bel pezzo da '90. Vabbé avete capito. Le svedesi si guardavano attonite. Alla fine dovette intervenire il titolare del locale, il quale con le buone lo invitò ad andarsene prima che mi pigliasse un infarto.
Continua: Rimini 1988 - capitolo 5

15/09/08

Problemi d'immagine

Stamattina ho ricevuto una mail interessante.

Una ragazza di Pescara mi scrive: "... ho letto il post sulla prima impressione che mi piacerebbe molto mettere in pratica ma non so da dove cominciare! Il fatto è che sono in sovrappeso di kg. 15 e non so più dove sbattere la testa per buttarli giù. ...Sono in cura da qualche mese da un dietologo ma i risultati sono lenti e mi sto deprimendo. Non entro nei vestiti, non chiudo le cerniere dei pantaloni, esplodo nelle t-shirt ma non sono gonfia, sono solo grassa. Ormai rinuncio anche a guardarmi allo specchio... è uno schifo... dovrei fare dell'attività fisica ma sono sempre stanca... forse sono troppo pigra. Vorrei sentirmi carina e magra ma proprio non ci riesco. L'unica consolazione è l'abbronzatura che mi è rimasta dalle ferie. Ma fra poco andrà via anche quella. ...è possibile fare una buona impressione quando ci si sente un cesso? Grazie di avermi ascoltata. Se c'è qualcosa che puoi dirmi te ne sarò immensamente grata."

Ecchecivuole? Vuoi una mano? Sono qua per questo. Mia cara ragazza, innanzitutto calmati e respira. Capisco che ti senti depressa e confusa, ma se ti agiti così non andrai da nessuna parte. Hai troppi obbiettivi da raggiungere ma non hai fissato traguardi! Mi racconti che devi perdere 15 chili, ma in quanto tempo? Se sei seguita da un bravo dietologo saprai che per raggiungere dei risultati ci vuole tempo e pazienza. Ma tu sei troppo concentrata sull'ago della bilancia. E' necessario che ti "focalizzi" su altro, su qualcosa che sia più facile da raggiungere. Se riuscirai a portare a casa un risultato (alla volta), la gratificazione che ne trarrai ti aiuterà ad affrontare il seguente, e così via. Si tratta solo di metodo.

Iniziamo dall'attività fisica. Sento spesso persone che dicono: "da domani inizio ad andare in palestra" oppure "in primavera vado a correre" ma non riescono a mantenere le loro buone intenzioni, e sai perché? Perché manca la determinazione dello spazio temporale: da oggi a domani, oppure da lunedì a sabato, da gennaio a marzo, eccetera. Tutti noi andiamo di fretta e abbiamo un sacco di impegni quotidiani, ma se impariamo a fissare degli obbiettivi a breve termine, riusciremo a portare a casa un risultato. Prova a dire: "a ottobre farò (ad esempio) nuoto ogni lunedì, oppure "andrò in palestra il martedì e il giovedì" ponendo dei traguardi che siano per te raggiungibili. Facendo così, quando finirà il mese, ti congratulerai con te stessa per essere riuscita a mantenere l'impegno e la gratificazione che ne riceverai ti servirà come spinta per programmare il mese di novembre. E così via, a piccoli passi. Fai le cose che ti piacciono, che sono più vicine alla tua personalità. Io, ad esempio, detesto correre però mi piace camminare a tempo di musica.  Ma la sera ho parecchi impegni... Così, ho acquistato un tapis raulant e durante la pausa pranzo vado a farmi mezz'oretta di camminata a ritmo di merengue. Brucio calorie che è una meraviglia e mi diverto!

Un secondo obbiettivo a "portata di mano" potrebbe essere legato al tatto. Smetti di guardare il tuo corpo e inizia a sentirlo. Procurati al Body Shop più vicino un paio di guanti per lo scrub, tipo questo della foto e usali con il bagnoschiuma sotto la doccia al posto della normale spugna. Sono ottimi per rimuovere le cellule morte (soprattutto adesso che sei abbronzata) e riportare luminosità alla pelle. Poi, passa una buona crema idratante corpo (non un olio ma una crema). La tua pelle diventerà morbidissima e molto piacevole al tatto. Vedrai come ti sentirai meglio. Tra l'altro, accarezzarsi la pelle libera endorfine, molto utili per combattere la depressione. Per quanto riguarda, invece, l'abbronzatura, ti consiglio di non perderla ma, anzi, di fare qualche lampada abbronzante per ravvivarla.  Con la pelle "dorata" ti sentirai più attraente, perché rinunciarvi? Ponitelo a mo' di gratificazione, tipo: se alla fine della settimana ho fatto sufficiente esercizio fisico faccio la lampada, altrimenti nisba. Io lo faccio con i libri. Se riesco a tenere la "tabella di marcia" attiva mi compro un libro. Risultato: ho la libreria piena! E per sentirti meglio nel tuo corpo non rinunciare mai ad indossare i tacchi:  ti aiuteranno a sentirti femminile, così come indossare un buon profumo (mai sentito parlare di aromaterapia?). E lo specchio, lascialo perdere! Per un po' - fino a quando ti sentirai più sicura - puoi farne anche a meno. Fammi sapere come va'.

12/09/08

La pennica

Tratto da: "Fenomenologia della pennica" di Valeria Silvestri


"
La pennica è un fenomeno molto più complesso e rispettabile di quello che vogliono farci credere, soprattutto gli italiani del Nord che, ahiloro!, non hanno il giusto environment per praticare al meglio questa attività.

...con pennica si definisce un fenomeno che si verifica attraverso una serie di fasi, che il romanesco, lingua precisa e puntuale, ha tutte perfettamente identificato:

- si inizia con la cecagna, che comincia a farsi sentire subito dopo mangiato, favorita certamente dalla digestione in atto, caratterizzata da un farsi sempre più pesante delle palpebre;

- subito dopo vi è l'abbiocco, cioè quel momento in cui, oltre all'appesantimento delle palpebre comincia a farsi sentire anche un forte rilassamento delle membra, una spossatezza che porta automaticamente a prendere una posizione orizzontale;

- in ultimo, la pennichella vera e propria, in cui la coscienza si fa più labile e si cade in una sorta di salutare catalessi.

Eviterei, a questo proposito, di parlare di “sonno”, in quanto il sonno ha delle sue fasi che qui vengono completamente saltate. Infatti il grande mistero della pennichella, come molti di voi avranno potuto verificare, è che, anche solo dopo 20 minuti di questo cosiddetto “sonno”, ci si sente come se si avesse dormito per delle ore. Il recupero delle energie è totale, e la mente si ritrova lucida e attiva in modo sorprendente."


Ok. Se non facessi la "pennica" o il "pisolo" o il "riposino" - come volete chiamarlo -  tutti giorni, dopo pranzato, non sarei più umana, ma avrei preso le sembianze di un robot. Alla faccia della Silvestri che asserisce che noi italiani del Nord non ci applichiamo abbastanza. Ci applichiamo eccome. E anche con costanza.

Infatti adesso sono nuovamente disponibile alla scrittura e ai cazzeggi. Dico poco.

10/09/08

Partenze

Le partenze stanno a me come una dose di caffè trinciato forte sparato direttamente in vena. Valigia a parte (perché prepararle mi genera ansia) l'idea di andare in un posto che non conosco mi mette in corpo una tale agitazione (positiva) da non riuscire a star ferma. Figuriamoci dormire. Ma ormai mi conosco (sono sempre stata così) e so come porvi rimedio. Cioè, credevo di sapere come porvi rimedio, perché la partenza per l'Elba ha smentito categoricamente ogni mia previsione.
 
Giovedì l'eccitazione era già iniziata ed era così forte che non era possibile tenere a freno le mani per condurle a digitare qualcosa di comprensibile sulla tastiera. Quindi, ho mollato il blog per dedicarmi ai preparativi. Saggia decisione. Con paziente meticolosità ho spuntato voce per voce le mie liste, ho preparato l'abbigliamento per il viaggio - una bella tuta comoda color turchese acceso tanto per non dare nell'occhio - controllato per la centesima volta che non mancasse nulla dalla borsa dei medicinali - è pur vero che all'Elba ci sono farmacie, ma perché spendere soldi per farmaci nuovi quando ne hai una scatola piena a casa? (regge, vero?) - e infine ,messo insieme un piccolo kit  - sano e calsalingo  - per le emergenze da "stomaco vuoto" (si sa, guidare mette fame e la fame rende nervosi).
Alle 17:00 di venerdì non sapevo più come tenermi occupata. La partenza era prevista per le 05:00 del mattino di sabato: quindi, sveglia alle 04:00! Meglio andare a dormire presto. Bene, facendo un rapido calcolo, se mi alzo alle quattro, tenendo presente che devo dormire almeno otto ore altrimenti divento una iena... è meglio coricarmi alle 20:00. Ma con la fibro dormire è una scommessa, figuriamoci con l'eccitazione da partenza! Ok. Nessun problema: in casi estremi si usa l'Escolzia. Uno, due, tre... dieci, undici... ventitre, ventiquattro, venticinque... trenta... quaranta... cinquanta gocce. Basteranno? Di solito sì, ma questa volta è meglio tenersi di manica larga: cinquantuno, cinquantadue, cinquantatre... sessanta, via! E non se ne parla più. Dormirò come un sasso ma starò serena per tutto il viaggio.

Ah, ahahah. Alle 21:00 ero sveglia come un grillo! Mi sono alzata dal letto e ho raggiunto mio marito in soggiorno che guardava la tv.

- Ma come? Non vieni a dormire?
- Vengo dopo. Ma lo sai che ora è?
- Ora di andare a dormire, che domani ci alziamo presto. Sarai mica agitato anche tu?
- Agitato io? Ma va'. Adesso finisco di vedere qui. Vengo dopo, dai. Torna a letto.

Bevo un bicchiere d'acqua e ritorno in camera. Forse è il caso di leggere due paginette per conciliare il sonno. Ma un'ora dopo il mio cervello sta dando una festa, tipo veglione di Capodanno. Di dormire non se ne parla. Capito? Che cazz! Torno in soggiorno. Lui mi guarda con aria interrogativa.

- Non riesci a dormire?
- Non dire altro, sono già incazzata di mio! Ho preso una dose mega di Escolzia e non mi fa un tubo. Adesso mi prendo anche l'R14.
- Non ti farà male tutta quella roba?
- Ma no. Tutt'al più domani io dormo e tu guidi.
- Ecco, sapevo che c'era la fregatura. Vabbe' dai, vengo a letto anch'io. Prendilo come un incoraggiamento.
- Come no. Tu appoggi la testa sul cuscino e parti... Mi fai una rabbia.

Ma alle 23:00 eravamo in due a non dormire. Io non so più che pesci pigliare e lui legge nervosamente.

- Sei sicuro di non voler prender le gocce per dormire?
- No. Non sono mica agitato. E' che non ho sonno: di solito spegniamo la luce all'una.
- Ecco una bella idea! Perché non spegni e proviamo a riposare la carcassa? Magari il buio concilia...

Al buio. Non so che ora è ma temo sia ancora presto. Ho la sensazione di aver pisolato cinque minuti. Sento lui che si agita nel letto: si gira e si volta in modo innaturale. E' chiaro che non dorme. Allungo una mano e guardo la sveglia: 01:30. Porca paletta! Al mio fianco la voce squillante e poco assonnata di mio marito: - Hai visto l'ora?

Mi viene da ridere, ma non c'è nulla da ridere: - E' l'una e mezza. (silenzio) E se anticipassimo la partenza?
- Sai che ho avuto lo stesso pensiero? Però se partiamo adesso, arriviamo a Piombino di mattina presto. E poi, che cazzo facciamo?
- Già. Forse è meglio aspettare ancora un po'. Ma ti rendi conto che ho preso delle bombe e sono ancora sveglia?
- Certo che anche tu... porti sfiga! Io non ho mai avuto problemi a dormire. E guarda qui come sono ridotto.

La risata è contagiosa. Di dormire non se ne parla proprio, così accendo la luce. Lui torna in soggiorno a guardare la tv. Io riapro il mio libro. Che palle!

Sento un forte rumore in lontananza. Che diavolo è? Un boato interrompe quello che stava diventando un sonno profondo e ristoratore. Salto sul letto. Accidenti al vicino single. Potrebbe imparare una buona volta a chiudere la porta come tutti i cristiani senza sbatterla?! E che cavolo. Capisco che è un bel po' che non batte un chiodo, ma io che c'entro?? Guardo l'ora... Che cazz! Sono appena le 03:00. Quando lo vedo lo strozzo con le mie mani. Mi giro nel letto ma sono sola. Possibile che sia ancora davanti alla tv? Mi alzo in punta di piedi e vado verso il soggiorno. Lui sta dormendo sul divano ma appena raggiungo il centro della stanza apre gli occhi.

- Che ora è? Mi chiede con voce impastata.
- Sono le tre. Che facciamo?
- Partiamo. E non se ne parli più!

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